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martedì 3 giugno 2008

Relazioni Pubbliche & Cinema... e telefilm

Al Forum della Comunicazione di Roma con il collega ferpino Fabio si è parlato di provare a creare una filmografia sulle relazioni pubbliche.
Da un lato i film/telefilm che le hanno inquadrate in primo piano come argomento centrale o nei personaggi (Thank you for smoking, People I know...); dall’altro i film che all’interno possano offrire spunti interessanti su alcune nostre pratiche professionali anche a livello metacinematografico (Sex and the city per il product placement; La Passione di Cristo per il marketing turistico di Matera…)
Sul sito Internet Movie DataBase tramite la tag Public relations qualcosa salta fuori; ma occorre verificare comunque l'attinenza, ecc.
Oltre a usarla come filmografia per Ferpi, questi titoli si potrebbero utilizzare come strumento di promozione della professione per parlare delle varie pratiche, dei temi più caldi, ecc.
Con UniFerpi si potrebbero anche organizzare serate/cicli di discussione per gli studenti sulle rp, partendo da film/telefilm/serial.
Che ne dite? Proviamo a costruire questa filmografia partecipata?

lunedì 2 giugno 2008

La Percezione logora chi non ce l'ha

Una velocissima riflessione personale su messaggio, contesto e fruizione. Un tema da scienza della comunicazione più che da dibattito RP, però utile a farmi un'analisi di coscienza.

Sabato sera sono andato a vedere Gomorra. Volevo guardarmi Il Divo, ma c'era da aspettare quasi un'ora e allora abbiamo ripiegato su Gomorra. Bello, bravissimi gli attori, grande regia e sceneggiatura. Lo spunto interessante però è che di fianco a me c'erano due tra i 34 e i 40, con un forte accento napoletano. Hanno cominciato a ridere all'inizio del film e smesso in pratica alla fine, commentando quasi ogni scena. Un comportamento che in un'altra situazione mi avrebbe dato fastidio (e infatti L. sbuffava di fianco a me continuamente) ma che invece si rivelava interessante.

I due interpretavano e vivevano il film non tanto come un film-denuncia, ma piuttosto come una parte della loro biografia, che comunicavano con orgoglio.
Allo stesso modo ieri ho guardato per l'ennesima volta "Thank you for Smoking" (anche perché con Fabio abbiamo parlato di un'idea simpatica che potremmo sviluppare nei prox mesi) e a parte la qualità del film, mi son reso conto di guardarlo (e di conseguenza interpretarlo) unicamente alla luce della mia professione. Convincendomi sempre più di quanto sia bella, utile e sfidante.

In entrambi i casi è evidente la distonia tra le intenzioni di chi ha prodotto il messaggio e la fruizione/percezione di chi lo riceve - come dimostravano anni fa nel loro studio su Dallas, Liebes e Katz.

A volte, molte volte, ossessionati dalla quantità (sondaggi, altezze delle rassegne stampa, minutaggi radio/tv, carotaggi internet...) ci dimentichiamo di questo piccolo e importante particolare: la fruizione e la percezione del messaggio. Che credo abbia un po' a che fare con quella distanza di cui abbiamo parlato ultimamente tra paese reale e classi dirigenti.
Banale a dirsi ma in un paese moderno e sempre più diverso i pubblici sono sempre maggiormenti segmentati e parcellizzati sui singoli contesti, che dobbiamo ascoltare molto umilmente. Altrimenti paradossalmente siamo i primi ad avere una percezione erronea di ciò che i nostri stakeholder pensano. Il (piccolo?) problema è come ascoltarli. Basta un poco di Gorel?


E intanto il Bologna è tornato in serie A... particolare non da poco.

Nuovo blog

Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/