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giovedì 29 ottobre 2015

Litigation PR: tra il Proposito ed il Progetto

Tra il Proposito ed il Progetto. In una situazione di sospensione in cui – apparendo già delineato il se, alla luce di trasformazioni sociali intuibili e quotidiane – è il come a versare ancora in uno stato di incertezza organizzativa e operativa. È quanto emerge dagli atti della Tavola Rotonda “Litigation PR – Linee guida comuni per l’accreditamento e l’operatività”, pubblicati in questi giorni. Intervista (pubblicata su Ferpi.it) al componente del Gruppo di lavoro FERPI Comunicare le professioni Intellettuali, Stefano Martello e al Delegato Ferpi Emilia-Romagna, Biagio Oppi.


Stefano, tu sembri evocare una situazione di stallo, in cui la necessità appare chiara mentre, al contrario, la strategia di attuazione è ancora vaga.
S.M.: Sì, ma non si tratta di una notazione necessariamente negativa o, ancora peggio, di una ammissione di resa nei confronti di un tema che sconta già – rispetto ad altri ambiti europei – un considerevole ritardo, quanto di una opportunità importante per impostare un dialogo comune con le parti professionali interessate e, più in generale, per ricalibrare una relazione fino ad oggi caratterizzata da un certo tono muscolare e non sufficientemente condiviso. Non dimentichiamo che la stessa struttura dello strumento rappresenta, autonomamente, una evoluzione importante del rapporto Comunicatore/Professionista, riunendo le parti non più (solo) sotto lo stesso tetto ma addirittura nella stessa stanza e nell’economia del procedimento giudiziario stesso.
Credo che serva una esatta identificazione non solo delle licenze ad operare ma anche e soprattutto degli spazi d’azione dove operare, con tutte le caratterizzazioni del caso. Pensiamo solo alle differenze sostanziali tra il procedimento penale e i procedimenti in tema di diritto commerciale.
Il tutto, chiaramente, per non compromettere l’efficacia dello strumento (qualunque sia l’ambito trattato) e per evitare sovrapposizioni insidiose che potrebbero pregiudicare sia la resa prettamente giuridica sia quella comunicativa.
Quali sono i temi che meritano particolare attenzione, secondo te?
S.M.: il tema (l’opportunità) di una Fiducia reciproca tra le parti è sostanziale ma non è il solo in ballo. Lo ha già intuito Giampietro Vecchiato: le Litigation PR introducono naturalmente sulla scena un terzo attore (l’Assistito), che non può essere certo definito come un comprimario e che entra, non solo “di diritto” ma anche operativamente, nel tema in discussione.
La riprova di questo ruolo stringente non è rinvenibile solo – anche se indirettamente – nel codice deontologico forense ma anche e soprattutto nella quotidianità. Da appassionato di cinema vorrei citare la storia processuale di Claus Von Bulow (raccontata ne Il mistero Von Bulow del 1991, con un indimenticabile Jeremy Irons – accusato di aver volontariamente provocato il coma della moglie – in cui proprio la personalità dell’imputato, la sua imperturbabilità da molti percepita come freddezza emotiva, giocò un ruolo non indifferente nelle varie fasi del processo. È importante ricordare, inoltre, come sotto la lente d’ingrandimento dei media non andò solo il comportamento tenuto durante il processo ma anche la condotta tenuta prima dei fatti contestati; in particolare, una relazione sentimentale (di cui pure la moglie era a conoscenza) e una relazione matrimoniale alquanto atipica.
Lo stesso tema introduce, così, l’ennesima variabile; quella tutela della Reputazione che a molti (e per ragioni che andrebbero debitamente approfondite anche nella comunità dei Comunicatori) appare quasi superflua e accessoria ma che, al contrario, deve tornare ad essere punto d’origine di una qualsiasi condotta comunicativa.
Stefano, le tue considerazioni conclusive?
S.M..: questa tavola rotonda rappresenta un punto d’inizio, ma più che sull’obiettivo finale vorrei soffermarmi sul metodo scelto. Perché questo evento è stato caratterizzato da una forte condivisione, non solo tra gli Avvocati (idealmente rappresentati dalla Scuola Superiore di Studi Giuridici) e i Comunicatori, ma anche ad un livello più interno, tra la stessa Delegazione che ci ha ospitato ed il Gruppo di lavoro di cui faccio parte. E credo fermamente che questa scelta di metodo possa rivelarsi vincente nel medio lungo termine, sia a livello di organizzazione interna sia nel raggiungimento di quegli obiettivi che tutti noi auspichiamo.

