La bestialità sta proprio quindi nell'aver stravolto il senso delle primarie, fingendo di ascoltare gli elettori, mentre l'unico obiettivo è la legittimazione del partito stesso tramite la retorica partecipativa... Le mie aspettative, per un partito che intenda governare il paese e cambiarlo in meglio, non sono queste.
Appunti di viaggio in: #Comunicazione #Geografie #Rappresentazioni #Comunità #Management #Territorio #Advocacy #PublicAffairs °RelazioniPubbliche
sabato 7 dicembre 2013
Primarie per il segretario. Paura di cambiare, paura di assumersi responsabilità
La bestialità sta proprio quindi nell'aver stravolto il senso delle primarie, fingendo di ascoltare gli elettori, mentre l'unico obiettivo è la legittimazione del partito stesso tramite la retorica partecipativa... Le mie aspettative, per un partito che intenda governare il paese e cambiarlo in meglio, non sono queste.
sabato 2 marzo 2013
DRAFT 0.1 / Le prime elezioni post-televisive, ma sempre televisive
- negando ai suoi di andare nei talk show e mcluhanianamente differenziandosi totalmente dagli altri politici (mio post 11 maggio);
- creando eventi e una comunicazione-Barnum nel suo Tsunami tour che, facendo audience per le sparate e per lo spettacolo, era funzionale a TV (e altri media) e che è ha occupato la TV di continuo;
- parlando il linguaggio Zelig (o protogrillo se si vuole) che alla gente emozionalmente piace;
- non da ultimo seguendo i consigli di un comunicatore, Casaleggio.
Questa considerazione personale non significa che il voto grillino (o berlusconiano) non vada compreso... anzi è fondamentale capirlo per costruire forse anche una nuova architettura della rappresentanza. Perché la democrazia e le elezioni servono per questo: individuare chi rappresenti la maggioranza e ci governi.
giovedì 31 gennaio 2013
Non ci sono più le Campagne di una volta
giovedì 27 dicembre 2012
L'Agenda del Consenso
Quasi quasi che vien da pensare che...
Giovanna Cosenza nel suo sempre aggiornato e puntuale blog analizza i contenuti e obietta all'agenda di essere troppo politica:
Dal testo di un docente universitario – un collega – mi aspettavo emergesse una differenza netta e ampia rispetto al testo prodotto da un uomo di partito. Monti è un professore, uno-che-sa, un tecnico che si è sempre presentato come diverso dai politici per questa ragione fondamentale: dove gli altri parlano, lui dovrebbe fare, dove gli altri pongono obiettivi, lui dovrebbe riuscire ogni volta a distinguere fra gli obiettivi realistici e non, proprio perché, a differenza dei politici, conosce a fondo (è un prof!) come ogni obiettivo si raggiunge e dovrebbe saper anche dire perché eventualmente non si può raggiungere. Su questa base mi aspettavo un’Agenda Monti che, pur brevemente e semplicemente, ci spiegasse i come e i perché, non si limitasse cioè a elencare – per l’ennesima volta come fanno i politici – gli obiettivi, le intenzioni, il cosa-sarebbe-bello-fare, cosa-si-dovrebbe-fare-per-il-bene-del-Paese. Da un prof insomma mi aspettavo una spiegazione chiara e sintetica dei mezzi, delle strade per, non l’ennesimo elenco di buone intenzioni. Non dico tutte le strade, ma almeno le principali.
Non concordo...
Intanto Monti salendo (scendendo) in politica diventa un Soggetto (Prodotto) Politico, quindi si trasforma dal tecnico dictator in prodotto politico da posizionare, promuovere e vendere. Ma ci torno dopo nel secondo punto.
PRIMO PUNTO. IL MEZZO è IL MA(E)SSAGGIO
Mi interessa prima capire:
- perché quel blog wordpress con solo una foto?
- perché un .pdf con solo qualche frase in neretto?
