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martedì 21 marzo 2017

Gli sponsor nascosti nei video degli youtuber più amati dai ragazzini

E' uscito oggi un interessante articolo su Repubblica che parla di pubblicità occulta, youtuber e baby tutorial. Clicca qui per leggere repubblica.it

"È una giungla - dice Stefano Zerbi del Codacons - . Vogliamo capire se esistano zone grigie. In teoria, con la legalizzazione della pubblicità occulta, non è affatto vietato reclamizzare un prodotto su YouTube. È come Instagram: chi ha valanghe di follower, e inserisce un marchio in una foto, riceve prodotti gratis, benefit, viaggi"
 

lunedì 30 marzo 2009

Dal Forum due appunti... da amico

Essendo stato presente solo il primo giorno non sono riuscito a seguire l'intero programma e non ho una visione globale dell'evento. Confermando il piacere e l'utilità di incontrare direttamente colleghi, scambiare opinioni e trovare opportunità reciproche, butto giù un paio di note al volo.

Tra gli incontri che ho seguito devo dire che l'utilità di grandi convegni su megatemi come "rilanciare l'Italia, la marca del territorio, ecc." per noi operatori è abbastanza relativa anche perché solitamente parlano le istituzioni ribadendo solite cose o simpatici aneddoti personali.
L'incontro sul product placement invece è stato di grande interesse perché, oltre alla stimolante conduzione della D'Amico, i relatori invece di appropriarsi della consueta markettona (come in altri workshop che ho seguito giovedì) hanno portato casi concreti (anche di difficoltà e piccoli fallimenti), suggerimenti, visioni critiche, idee.

La testimonianza/marketta al convegno... è una cosa che spesso si ripete. Fateci caso: un'azeinda si presenta e porta sempre o una best practice totale (dall'inizio alla fine tutto perfetto: grandeballa) o si autopromuove smaccatamente. Sinceramente da operatore sono più interessato ai fallimenti, ai casi con problemi che poi magari vengono risolti e a idee innovative rispetto alle autopromozioni.
Invece spessissimo - anche in fiere (o appuntamenti) più titolate - si assiste al contrario. E non credo sai utilissimo ai relatori. O no?

lunedì 28 luglio 2008

Video Games

Prendo lo spunto da un pezzo tratto da Noema sul marketing dei videogames, per sottolineare quanto possano essere interessanti come media (intermediari delle nostre relazioni) i videogames per diverse opportunità di comunicazione intrinseche ai giochi stessi:

- product placement;
- stili di consumo (abbigliamento, food & beverage, sport, ecc.);
- sponsorizzazioni;
- social networks;
- co-marketing.


Halo 3. Marketing Case History Alessandro Cavaleri
Il videogame è diventato, al pari del cinema, un prodotto industriale di massa, i cui costi di produzione hanno toccato punte vertiginose e dove eventuali fallimenti possono rovinare i bilanci delle software house e dei publisher coinvolti nel progetto.
Negli ultimi anni l’industria videoludica sempre più spesso si è affidata ad accattivanti campagne marketing, con lo scopo di salvaguardare gli investimenti, generando nei videogiocatori l’amato/odiato hype, l’attesa o meglio l’ansia, nei nuovi titoli in uscita.
La dimensione del marketing nell’industria videoludica è in costante ascesa, spesso nella sua pianificazione si sono messe in atto alcune metodologie già affinate da tempo dal cinema o da altri media.

Per esempio l’uso di trailer fortemente cinematografici è diventata una costante nella promozione iniziale oppure, come nella New Hollywood, si da origine a “brand” di successo allo scopo di “sfruttarli” in formulazioni seriali anche a carattere multimediale.

venerdì 30 maggio 2008

Sex & the city... and product placement

Segnalo un bel pezzo uscito ieri sul Sole (Sex & the city, lusso pigliatutto - 29 maggio 2008) sul megaproduct placement del film delle 4 squinzie newyorkesi. Mercedes, Cosabella, Vodka Skyy, Vivienne Westowood, Louis Vuitton, Vogue, Manolo Blahnik e altre decine di marchi.
A quanto pare il budget sarebbe stato coperto in partenza solo con le presenze commerciali. Da non trascurare (e forse anzi la più interessante) la presenza di product placement immobiliare grazie al mitico Darren Star, già produttore-productplacer di prodotti giovanili in Beverly Hills 90210 e condomini in Melrose Place.
A quanto pare già perplessi i fan della serie TV e molti critici cinematografici; comunque in sala da stasera i 140 minuti, con Carrie Bradshow, le amiche e... la nostra collega PR Samantha.

mercoledì 19 dicembre 2007

Film di Natale: Product Placement in salsa De Sica&Filmauro

Come ogni anno, i soliti amici fedelissimi del Filmauro, siamo andati a vederci il blockbuster di De Sica: quest'anno Natale in Crociera.

Se negli anni passati il film natalizio è sempre stato un'ottima piattaforma di product placement e se negli ultimi anni oggettivamente gli sponsor erano aumentati, quest'anno abbiamo raggiunto l'apice: ci sono alcune scene dove il posizionamento del marchio è quasi imbarazzante. A parte Costa Crociere, che offre il luogo fisico in cui è stato girato praticamente tutto il film, ci sono una marea di marchi che vengono proposti: Garmin, Calzedonia, Paciotti, Diadora, Chrisler, Radio Montecarlo, Acer... di cui peraltro non trovo il marchio nella pagina degli sponsor.


Tutto legittimo ovviamente; tra l'altro dovremmo anche essere regolamentati oggi finalmente.


La riflessione e l'analisi che mi piacerebbe fare è indagare nella storia dei film di Natale, quali consumi e quali tipologie di bisogni indotti sono stati sviluppati. Ovviamente la tipologia primaria di consumo sia stata fin dall'inizio la vacanza dal punto di vista del prodotto e del luogo: la montagna, Amsterdam, Cortina, Aspen, l'Egitto, oggi le crociere ai Caraibi. Poi ricordo le Tod's in Yuppies, il cellulare sempre con de Sica, oggi il navigatore Garmin e le vacanze in crociera.
Quest'anno fuori dalle Multisale ci sono corner e banner di Costa Crociere, di cui tra qualche mese si potranno misurare i risultati effettivi. Non vedo l'ora di darci un occhio. Per ora me lo studio.

Nuovo blog

Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/