Biagio, come è nata la collaborazione con la Scuola superiore di Studi giuridici dell’Università di Bologna, la Delegazione Ferpi Emilia-Romagna ed il Gruppo di lavoro Comunicare le professioni intellettuali?
B.O.: La tavola rotonda di giugno incentrata sulle Litigation PR rappresenta il terzo evento realizzato insieme al Gruppo di lavoro Comunicare le professioni intellettuali e il secondo con la Scuola superiore di Studi giuridici dell’Università di Bologna: l’anno scorso realizzammo, grazie a Michela Dalla Vite che lavora presso la Scuola, un primo appuntamento sull’organizzazione dello studio professionale; poi a gennaio di quest’anno portammo a Reggio Emilia davanti ad oltre 300 professionisti lo stesso tema. A giugno, sempre grazie a Michela e al gruppo di lavoro, abbiamo segnato un passaggio importante su un tema ancora poco trattato in Italia: le Litigation PR presso la Scuola dell’Università mettendo insieme accademici, professionisti, ordine, la nostra associazione professionale e comunicatori. Quasi tutti gli stakeholder…
Quasi tutti?
B.O.: nel prossimo appuntamento sarebbe proficuo coinvolgere anche le procure e la magistratura da un lato, i giornalisti dall’altro. Questo per riuscire a costruire un percorso condiviso di riflessione che tenga in considerazione tutti gli stakeholder.
Quale contributo può portare la nostra associazione?
B.O.: Io credo che in un territorio ancora inesplorato nel nostro paese, la nostra associazione possa anzitutto contribuire a sviluppare un dialogo in cui i diversi stakeholder si legittimano e si riconoscono a vicenda in maniera ben chiara e definita.
Ai nostri interlocutori come Ferpi possiamo garantire la formazione continua dei nostri associati e la loro adesione a codici deontologici riconosciuti in Italia e condivisi a livello mondiale tramite Global Alliance. A livello interno infine dovremmo essere in grado di promuovere un dibattito aggiornato su dove si sta indirizzando la nostra professione, come abbiamo fatto in particolare negli ultimi anni con gli Stockholm Accords e il Melbourne Mandate.
Gli atti di questa tavola rotonda rappresentano una buona base di partenza su un tema specifico come le Litigation PR che vanno però affrontate e approfondite nel contesto italiano. Vorrei sottolineare come non si tratti di mera teoria, ma che le Litigation PR possono rappresentare un concreto ambito di lavoro per tanti colleghi. Per diffondere questi atti (come suggerito da Toni Muzi Falconi) invitiamo tutti i soci a diffondere il materiale con l’hashtag #LitigationPR ed eventualmente a contattare il gruppo di lavoro per portare questa prima esperienza in giro per l’Italia come abbiamo proficuamente fatto qui in Emilia-Romagna.

sabato 4 aprile 2015

Neuroscienze e comunicazione

Ho pubblicato questa settimana su Ferpi.it un'intervista a Lucia e Francesco, i fondatori di Neuroset Lab, due cosiddetti cervelli in fuga.
E' una lunga intervista, molto approfondita sul tema del neuromarketing e la sua percezione in Italia e all'estero.
Ritengo il neuromarketing e le neuroscienze discipline tra le più interessanti per i comunicatori, che a volte sembrano dimenticare la necessità di conoscere e servirsi delle scienze, come invece i pubblicitari hanno sempre fatto e come faceva con una particolare capacità ed efficacia Edward Bernays.



giovedì 8 gennaio 2015

Siamo tutti Charlie Hebdo


Ho sempre ammirato Wolinski fin dai tempi di Cuore e Blue; e poi dopo quando recuperai le vecchie copie del Male e di Linus. Ho sempre ammirato la satira e i fumettisti francesi per la qualità del lavoro. Ho ammirato Charlie Hebdo per il coraggio in questi anni. 
Ieri la tragedia. oggi giornali e giornalisti di tutto il mondo hanno preso posizione immediatamente. Cosa possiamo fare noi relatori pubblici?
Io credo possiamo fare tante cose.
Cercare di appoggiare iniziative come la Cordoba Initiative come già alcuni colleghi hanno fatto (TMF in particolare) promuovendo la visibilità delle voci moderate tra i musulmani.
Allo stesso tempo dobbiamo integrare e includere nei nostri gruppi di lavoro queste voci di altri mondi.
Allo stesso tempo dobbiamo stigmatizzare la violenza e sottolineare il ruolo della comunicazione nella reciproca comprensione, valorizzando l'ascolto e evitando la propaganda. 
Allo stesso tempo dobbiamo promuovere valori (occidentali? sì!) di cui possiamo essere fieri e che vengono ripresi dai nostri codici etici (Ferpi, Global Alliance) in particolare per quanto riguarda la libertà di espressione come dice l'Articolo 3 del Codice di Condotta di Ferpi: 
"Nell’esercitare la sua attività professionale ogni iscritto alla FERPI è tenuto a rispettare i principi della dichiarazione universale dei diritti umani con riferimento specifico alla libertà di espressione e alla libertà di stampa ed informazione, da cui deriva per effetto concreto il diritto di ogni individuo di ricevere tutte le informazione..."
Dobbiamo sempre ricordarci di essere parte di una comunità globale di professionisti che si riconosce in determinati valori universali e che può contribuire al miglioramento della società, anche grazie ad una virtuosa pratica professionale.


