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sabato 2 marzo 2013

DRAFT 0.1 / Le prime elezioni post-televisive, ma sempre televisive

[il giorno dopo dovrebbe sempre essere più facile capire le cose]

Ciò che colpisce nell'analisi di tanti è il fatto che la vittoria di Grillo venga attribuita alla piazza reale o a internet, mentre un giorno qualche ricerca riuscirà a spiegare ciò che mi sembra evidente : Grillo e Berlusconi, i due vincitori, hanno utilizzato al meglio proprio la televisione perché uomini di TV e grandi comunicatori.
Da un lato Grillo l'ha utilizzata in "negativo":

Dall'altro Berlusconi l'ha sfruttata in positivo, intanto banalmente candidandosi (come alter non-comunista del vecchio bersani) e poi occupandola e individuando al meglio i programmi e le trasmissioni per raggiungere tutti i pubblici che potevano votarlo, dilagando su qualsiasi programma, inviando un preciso segnale di rottura rispetto a Monti e all'esperienza del lacrime e sangue 2012... (tanto che alla fine ciò che è passato è che le tasse siano state volute da Monti e da Bersani).

Giusto per intenderci: in una pagella pre-elezioni l'unico che ha capito qualcosa dando i voti è stato Carlo Freccero che all'Espresso aveva dichiarato che G. & B. erano stati i migliori in campagna elettorale. Non a caso un uomo di TV e forse uno dei più abili e profondi lettori della società post-moderna italiana.

LA DISINTERMEDIAZIONE TOTALE
Quello che ci insegnano queste elezioni è la disintermediazione dei soggetti tradizionali e l'utilizzo di piattaforme di "relazione diretta": TV, piazze e internet.
Ma questa disintermediazione non significa che la TV è morta o che i vecchi media non servano più. Ci insegna invece una vecchia lezione dei media studies: che un nuovo media non cancella e sostituisce i suoi predecessori, un nuovo media è in grado di ridefinirne l'uso piuttosto. Il blog di grillo è una parte del successo, è uno spazio, ma non sarebbe servito a nulla se non ci fossero stati attivisti in carne ed ossa, piazze e soprattutto tanta TELEVISIONE.
E' che mentre i vecchi politici hanno continuato a farsi i talk show, Grillo l'ha utilizzata come strumento di propaganda.
Berlusconi invece ha fatto contro-programmazione... ha stra-utilizzato le sue televisioni per compattare lo zoccolo duro (son curioso di vedere cosa ci dirà in merito l'Osservatorio di Pavia) e ha realizzato alcuni piccoli grandi media event come l'intervista a Santoro dove ha suonato la carica e decine di interviste. Nessun altro della sua parte sarebbe stato in grado di gestire TV e telegiornalisti nel suo modo. Per non parlare di Ingroia Bersani e Monti, ingessatissimi. Giannino forse se non fosse inciampato l'ultima settimana avrebbe a suo modo ritagliato qualche spicchio in più perché particolarmente comunicativo.
Le primarie che avevano occupato spazio e creato consenso, sono state spazzate via (perlomeno in alcune fette di elettorato) da due mesi e mezzo di intensissima campagna elettorale.

DALLA RAPPRESENTANZA ALLA RAPPRESENTAZIONE
Questa super-esposizione mediale della campagna è funzionale alla legge elettorale: non dovendo eleggere direttamente i propri candidati, nella provincia non si son visti i comizi, non si son visti i candidati, la comunicazione porta a porta, ma soprattutto non si son viste la le affissioni. Questo spostamento dal luogo della polis, la piazza (checché ne dicano i politofagi) allo spazio rappresentato (Tv e Internet) ha portato i cittadini a non cercare un rappresentante ma una rappresentazione. Cosa sono Grillo e Berlusconi se non rappresentazioni di un'attitudine, di un'emozione, di un sentimento.
Non si è votato per farsi rappresentare in Parlamento, ma per inviare segnali/messaggi, quindi per rappresentare uno stato di animo.
Non più rappresentanza di interessi e ideologie, ma rappresentazioni: oggetti semiotici a sé.
Il sondaggio si è fatto voto, il voto di rappresentanza è ridotto a una parte minoritaria dell'intero corpo elettorale. Un corpo elettorale che non è più l'opinione pubblica di un tempo perché i giornalisti, gli opinionisti, i grandi mediatori non ci capiscono più nulla infatti, ma inseguono istantanee del sentimento popolare.
Chi degli indecisi o dei voti che si sono spostati su G.&B. ha letto uno straccio di programma? La maggior parte dei voti sono stati dati in virtù di un'idea di massima che ci si è fatta ascoltando tramite i reportage televisivi, o le conseguenti chiacchiere e commenti. Non me ne vogliano i grillini che partecipano e animano blog e forum a 5 stelle... non sono loro ad aver fatto numero.
E' per questo che una volta superato l'effetto Carro-del-Vincitore (forse tra qualche anno) anche Grillo tornerà a rioccupare uno spazio più ridotto.
La domanda che occorre porsi è se il voto può diventare mera rappresentazione? Se non ha senso cercare di ricreare nuovi corpi intermedi, in grado di spiegare e rappresentare, mediare e guidare.
In fondo tutti siamo contenti di aver inviato un segnale alla CASTA; ma è la funzione del voto questa? Non avremmo dovuto cercare di trovare chi può rappresentare i nostri interessi governando?
Questa considerazione personale non significa che il voto grillino (o berlusconiano) non vada compreso... anzi è fondamentale capirlo per costruire forse anche una nuova architettura della rappresentanza. Perché la democrazia e le elezioni servono per questo: individuare chi rappresenti la maggioranza e ci governi.