Io non lo so. Non conosco i perché.
Ma so che (in questo periodo storico in particolare) quando un responsabile di comunicazione (un consulente, un consigliere) capisce che il Personaggio funziona ed è comunicativo di per sé... non c'è bisogno di sofisticarlo ma è meglio utilizzarlo naturale, senza fronzoli. Monti? Comunica contenuti. Comunica grigiore universitario. Comunica serietà e non pugnette.
Niente di più lontano dal blog di Renzi o di Di Pietro, o ancora dal blog di Beppe Grillo.
Una scelta molto differenziante e quindi anche a livello di marketing politico molto netta e decisa.
Avendo un po' annusato (non analizzato - ahimé non ne ho avuto il tempo) il modus comunicandi di Marione; ho personalmente constatato la sua efficacia in quest'anno da premier: basti pensare all'attenzione verso i pubblici internazionali, con il conseguente recupero di Credibilità e Reputaizone; le ottime relazioni con i media dei vari paesi; a livello organizzativo lo staff comunicazione del governo tutto concentrato underPeluffo...
Si comunica anche così. Da lui non ci aspettavamo scintille ma contenuti anche se....
SECONDO PUNTO. L'AGENDA è UN CATALIZZATORE DI RELAZIONI
Il contenuto dell'agenda (a differenza da quanto si aspettava Cosenza) non è determinato da ciò che ci si aspetta dal professore, ma dall'obiettivo di comunicazione che si è posto.
L'obiettivo è organizzativo e comunicativo:
raccogliere attorno a una serie di idee (necessariamente generali) un consenso e una partecipazione di forze politiche, movimenti e persone, che scavalchino la mediazione delle segreterie di partito.
Il consenso che si registra (e che comunque si sarebbe registrato nei confronti di Monti, il più odiato/amato d'Italia 2012) confluisce ora non sulla persona, il Tecnico, ma sull'Idea del Politico Monti. E l'Idea deve necessariamente essere (nel paese dei mille campanili, lobby, confraternite, ecc) vaga e onnicomprensiva. Proprio perché l'obiettivo è il consenso, non il dissenso. Definire nel dettaglio crea dissenso e de-finisce le relazioni; descrivere i problemi (riconosciuti peraltro da tutti: cambiare mentalità, sfruttare il potenziale dell'economia verde, l'Italia della bellezza, ecc.) e non indicare le dolorose soluzione, forse può creare consenso e costruire relazioni.
Per forza quindi che dentro ci stia tutto in maniera generica:
l'obiettivo di questa agenda è costruire consenso su Monti e non spiegarci come si realizzano le riforme, che sarebbe il modo migliore per inimicarsi tutte le lobby d'Italia. Cosa che prima delle elezioni è BENE non fare...
L'esempio più lampante è la riforma del lavoro (Rif. Fornero) che ha deluso tutte le rappresentanze di categoria: perché tutte le rappresentanze di categoria hanno privilegi da difendere. Se prima della riforma fosse stato dichiarato il metodo e le soluzioni, non so se il governo avrebbe potuto ottenere il consenso di Confindustria e simili.
LAST AND LEAST
Sul tema dell'autore del documento, sicuramente una tecnoscivolata, non credo abbia alcuna conseguenza né sulla creazione del consenso né sui contenuti...
domenica 9 dicembre 2012
Chiacchiere da Ber... torna BerBer
1) Bersani che vince le primarie e del 2) bassissimo grado di popolarità di Monti.
1. Lettura forse ruvida, lettura da bar, ma BERsani che vince le primarie e che diventa il candidato del centro-sinistra permette:
- in termini puri di posizionamento politico di posizionare il PDL nella storica funzione di partito anti-comunista
- in termini di marketing politico di buttare nel cesso tutta la necessità di rinnovamento, anche solo anagrafico, che Renzi aveva imposto. Se c'è BERsani perché non può esserci BERlusca? questa retorica è già stata espressa molto esplicitamente dall sig.ra Gelmini, fedele interprete di Silvio, venerdì mattina a Radio 24
sabato 3 novembre 2012
Punto s.G(rillet)
- evitare i talk show televisivi permette al movimento di non diventare la stessa cosa della casta contro cui Grillo si posiziona in termini antitetici.