domenica 2 novembre 2014

Glow Worms: sono solo lucciole? L'autobiografia di TMF

Sono un appassionato di biografie di comunicatori e quando ho letto il tweet di Toni Muzi Falconi sull'uscita della sua autobiografia, Glow Worms, non ho potuto trattenermi: dopo aver seguito il link e scaricato l'ebook ho messo da parte le altre letture in corso per divorarmelo in pochi giorni.
Glow Worms, biased memoirs of a public relator, autobiografia in inglese, è una lettura piacevole e piuttosto interessante.
Piacevole per l'atteggiamento disincantato e autoironico dell'autore che non ha scritto un'autocelebrazione, risultando anzi a volte fin troppo autocritico come quando definisce la sua bio onanistic, narcissistic, navel-gazing exercise of consigning my musings to paper...
Interessante perché credo abbia spunti molto stimolanti per noi PR e perché ripercorre una buona parte della storia della nostra professione in Italia. 
Nel libro infatti vengono raccontati oltre 50 anni di attività di TMF a partire dalle prime esperienze in 3M fino ad arrivare alla consulenza, passando per l'attività giornalistica. E poi ancora la mitica SCR e l'attività di volontarismo a favore della comunità nazionale (principalmente in Ferpi) e e internazionale (principalmente in Global Alliance) passando per l'attività accademico-universitaria.
In realtà trattandosi di un autobiografia a 360°, il libro non trascura la vita personale di Toni: dalla famiglia alle relazioni sentimentali, e la passione politica mai spenta che ha attraversato alti e bassi e che (si percepisce) ha comunque fortemente influenzato il pensiero e il percorso di TMF.
La parte iniziale - che a me era totalmente sconosciuta -  parla della gioventù di Toni e le sue avventure di bambino e teenager tra San Francisco, Roma, la Svizzera, la Bulgaria e l'Indonesia, al seguito inizialmente dei genitori diplomatici. Una parte interessante di per sé per la varietà degli incontri e degli accadimenti, quindi a tratti anche divertente...
La mia curiosità è stata comunque decisamente più stimolata dalla narrazione delle esperienze in 3M e delle vicende di SCR (clienti come Banco Ambrosiano e Publitalia, nonché la nascita del Gorel)* oltre che degli incontri (e relative impressioni) con alcuni personaggi come Steve Jobs e del capolavoro di TMF che - a mio avviso - sono gli Stockholm Accords.
Creo valga la pena leggere queste memorie, soprattutto per chi ama le relazioni pubbliche e l'aneddotica correlata, oltre che per conoscere uno dei maestri della nostra professione ancor più da vicino. 
C'è lungo tutto il libro e quindi lungo tutto il racconto della vita di TMF, la sensazione che l'autore abbia sempre cercato di lasciare un segno che rimanesse, al di là della mera esecuzione in sé e della sua temporanea efficacia; l'impressione di una forte connotazione soggettiva e personale in ogni sua attività, come qualcosa che non dovesse limitarsi a luccicare per pochi minuti, ma che potesse rimanere ai posteri (ad esempio nell'attività accademica e in quella volontaristica); qualcosa di più delle effimere lucciole (espressione della madre di TMF che dà il titolo al libro) che diventano una non troppo implicita metafora delle Relazioni Pubbliche, la controversa professione cui il nostro TMF ha dedicato la sua intera bio. Ma non solo: questo bisogno di lasciare il segno, sembra anche il frutto della relazione con l'ingombrante legacy delle famiglie, paterna e materna, con cui l'autore inevitabilmente si confronta lungo tutto il libro... e quindi lungo tutta la sua vita. 
Ai lettori della biografia l'ardua sentenza a questo punto: sono solo lucciole? Io non lo credo, voi che dite?
Il libro è scaricabile dal sito http://www.biasedmemoirs.com o dalla piattaforma Lulu, dove è anche possibile acquistarne copia cartacea. L'ebook è gratuito con l'invito a donare a favore della Cordoba Initiative - per la valorizzazione delle voci dei moderati all'interno del mondo musulmano.


*Tre aneddoti professionali importanti raccontati in questo libro possono essere ascoltati in una conferenza del 2011 in cui TMF raccontò quattro sue worst case histories (skippando i primi 7 minuti si arriva immediatamente al suo racconto): l'errore nella pubblicità di 3M; il caso del banco Ambrosiano; infine il caso di Philip Morris.

domenica 13 luglio 2014

Accreditamento globale delle Relazioni Pubbliche. Alcune note


E’ stato un summit molto interessante perché ci ha permesso di confrontare stato dell’arte, aspettative, proposte e idee di una ventina di associazioni molto diverse tra loro.
1- Inglesi, canadesi, americani, australiani e neozelandesi convergono sostanzialmente su un modello tradizionale che potrebbe essere riconducibile a quello dell’APR della PRSA (in realtà la CIPR inglese ha il suo), che ha compiuto ormai 50 anni proprio nel 2014 ed è un percorso impegnativo che prevede studio ed esami di verifica (seri - vedi APR su Wikipedia);
2- IABC, che (va ricordato) è un’associazione internazionale ma con una membership prevalentemente nordamericana e ha già un suo accreditamento (denominato ABC – http://www.iabc.com/abc/), ha intrapreso un percorso in partership con l’organizzazione ISO per costruire un sistema di accreditamento globale che possa essere fruito anche da non membri;
3- FEIEA, la federazione europea delle associazioni di comunicazione interni, sta in questi mesi costruendo una sorta di certificazione per la funzione Comunicazione Interna insieme alla società di consulenza Deloitte;
4- i paesi nordeuropei sono un po’ più freddi sul tema dato che i loro soci non esprimono una vera e propria esigenza in questo senso e anzi lo vedono più come un potenziale limite alla libera intrapresa;
5- altri paesi come la Svizzera, ma anche l’Italia, subiscono un po’ di più l’interventismo dello stato.
In definitiva le posizioni sono davvero tante e diverse a seconda della propria storia nazionale e professionale; l’idea di un accreditamento globale – a patto che non appesantisca il lavoro delle associazioni – e/o di un mutuo riconoscimento dei diversi accreditamenti sembrano condivise.