martedì 26 febbraio 2013

Il dissolvimento dei soggetti intermedi

Dopo i risultati delle elezioni di ieri è un dato di fatto anche politico-elettorale: i corpi intermedi, i soggetti mediatori, i media e le lobby stanno dissolvendosi.
Che le associazioni di categoria, i sindacati e i ruoli di intermediazione (giornali e partiti) fossero moribondi ce ne eravamo accorti tutti... ma che la disintermediazione fosse in grado di scardinare dalle fondamenta il sistema!
La vittoria di Grillo e il risultato di B. da un lato e la sconfitta dei partiti tradizionali dall'altro offrono alla vista un corpo elettorale che è sconosciuto a chi dovrebbe tentare di leggere la società: dai partiti che dovrebbero rappresentarne gli interessi, ai sondaggisti e agli opinionisti, dai giornalisti agli opinion leader televisivi. 
Sento la mancanza di letture pesanti, di sociologia hard, di riflessioni che vanno in profondità...

Quale è il ruolo dei relatori pubblici? 
Io credo possa rimanere un ruolo importante, se ci sforziamo di spostarci dal ruolo di megafoni a quello di interpreti delle aspettative degli stakeholder. Ma per farlo bisogna capire chi sono gli stakeholder, come si raggruppano, se si raggruppano, come reagisce il corpo schizofrenico della società italiana, quali sono le nuove identità, come ci si relaziona con il multividuo social...
Ma dalla campagna elettorale non emerge alcuna intuizione significativa di comunicazione, alcuna iniziativa degna di rilievo da parte dei relatori pubblici... anzi sembra che i colleghi siano stati completamente assenti nella corsa elettorale e in questo importante passaggio politico.
Oggi - in un momento in cui viene riconosciuto il ruolo dallo stato - scompariamo dalla scena, quasi vittime di un dramma teatrale che rappresenta il dissolvimento del sistema di relazioni cui eravamo abituati.

giovedì 10 aprile 2008

Elezioni. A parte Bonfa... mi sono annoiato

Non ho seguito tanto la campagna elettorale; ho letto, mi son tenuto informato, mi sono annoiato e non ci ho lavorato. Anche sul blog infatti non ne ho quasi mai parlato.
Non mi sembra che questa campagna abbia riservato grandi innovazioni comunicative da parte dei vari schieramenti: a parte prima della caduta di Prodi con l'azione iniziale di partecipazione (con la costituzione e le successive primarie) promossa dal PD, il lancio di prodotto dal predellino di piazza S. Babila, un nuovo look per Silvio, un po' più di pacatezza nei toni e qualche spazio facebook/myspace dei partiti.
Per il resto nella campagna vera e propria il solito tran tran: gazebo, comizi, pullman e tanta noia.
Mi sembra sia stata un'occasione persa comunicativamente parlando. Probabilmente è l'elettorato stesso ad essere stanco della campagna elettorale permanente e quindi i partiti hanno faticato a comunicare con un interlocutore stanco.
Ho trovato nei giorni scorsi invece questo bel prodotto comunicativo: le avventure di Barbolino, senatore (bis?), realizzato dal fumettaro modenese Bonfa (autore tra gli altri di Leo Pulp, Cattivik).
Dopo aver pubblicato in passato alcune strisce sul senatore Barbolini (PD, ex sindaco DS di Modena) quest'anno Bonfa ha pubblicato un opuscolo filastrocca satirica a fumetti.
Questa campagna mi ha lasciato questo. Il web usato male. Campagne di fund raising non eclatanti. Qualche sclerata di Silvio e qualche scopiazzata di Walter. Nient'altro. Sono stato distratto?

