Visualizzazione post con etichetta bit. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bit. Mostra tutti i post

mercoledì 27 febbraio 2008

To BIT, or not to BIT: that is the question

E' l'amletico dubbio che ha preso i responsabili turismo dell'Emilia-Romagna nei mesi scorsi.
La BIT, Borsa Internazionale del Turismo di Milano, è certamente la fiera di settore italiana più importante: a ruota c'è il TTG di Rimini e il Globe di Roma.
Occupandomi spesso di mkt turistico-territoriale ci sono andato anche quest'anno... non ne do alcun giudizio, anche perché credo andrebbero intervistati gli operatori per capire se hanno fatto business o meno.
Mi limito a un paio di considerazioni sulla partecipazione dell'Emilia-Romagna, con l'APT, l'azienda di promozione turistica. Chi un po' conosce le fiere avrà subito notato come quest'anno l'Emilia-Romagna (come anche Molise e Puglia) fosse presente con un piccolo stand, rispetto alle altre regioni (Calabria e Sicilia in primis) che occupavano porzioni rilevanti di padiglioni. Un piccolo stand istituzionale e quasi nulla di province e operatori locali. Gli operatori (5) sono andati direttamente ai workshop di lavoro per vendere. Altre regioni presentavano invece anche i comuni più piccoli con stand, animazione, pappatorie varie, spettacoli, ecc.
Per contro l'APT ha organizzato una serata a base di prodotti eno-gastronomici emiliani con vip e sportivi in un ristorante milanese che ha riscosso un discreto interesse dei media. Bisognerà capire quanti affari faranno gli operatori grazie a questa azione e se le risorse che verranno investite probabilmente sul TTG (mah!) e sull'estero (Berlino...) porteranno risultati interessanti.
Il tema che interessa a noi è il ruolo della fiera per le PR di un soggetto pubblico che fa marketing turistico e territoriale. Se la fiera è una delle principali occasioni per fare comunicazione e commercializzazione vien da sé che è il responsabile comunicazione-rp a doversene occupare (di concerto con il mkt) per riuscire a stabilire una azione - verso i numerosi propri stakeholder tutti presenti solitamente in fiera - efficace e non fine a se stessa. Siamo noi di concerto con il mkt a dover consigliare  e/o sconsigliare la fiera. Quello che spesso vedo è la gestione (da parte di certi enti in particolare) di risorse sconsiderate per azioni che possono avere un ritorno (media, commerciale, ecc) praticamente pari allo zero: non so quanti piccolissimi comuni ha incontrato con decine di persone, figuranti, suonatori, senatori. Che costano. Non poco. E che devono assicurare una qualche forma di ritorno sull'investimento. 
Altrimenti esistono forme di promozione, comunicazione, pr alternative alla fiera (es. la serataper i media promossa da APT) che dovremmo suggerire noi, anche un po' creativamente. E' che spesso mi pare che siamo un po' troppo ripetitivi e omogeneizzati: conferenza stampa, comunicatino, stand in fiera, cena... mentre dovremmo rompere qualche schema in più.
In quest'ottica mi pare che la scelta della Regione Emilia-Romagna (anche se non so chi l'abbia fatta) avesse un senso, con buona pace di chi le fiere le organizza.

lunedì 25 febbraio 2008

Intellectual Property... please a BIT of fair play!

Weekend passato in fiere invece che sul campo da golf :( [figata eh?].
Alla BIT, turismo, ma più che altro istituzioni, e al MIA, ristorazione-alimentazione, ma più che altro birraaa. Belle le fiere sempre più specializzate nel più-che-altro.

Ma al di là di diverse considerazioni sulle due fiere che scriverò nei prossimi post, la cosa carina che mi è capitata è di vedere scippato un progetto di promozione territoriale-turistica elaborato dalla mia agenzia.

Ora è vero, le idee non appartengono a nessuno. Le idee circolano. E sono pure un fervente sostenitore dei creative commons right, ma ancor prima del copyleft.

Però vedere scopiazzato male un nostro progetto, si badi bene dalle stesse persone cui era stato presentato, per due volte in due incontri ufficiali, strutturato con i medesimi partner che erano suggeriti nel documento, con gli stessi mercati di riferimento (peraltro in un settore di nicchia non strategico per l'ente che lo ha presentato...) tutto ciò fa salire un po' l'inkazz.
Un po' tanto. Anche perché non si degnarono neppure di avvertire. Da parte di un'istituzione. Un ente regionale. Del Nord-Est. Dai...
A parte la rabbia, il tema è semplice. Dato che non si possono brevettare i progetti di marketing, come si tutela la proprietà intellettuale nel nostro settore? Come ci si fa pagare per un progetto che "non è passato" in consiglio? Perdonate l'ingenuità, ma ho bisogno di un consiglio.

Nuovo blog

Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/