Una posizione pragmatica e realista – ma questo è il mio punto di vista personale – è che il modello IABC, considerati gli investimenti già fatti, la partnership di ISO (che è l’organizzazione mondiale per la definizione degli standard) e lo stato di avanzamento del progetto, sia destinato a posizionarsi come punto di riferimento primario. E forse per tutti quelli che non ce l’hanno sarebbe il più facile da accettare. Ma difficilmente chi ha già un suo accreditamento (PRSA; CIPR) rinuncerà.
NB: l’accreditamento esistente copre una piccola percentuale di professionisti delle associazioni che lo propongono. Immagino sia evidente ai più ma voglio sottolinearlo per evitare fraitendimenti: l’accreditamento è qualcosa di un po’ più impegnativo della qualifica Ferpi di Socio Professionista.

venerdì 31 gennaio 2014

Verso Madrid

In preparazione al World PR Forum 2014, prima tappa con il webinar di Dan Tisch sul Melbourne Mandate. Gratuito per i soci

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Ci avviciniamo al World PR Forum 2014 in programma a Madrid dal 21 al 23 settembre.
Insieme agli organizzatori stiamo studiando un pacchetto ad hoc per i soci italiani che prevede, oltre alla partecipazione al Forum, una serie di iniziative collaterali tra cui un evento di networking con i colleghi spagnoli e una business visit a un’importante agenzia di RP e l’ufficio comunicazione di una rilevante organizzazione spagnola.
In preparazione al WPRF 2014, cercheremo via via di approfondire i contenuti in programma: in questo senso abbiamo fissato un webinar con Dan Tisch, past-chair di Global Alliance, per il 24 febbraio sul Melbourne Mandate.
La partecipazione per i soci è gratuita ed è bene prenotarsi quanto prima.
Webinar – The Melbourne Mandate ONLINE Livello: ADVANCED (in lingua inglese) 24/02/2014
Per info sul webinar e iscrizioni contattare la segreteria organizzativacasp@ferpi.it 02 58312455

giovedì 28 novembre 2013

Paid/Sponsored content, un'opportunità per le RP? Definitely, yes!

Dibattito online su rischi e opportunità dei paid/sponsored contents per le RP, a commento di un articolo di Gabriele Cazzulini su Ferpi.it.
Personalmente penso sia un'opportunità per:
- l'industria RP per promuovere un'iniziativa di trasparenza e consapevolezza nei confronti dei propri stakeholder (lettori, giornalisti, editori).
- i professionisti e le agenzie per prendersi nuove fette di mercato, essendo (come dice il doc. di Edelman) il ruolo più adatto a valorizzare la scelta del paid content e l'interazione con l'earned content.
Parallelamente ci sono anche mille rischi. Delle opportunità e dei rischi, proveremo a parlare insieme ai colleghi nei prossimi giorni. Con TMF, Luca Poma e altri stiamo organizzando una conf. call: chi volesse partecipare mi scriva.

Segnalo un podcast da On The Record Online sul tema con l'intervento di Steve Rubel alla Conferenza della PRSA di aprile 2013 e la distinzione che fa David Meerman Scott sul brand journalism.
Di seguito il documento pubblicato da Edelman a metà luglio su questo tema.

giovedì 7 novembre 2013

Relazioni Internazionali Ferpi

Mi è stato chiesto di occuparmi delle Relazioni Internazionali di Ferpi, sfruttando anche la posizione in Global Alliance per ottimizzare le risorse dell'associazione.
Ovviamente ho accettato volentieri. Ho elaborato un breve programma che vorrei discutere con chi fosse interessato a partecipare a un'azione di internazionalizzazione dell'associazione e dei soci, per quanto possibile.
Ecco qui la presentazione. Sono aperto a discuterne con tutti i nostri stakeholder, anche non per forza già associati.

domenica 6 ottobre 2013

PRanista glocal?

Da ottobre di quest'anno per conto di Ferpi sono responsabile della Delegazione Emilia-Romagna e delle relazioni internazionali, essendo rappresentante dell'associazione nel board della Global Alliance. Due compiti non facili, ma spero di poter servire al meglio l'associazione coinvolgendo i colleghi emiliano-romagnoli da un lato e i colleghi  internazionali delle associazioni sorelle in Global Alliance.