- i singoli esponenti non hanno la capacità di sintesi di Grillo che riesce a tenere insieme di tutto e di più, perché trasforma il discorso politico in satira e la satira in discorso politico.
- non fanno parte della Casta e si propongono come unico movimento di pulizia e onestà (non è un caso che Di Pietro cominci a flirtare amabilmente, avendo terminato la sua mission antiBerlusconiana)
- prendono voti a destra e manca da tutto il Nimbismo esistente (No TAV, No G8, No Rigassificatori, No Discariche, No ecc No ecc.) condito delle varie ideologie del momento, territorialismo, ambientalismo, ecceterismo. Ma in questo caso il plus grillino è riuscire a integrare tutti i vari gruppi ANTI in un unico movimento che però insieme si sintetizza solo con l'abilità e i giochi di prestigio di G. Punto G.
sabato 26 gennaio 2008
Quei bravi ragazzi... PD vs. PPL
Dimenticandoci per un attimo delle megacampagne super-fundraisiste statunitensi... Qui c'è un gruppo di persone di Pieve di Cento che stanno partecipando alla costituzione del Partito Democratico.
Ecco gli strumenti: un blog, youtube con alcuni video (ben girati e ben montati), i tradizionali banchetti di tesseramento, un giornale a distribuzione gratuita, ma a monte tutta una serie di incontri per decidere insieme temi da trattare/ programmi locali/ delegati.
L'idea di partecipazione è ed è stata centrale. Dopo le primarie adesso stanno raccogliendo i tesseramenti e votano i rappresentanti di sezione.
Dall'altra parte stanno invece la strategia e gli strumenti utilizzati invece dal nuovo partito di Berlusconi (sempre che decida di portarlo avanti) che in Piazza S.Babila fece il lancio del Partito del popolo della Libertà. Come tutti ricordiamo un vero e proprio lancio di prodotto, con le televisioni presenti (convocate in anticipo), i gazebo, gli sms, le bandiere... ma soprattutto la ggente-il popolo. Interessante come in quel caso Berlusconi avesse utilizzato sia l'ormai imprescindibile lessico partecipativo (a suo modo ovviamente: appunto la ggente) sia quello dell'antipolitica (i parrucconi, l'urlo microfonato un po' grillesco) ed avesse mixato sia gli strumenti partecipativi sia quelli del marketing tradizionale (televisioni lì e conferenza stampa il giorno successivo, la fondazione dei circoli della libertà).
Da un lato pur con una regia (quella veltroniana) di tutto rispetto, c'è una strategia comunicativa che viene dal basso e da iniziative locali-territoriali, come da visione/missione del PD, che devono dare conto di una complessità non facile da comunicare (la doppia anima catto-socialdemocratica, le differenze territoriali, le storie personali dei dirigenti locali); dall'altro un marketing mix up-to-date ma molto centralizzato e assolutamente coerente (cfr. Circoli della Libertà il kit crea il tuo circolo) con le indicazioni del Leader. Sulla bilancia pesano diversamente ovviamente Tv e giornali di riferimento di entrambi.
Quali strategie risulteranno più efficaci nella costituzione dei nuovi partiti?
Nuovo blog
Dal 2 gennaio pubblico i miei post su https://pranista.blog/
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E' uscito oggi un interessante articolo su Repubblica che parla di pubblicità occulta, youtuber e baby tutorial. Clicca qui per leggere...
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Da un pezzo di TMF su Ferpi.it cito un brano su come il comunicatore incide sulla reputazione e sul fraintendimento della gestione della re...