lunedì 11 febbraio 2008

Parte la Campania Elettorale

Fra' Uolter & Silvio the Conquerer hanno dato il via alla campagna elettorale.
Riprendo le suggestioni di Nicoletti a Melog di stamattina: Veltroni in versione mistica, con lo sfondo da cartolina dell'Umbria, ulivi e collini; Berlusconi senza cravatta, piratescamente giovanile, un po' play boy un po' markettaro. Silvio che parte con gli immancabili sondaggi in cui sarebbe in vantaggio del doppio dei voti; salvo poi andare a vedere tra le righe il riferimento al partito di Prodi che ci fa immaginare un sondaggio di gradimento sull'ex premier e uno su stesso (più che sui partiti di riferimento; ma c'è una leggera differenza)... giustamente Berlusconi punta tutto sull'immagine negativa di Prodi e del governo appena caduto.

Dai quali un po' tenta di smarcarsi anche Walter, allo stesso rivendicando l'aggiustamento dei conti pubblici per ridistribuire i vari tesoretti sui salari. Con i mastini forzisti (Cikkitto-Bonaiuti in primis) a rovesciare le solite randellate, alla Karl Rove (un marziano venuto a farci la predica domenicale).
Niente di nuovo sotto il sole... Per ora. In attesa del prossimo sondaggio. Mi sembra tuttavia che una leggera evoluzione, perlomeno in termini di rispetto l'uno dell'altro, sia percepibile. Mi sembra anche che Veltroni prenda l'iniziativa prima e riesca a dettare più i tempi e le immagini di riferimento, oltre che utilizzarne di più positivi e ottimisti: la politica che si deve rialzare vs. l'Italia in ginocchio; il Futuro vs. i rifiuti di Napoli; il nuovo vs. il vecchio.
Chissà se riusciranno a restituire sostanza & fiducia oltre che a rinfocolare il mai-sopito tifo guelfi-ghibellini.

giovedì 7 febbraio 2008

Viral mkt = steroidi per la campagna elettorale

Intervista di NPR sull'utilizzo del viral mkt nelle campagne elettorali...
Viral Marketing Like 'Steroids' for Political Opinion
Listen Now [4 min 26 sec] February 4, 2008

Come le grandi aziende, anche i candidati politici stanno utilizzando sempre di più il viral marketing e word-of-mouth per promuoversi.
Andrew Rasiej, fonatore e editore del blog TechPresident Personal Democracy Forum, talks parla dell'impatto dei video virali sulle primarie americane.
"Le conversazioni che definiremmo politiche che prima avvenivano attorno a un tavolo o al bar adesso avvengono in rete..." dice Rasiej "


Questi strumenti —sia YouTube, sia un post su un blog post, sia un'e-mail — diventano una sorta di steroidi per la politica, cambiando la stessa gerarchia della politica da top-down a bottom.up." Basti pensare al fenomeno dei grillini...


Steroidi elettorali... Chi ne farà più uso da noi?

mercoledì 30 gennaio 2008

In vista delle elezioni, un occhio agli States

Mentre McCain vince la Florida costringendo (forse) Giuliani a un ritiro immediato, si cominciano a leggere alcune testimonianze di nostri colleghi reduci da questa prima fase di primarie.

In particolare l'inglese Steve Morgan su PRWeek racconta della sua esperienza per la Clinton. Tra gli spunti interessanti due cose:
il sondaggismo statuniense e la blogmania.
Riguardo ai sondaggi Morgan sottolinea imbarazzata come continuamente vengano rovesciati sondaggi su sodaggi su qualunque materia, anche più d'uno nella stessa giornata. Il come sia possibile è presto detto: vengono sfruttati, accettati e ritenuti credibili (anche da stampa e grandi network) anche sondaggi con campioni microscopici (fa l'esempio di un poll su 300 persone a rappresentare il New Hamsphire).
Poi la blogmania: c'è un blog elettorale su praticamente ogni tema, anche se solitamente il punta di vista è tendenzialmente conservatore e piuttosto estremista (scritto da quel tipo di persone cui non ti sederesti accanto); il problema anche qui per Morgan è il credito che a questi blog viene riservato dai grandi media, anche internazionali.
Fenomeni che vediamo anche qui, anche se in maniera piuttosto ridotta.
Tra un po' tocca a noi, no?  

Nuovo blog

Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/