Voglio cominciare questo percorso lasciandone traccia anche sul blog che da ormai un paio di anni sto trascurando. Sul blog d'ora in avanti mi concentrerò quindi sui temi RP local (Emilia-Romagna) e sugli spunti global (in particolare Global Alliance, ma non solo).
Di seguito la relazione con le proposte per il prossimo triennio.
Si tratta di una proposta da declinare in programmi operativi che prossimamente discuteremo insieme agli altri membri del comitato, Marta, Monica, Alberto, e a tutti i soci che decideranno di essere attivi.

giovedì 4 aprile 2013

Task Force Emilia/Terremoto. Come contribuire?


Come avrete sicuramente (...) letto nell’articolo uscito un paio di settimane fa la Task Force si sta focalizzando sulla promozione di ricerche in ambito accademico (e non solo) sul tema disastri naturali – comunicazione /RP.
L’assunzione è la convinzione che la particolarità di questo tipo di crisi (una nicchia o un sottoinsieme del più ampio crisis management?) consista nel fatto che oltre all’organizzazione di cui siamo comunicatori, ad essere colpiti in caso di disastri ambientali lo è tutta la comunità e il territorio in cui l’organizzazione è inserita. Questo comporta la necessità di una risposta di sistema che sia comunicativa, relazionale e organizzativa da parte della nostra funzione. Altra assunzione – che riguarda non la funzione ma l’ambito geografico – sta nel fatto che l’Italia per conformazione idro/orografica, per mille problemi legati alla mancanza di manutenzione del territorio e per la sua sismicità, è soggetta a disastri ambientali con una certa regolarità. Ecco perché Ferpi può e deve svolgere un ruolo in questo ambito.
Di qui l’idea di Massimo Alesii( delegato Ferpi Abruzzo-Molise) di promuovere un Master di primo livello sulla Comunicazione in contesti di crisi e di emergenza e poi il progetto Volontari della Comunicazione, oggi Task Force Emilia. Di qui l’idea di focalizzarci su ricerche/tesi e sulla raccolta di analisi per poi costruire un libro bianco su comunicazione/terremoto che potrebbe assumere la forma di una piattaforma web.

Se foste interessati a collaborare potete:
- segnalare pubblicazioni e ricerche da inserire nella bibliografia del sito Ferpi (preziosissima ma non aggiornatissima la parte sul crisis management)
- dare la disponibilità per affiancare un tesista sulla materia offrendo le vostre competenze in ambito comunicazione, organizzazione, relazioni pubbliche;
- semplicemente promuovere tra studenti universitari questa iniziativa; - aiutarci a inglobare altri enti di ricerca / corsi / professori nel progetto;
- individuare (perché no?) sponsorship per le iniziative.

Ad oggi a bordo, oltre a noi ferpini, abbiamo la prof. Russo del Corso di Politica Economica di Modena (e con lei in network anche i corsi di economia di PR e FE), il centro di ricerca SAIS della Johns Hopkins University, il prof Mark Sheenan della Deakin University di Melbourne.
Ricordo che su Facebook c’è un gruppo Task Force cui potete essere invitati contattando Massimo o il sottoscritto.
Ovviamente sono molto benvenuti ulteriori suggerimenti e commenti.

venerdì 15 marzo 2013

Ferpi per l’Emilia: il punto della situazione - Ferpi

Continua il progetto avviato la scorsa estate per supportare il rilancio del territorio colpito dal sisma del maggio dello scorso anno. Molte le iniziative in corso: dalle collaborazioni accademiche nazionali e internazionali all’obiettivo di dati quali-quantitativi sulla gestione della crisi dal punto di vista delle Rp per realizzare una repository sul caso emiliano.
Chi volesse partecipare ai progetti di ricerca (con focus in particolare su comunicazione interna & organizzazione; crisis communication) o chi volesse segnalare lavori in corso (come tesi, survey, indagini) sul tema comunicazione/terremoto può scrivere direttamente a Ferpi, al sottoscritto o a Massimo Alesii.

Leggi articolo su Ferpi

sabato 2 febbraio 2013

La Ferpi che vorrei, secondo PRanista. Amen!


Pubblico sul blog il post che riassumeva il mio intervento a Ferpi Talk per la Ferpi che vorrei:

Roberta, purtroppo Ferpinet non funziona bene e quindi è sia letto sia utilizzato poco. Sarà fondamentale nella nuova Ferpi dotarsi anche di piattaforme di social networking adeguate (ad esempio perché non usiamo Yammer?). Comunque a parte questo, che in realtà è un po’ la cartina al tornasole di qualcosa che non funziona internamente, vorrei riportare alcuni punti che sabato ho toccato ma che in 5 minuti era impossibile approfondire.
Compatibilmente con le indicazioni per le associazioni professionali riconosciute, la Ferpi di cui vorrei essere membro attivo tra dieci anni per me dovrebbe essere un soggetto in grado di scrivere un capitolo della storia di questo paese e di questa professione.
Per farlo credo che dovrebbe:
1- essere chi fa “Cultura delle relazioni pubbliche” anzitutto con una formazione interna di ALTA QUALITA’, ma anche organizzando ogni anno un forum delle Relazioni Pubbliche nazionale a pagamento con seminari e conferenze, costruendo insieme alle università percorsi di formazione verso la professione (cfr. modello canadese Pathways to the Profession) e soprattutto tematizzando le grandi questioni sulle quali possiamo dire qualcosa. Ad esempio l’Oscar di Bilancio dovrebbe permetterci di essere protagonisti nel dibattito pubblico su trasparenza, stakeholder governance, rendicontazione, ecc.
2- consolidare e mettere a frutto il credito internazionale di cui Ferpi gode (grazie al lavoro meritorio di nostri soci in passato) partecipando attivamente alla Global Alliance, portando in Italia speaker e esperienze internazionali per confrontarci regolarmente con esse, offrendo ai soci opportunità di internazionalizzazione (incontri di networking, ecc.)
3- dimagrire e diventare una Ferpi LEAN, quindi più snella e flessibile, con meno spese fisse, meno organi sociali (non dovremmo pubblicare internamente almeno l’analisi sulla Governance del socio Luigi Norsa?); portare gradualmente la quota annuale a 100 euro (non subito ma in qualche step); trasformare il mandato del direttore (che è pagato) in un ruolo più strategico e centrale dell’organizzazione (come mi sembrava fosse Vodopivec); dare la possibilità al presidente in carica di essere protagonista del dibattito pubblico oltre che di svolgere le funzioni necessarie per la legge.
Alcune cose non ero riuscito a dirle, altre le ho meglio chiarite (spero).

Pagina originale: http://www.ferpi.it/ferpi/novita/notizie_ferpi/notizie_ferpi/tutti-a-bologna-per-ferpi-talk/notizia_ferpi/45360/11

sabato 19 gennaio 2013

sabato 1 dicembre 2012

La Ferpi che vorrei

[oltre a questo mio commento tanti interventi di colleghi e soci nella pagina di Ferpi]
Quando mi avvicinai a Ferpi lo feci principalmente grazie ai contenuti del sito (in particolare in quel periodo si stava pubblicando a puntate il Gorel con il glossario) e perché sentivo la necessità di incanalare l’identità professionale di comunicatore in una “storia” più ampia della mia, che fosse in grado di arricchirmi professionalmente e di farmi sentire parte di una comunità.
Ognuno di noi ha avuto sue motivazioni, un suo percorso di avvicinamento e suoi propri livelli di coinvolgimento (e/o fidanzamento).
Quale è il senso di stare insieme in una associazione? Non credo basti una sola unica risposta, ma credo che l’associazione per avere un senso debba riuscire a contenerne diverse:
- il knowledge sharing
- la rappresentanza e l’advocacy della professione
- la formazione accreditata e l’accreditamento della formazione sull rp
- il networking
- l’etica della professione
- l’appartenenza a un’identità comune
- le relazioni internazionali
- l’introduzione dei più giovani alla professione e il supporto al loro ingresso
L’associazione è sicuramente appesantita da una governance complessa e da un’articolazione difficile da comprendere, anche da chi la vive dall’interno.
Alcune delegazioni territoriali faticano a riunirsi e portare avanti attività.
Non poche sono le antipatie personali che bloccano progetti e iniziative.
Vedo con favore le proposte di semplificazione della governance suggerite da Toni il 27 giugno scorso http://www.ferpi.it/ferpinet/users/marcantonio/article_events/595In particolare sposo l’idea di:
- una trojka a guida dell’associazione con i presidenti (eletto, in carica e past) insieme a tesoriere e direttore;
- l’abbassamento delle quote a una cifra sui 100 euro;
- un funzionamento “a fisarmonica” delle deleghe (progettuali o territoriali) che durano per la durata del programma proposto dal singolo delegato.
- organizzare ogni anno un evento Ferpi (a pagamento, di una giornata, itinerante) in cui fare il punto sulle RP e incontrare la comunità professionale nazionale;
- pubblicare ricerche e strumenti-guida per la professione.
- le altre associazioni professionali affini,
- i network informali di comunicazione,
- le università e i corsi di comunicazione rp,
- altri soggetti del settore (Assocomunicazione, Assorel, Unicom, ecc.).




Oggi su alcuni di questi punti siamo in ritardo. 

LA FERPI CHE VORREI
Essendo Ferpi.it la piattaforma contenutistica di maggior valore del settore, ritengo vadano incrementate le possibilità di interattività (che ha contraddistinto già il sito in passato) integrando meglio gli strumenti social di quanto lo siano oggi.
Mi piacerebbe che Ferpi riuscisse a in futuro a:
In generale vedrei con favore la possibilità di incoraggiare sul territorio sinergie tra le delegazioni e:
Se il sito, le piattaforme virtuali e (pochi) organismi associativi possono rappresentare l’infrastruttura dell’associazione a livello azionale, credo possa essere utile e proficuo che sul territorio si sostanzi un organismo multiforme, flessibile e aperto alla commistione con i non-associati. Questa contaminazione che ci aiuterebbe a coinvolgere neofiti e colleghi andrebbe (nella Ferpi che vorrei) esplicitata nello statuto.

