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lunedì 7 marzo 2011

I feel Cud... ménga tant!

Non ho ancora sentito commenti sulla campagna I Feel Cud promossa dalla CEI tramite la campagna dell'8 per mille...
Si tratta in pratica di un concorso rivolto ai bambini e agli adolescenti, in cui si vince un viaggio a Madrid; per partecipare il ragazzo deve far compilare ad un anziano il CUD facendo inserire nell'8 per mille la destinazione alla Chiesa Cattolica.
Come vengono estratti i viaggi: il punteggio aumenta in base al numero di CUD consegnate al patronato ACLI nella singola parrocchia. C'è poi anche un concorso sulla produzione di video legati a chi compila i Cud (argomenti: Il Canto, Le nostre radici, ecc.) che mi sembra furbo e professionalmente ineccepibile.
A occhio sembra sicuramente un intelligente campagna di fund raising e RP che peraltro fa uso di strumenti contemporanei come YouTube, viral marketing, ecc. In rete però c'è già un malumore e una chiacchiera che accenna alla circonvenzione di incapace...
Nei confronti di chi? Del bimbo o dell'anziano? E' legittimo utilizzare i bambini?
Come Relatore Pubblico personalmente mi sarei fermato alla sensibilizzazione dell'anziano tramite la realizzazione del video che indirettamente poteva portare all'aumento dei CUD a favore. Ma l'invito ai bambini mi sembra possa sfociare in qualcosa perlomeno di eticamente inopportuno:
Portate le schede firmate per l'8xmille al centro Caf Acli più vicino (in questo sito trovate la mappa).

mercoledì 16 gennaio 2008

Il Gran Rifiuto dei Pap(p)ataci

Chi si occupa di comunicazione sa quanta expertise offra la Chiesa in Italia (la cui istituzione è la CEI) e dal Vaticano nel mondo.
Gestori di public relations per eccellenza dalla notte dei tempi, tutto quello che oggi noi applichiamo nella comunicazione ha un corrispettivo nella vita ecclesiale.

Dai missionari evangelici al fund raising domenicale, dalla lobbying (il capolavoro dell'8 per mille) ai grandi eventi, dai road show internazionali (G.P.II docet) al viral mkt (mi hanno sempre affascinato le posizioni improbabili degli antichissimi graffiti Dio c'è sotto ponti altissimi o in curve autostradali pericolosissime), i geniali slogan propagandistici neoguelfi (il guareschiano Nell'urna Dio ti vede, Stalin no) alla gestione internazionale delle media relations.

Anche nell'ultimo affair, il rifiuto della Saccenza a PapaRazzi mi pare di poter dire che la gestione della crisi è stata eccellente. Basta leggere i titoli, gli editoriali, gli articoli di tutti i giornali italiani; le dichiarazioni di praticamente tutti i politici; il sentimento dell'opinione pubblica cattolica... tutti gli stakeholder della Chiesa (intesa come CEI+Vaticano) concordano su un consenso generalizzato.

Il tutto grazie a un piccolo evento annullato. Una sorta di pseudoevento che sappiamo può far sempre più rumore di un evento realizzato. In questo caso ore di trasmissioni radiofoniche e televisive, centinaia di pagine della stampa nazionale e internazionale. E la bollatura dei cosiddetti laici della Saccenza (67 professori che hanno scritto una lettera interna due mesi fa) al rango di una cinquantina di Pappataci fankazzari fuoricorso.

Nuovo blog

Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/