giovedì 21 ottobre 2010

Daniela Cottafavi. Da Adamsberg ai bottoni

50 volti della Comunicazione
50 autoritratti contemporanei
É sempre difficile descrivere se stessi, ma l'ultimo libro letto mi può venire in aiuto. Da alcuni mesi mi sto immergendo nella lettura di Fred Vargas ed in particolare il mio mito è il commissario Adamsberg. Io e lui ci assomigliamo: come lui mi sento una “spalatrice di nuvole”, mi capita di brancolare nel buio e quando tocco il punto più basso è proprio lì che mi arriva una folgorazione, seguita da una intuizione. E' propria quella che mi dà forza, mi chiarisce le idee e mi aiuta nel mio quotidiano. D'altra parte succede che il nostro lavoro sia fatto di tanti piccoli pezzi da mettere insieme per ottenere un puzzle, una storia, un microcosmo che si innesta in qualcosa di più grande. Ma per fare ciò dobbiamo indagare con tanta pazienza e tenacia, proprio come il commissario del XIII arrondissement di Parigi.
Certo mi piacerebbe avere tutte le doti del commissario Adamsberg e riuscire ad avere le sue illuminazioni anche in quei giorni in cui mi chiedo "Perché le RP?". 
Nel darmi una risposta ritorno col pensiero agli ultimi anni di università quando, per iniziare a delineare un mio percorso lavorativo, fui selezionata per un corso di comunicazione d'impresa a Modena. Qui conobbi Tino Ferrari, tra i pionieri della Ferpi a Bologna, che iniziò a parlarci di piani di comunicazione, di associazionismo e della sua esperienza con Mandarina Duck. Allora pensavo che sarei diventata una copywriter seguendo le splendide orme di Anna Maria Testa. Ed invece no, è stato Tino Ferrari che, a sua insaputa, aveva segnato il mio futuro molto più di quello dei miei compagni di corso. Fu proprio lui che rincontrai quando presentai i miei progetti alla commissione esami di Ferpi Bologna qualche anno dopo. La mia specializzazione? Mi sono occupata molto di comunicazione di prodotto, pur non avendo mai lavorato a Milano, per tante aziende e diversi settori: bellezza, moda, arredo e food. Tanto ho imparato lavorando per Furla, Berloni e Champion. Negli anni ho scoperto che la vita di agenzia mi appartiene molto di piú rispetto a quella aziendale e che la voglia di cambiare è sempre qualcosa di positivo che ti spinge a rimboccarti le maniche e a migliorarti. 
I miei simboli? Il filo e il bottone: intessiamo legami, costruiamo e manteniamo rapporti reali e sempre più anche virtuali. I problemi nascono però quando arrivano le forbici!!!!

giovedì 27 maggio 2010

BTL: una survey o un Pesce d'aprile fuor d'acqua e fuor di data?

Mi è arrivata la richiesta di partecipare a una survey sulla "comunicazione Beyond the line"... Trattandosi di Ferpi come "inoltratore e patrocinatore" ho risposto alle domande intendendo beyond per below, ma non l'avevo mai sentita usare questa espressione...
Forse nelle ultime settimane è emersa questa nuova definizione e allora mi dichiaro ignorante.
Però poi è venuto un dubbio: trattasi di dolcetto o scherzetto? Pesce d'aprile andato ormai a male?

lunedì 15 giugno 2009

Ferpini, dù cose

All'assemblea Ferpi di venerdì scorso a Milano sono stati presentati i programmi del Presidente Comin per il biennio a venire.
Tra le cose che avrei voluto suggerire intervenendo - ma su cui come al solito ho dovuto pensare un po' prima di averle chiare a mente - ce ne sono due in particolare cui credo l'associazione e noi soci dovremo impegnarci:
- la crisi sociale in arrivo;
- i nuovi pubblici.

Sulla Crisi sociale in arrivo
Nei prossimi mesi, oltre alla contrazione che colpirà il settore dei servizi e quindi delle Relazioni Pubbliche, come sottolineato da De Rita recentemente e come è stato ricordato in assemblea (con ciò che significa per una galassia di occupati atipici come tutti noi, liberi professionisti, kokoproz, consulenti, ecc.) la crisi investirà - non dimentichiamolo - massicciamente tutti i ceti sociali con innalzamento della disoccupazione e chiusura di numerose aziende.
Si creeranno tensioni sociali, si acuiranno i conflitti, si accentueranno rivalità e i gruppi di interesse si arroccheranno sulle proprie posizioni a scapito dell'interesse generale.
Dovremo, credo, incaricarci di una missione alta per l'associazione: in quanto coloro che contribuiscoo a gestire le relazioni tra i pubblici, dovremo impegnarci a gestire le relazioni in tempi di crisi con l'idea di unire più che dividere, fare sistema, avvicinare gli stakeholder, prediligere l'etica all'estetica. Non far inseguire il consenso ma contribuire ad ascoltare e rafforzare le relazioni.
Con l'idea che non si tratta di raggiungere obiettivi di breve periodo con i sistemi di governo delle RP, ma di avviare percorsi di lungo periodo. Rinunciare a qualcosa oggi per costruire soggetti di sistema autorevoli. Dovremmo farlo per il Paese. Un paese che esce dilaniato da 15 anni di antagonismo ultrà politico, con un'economia non in salute e con servizi/infrastrutture (materiali e immateriali) arretrati.

Sui nuovi pubblici
Le recenti elezioni hanno dato ragione a un partito che comunicativamente è perfetto: ha una sua coerenza comportamento-comunicazione, un preciso messaggio, che viene ripetuto continuamente, un pubblico di riferimento, un paio di diverse attitudes (part. di governo con gli imprenditori; part. di lotta con i ceti più deboli).
La Lega però sta utilizzando un messaggio scorretto (basti pensare ai manifesti con la minaccia dell'indiano che è finito nelle riserve: vuoi finire anche tu così?) e non si può non rimarcarlo.
Noi abbiamo di fronte una realtà: la costituzione di nuovi pubblici, non etnici, ma pubblici di migranti che oggi sono di 1a e 2a generazione, domani saranno di 3a generazione e continueranno a infoltirsi. Pubblici peraltro molto diversi al loro interno che - come ci siamo detti in passato - costituiranno un'ulteriore opportunità di sviluppo per il nostro settore.
Per coinvolgere e far partecipare questi pubblici la ferpi dovrebbe e potrebbe coinvolgere le proprie omologhe in giro per il mondo (i relatori pubblici in Cina, mondo maghrebino, europa orientale) come propose a fine 2007 TMF durante la pesante campagna mediatica di discriminazione nei confronti degli immigrati rumeni.
Il nostro ruolo sta nel favorire l'ascolto di questi pubblici, il loro coinvolgimento ma soprattutto nel far ragionare i nostri committenti (Partiti Politici in primis) prima di rendere più difficile di quanto già sia una qualche forma di integrazione. Che è inevitabile. Ma può essere fatta bene (se guidata consapevolmente e non correndo dietro al solo consenso) o fatta male... Occorre rispetto.
Dovremmo farlo per i futuri nostri connazionali.
Ecco, credo che Ferpi (e il progetto CerpMed della collega Succi mi pare già un passo di qualità in questo senso) dovrebbe impegnarvicisi.

giovedì 29 maggio 2008

FORUM della COMUNICAZIONE - prima giornata

Prima giornata: insomma, non un granché. 

Ammetto di essere arrivato in ritardo sia alla mattina che al pomeriggio, ma non ho assistito a interventi trascendentali, anzi a volte piuttosto banali se non deludenti. Una collega ferpina ha condiviso quest'impressione.

Cosa mi aspettavo? Beh qualche contenuto, qualche idea, qualche intuizione... per ora ci ho trovato pochino. 

Addirittura delle recriminazioni delle FS (sì sì le ferrovie) per il fatto che se ne parla male e non bene come si dovrebbe riguardo almeno all'alta velocità. Mi è venuto da pensare che è pesa dover comunicare chi ha qualche problemino come le FS... Sarà un caso che stamattina il treno che ho preso per Roma aveva 40 minuti di ritardo e che nel frattempo veniva annunciato un ritardo da Palermo di 160-180 minuti?  Forse non c'entra con la comunicazione ma mi è venuto in mente che la notizia colla N maiuscola l'ho sentita sulle Ferrovie Nazionali giapponesi: il ministro si era scusato perché nel corso di un intero anno solare avevano accumulato, se non sbaglio, 57 minuti. Una bruttissima notizia!!! Sì, per noi.

Per il resto, per ora, poco poco... Anche a livello di presenze non mi sembra che ci sia una grandissima presenza. I ragazzi di EGA mi hanno detto che ci sono mille iscritti. Arriveranno tutti oggi.

Per quanto riguarda Ferpi ho finalmente conosciuto il nostro direttore Gatti. Credo sia lo stand più apprezzato anche perché offre qualche valido contenuto di comunicazione: la rivista, l'instant book e il pamphlet sul cambiamento.

Vediamo oggi come va.

venerdì 28 marzo 2008

Ferpi.it docet

Ieri ho fatto una breve intervista per presentare un convegno organizzato dalla mia agenzia, Mito group, sulle sagre e sugli strumenti di marketing per trasformare le manifestazioni folkloristiche in opportunità di business e in prodotti turistici evoluti.
Vabbé non era proprio immediato l'argomento. Ma, giuro, l'articolo che è uscito oggi parla d'altro, tutto sbagliato, pieno di imprecisioni.
Si tratta di un giornale dei nostri, su marketing e comunicazione. Purtroppo l'accelerata velocità e la maggiore accessibilità nella produzione dei contenuti spesso va di pari passo con un drastico calo nella cura degli stessi.

Al contrario il sito della Ferpi, Ferpi.it (dove spesso vengono pubblicati i post di questo blog) credo si stia affermando come uno dei migliori spazi (se non il migliore) di riflessione sulla comunicazione dell'intero panorama italiano, tra l'altro ampiamente partecipato dai soci come mi diceva ieri il mitico Paniquez. Da Ferpino ne son orgoglioso.

Nuovo blog

Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/