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sabato 11 ottobre 2008

Tutto compreso: Pacchetto Recession PR.

Stando a quanto segnala PR Week nell'ultima newsletter, le agenzie di PR inglesi si stanno attrezzando nell'offrire proposte personalizzate alle aziende in crisi. Ogilvy UK e Brighter PR ad esempio: la prima sta sviluppando un pacchetto di offerte diretto alle società colpite mentre Brighter sta creando una "PR solution" per le divisioni comunicazioni overstreched.
"Dopo avere concentrato i nostri sforzi negli anni scorsi su reputazione e CSR la recessione globale ci mette nelle condizioni di dover elaborare altri strumenti, perché è probabile che le aziende taglino gli investimenti in particolare sulla CSR" dice Coleman-Smith MD di Ogilvy UK EMEA.

Ogilvy mira in particolare ai settori bancario, finanziario, viaggi e vendite online; Brighter offre una serie di servizi che le divisioni comunicazione delle aziende possono scegliere per una fee fissa.
Intanto, si conclude l'articolo, alcune charity invece stanno riducendo il personale comunicazione: un problema che in Italia già da tempo stavano affrontando grandi ONG (voci di prima mano da una grossa ONG).

sabato 14 giugno 2008

PR: lavoro per tutti... Sì, in Inghilterra

Nel Regno Unito il recruiting nel settore delle Relazioni Pubbliche va a gonfie vele, a quanto dice uno studio realizzato da PRWeek e pubblicato nell'ultimo numero (leggi qui la versione online) con una serie di interviste e dati. Il mercato del lavoro pr UK si dimostra così ancora una volta secondo al solo mercato statunitense. 
Addirittura il 2008 andrebbe ancor meglio del 2007 nonostante il credit crunch e la recessione: i team interni continuano ad aumentare, le agenzie assumono e i PROs non sono preoccupati a cambiare lavoro.
D'altro canto basta prendere in mano PRWeek e sfogliare le ultime 8/10 pagine: solo nell'ultimo numero ho contato circa 45 offerte di lavoro.
Un po' diverso rispetto al mercato italiano? Beh, non c'è neanche bisogno di dirlo. 
Tuttavia mi pare di cogliere anche da noi un vento non così brutto come si temeva appunto a causa della recessione e crisi varie. Anche se tutti sono pronti a dire tagliamo qui, là,  i budget su e i budget giù, mi sembra però di cogliere ultimamente un discreto aumento della richiesta comunicazione di qualità, in particolare su web e web 2.0. 

sabato 5 gennaio 2008

Liverpool: pallone, scarrafoni & cultura (finally)

Finalmente dopo un mese dalla sua uscita mi è arrivato il primo numero di dicembre di PRWeek (il cui abbonamento = dissanguamento x pounds + bolletta mia alla seconda) con uno speciale dedicato a Liverpool capitale della cultura 2008.
Sui media inglesi è un po' che se ne parla (su BBC World questa settimana l'hanno menata dalla mattina alla sera) anche perché sembra che la municipalità non abbia tantissimi soldi da investire e qualche altro problemino.
Interessante, oltre al fatto che la principale rivista inglese di PR dedichi uno speciale ad un'operazione di marketing territoriale, il dibattito su quale immagine della città (sorry, meglio invernizzianamente su quale reputazione) debba trasmettere la strategia di comunicazione connessa.
Liverpool viene associata alla squadra di calcio (mi verrebbe da dire da italiano anche ai più beceri hooligans) e ai Beatles. Da tempo sta cercando di riqualificarsi, in seguito alla crisi dell'industria manifatturiera dell'ultimo quarto di secolo: il progetto di recupero urbano del PierHead sul Mersey Waterfront è un ottimo esempio di come la città si stia riprogettando.
Lo status di capitale della cultura porterà a Liverpool 14.000 posti di lavoro, attrarrà 1.7 milioni di nuovi turisti e 2 miliardi di sterline di investimenti. Testimonial saranno ovviamente Ringo Starr e Paul Mc Cartney. Diverse agenzie stanno cercando di accaparrarsi il budget di comunicazione (non mi sembra che l'abbiano già affidato) anche se gran parte della comunicazione verrà gestita internamente dallo staff comunicazione di Liverpool Culture Company, il soggetto creato dal Council di Liverpool che gestisce l'intera operazione.
Intanto a me, tra speciale e siti vari, è venuta voglia di andarci... sempre sperando che un altro zìopero della lobby dei padroncini non mi faccia arrivare con un mese di ritardo :-p

giovedì 29 novembre 2007

Non dite a mia madre che faccio il Pranista

lei mi crede...

Ho appena finito di leggere di Jacques Séguéla NON DITE A MIA MADRE CHE FACCIO IL PUBBLICITARIO. Carino e in certi punti illuminante, ma non voglio scrivere di quello. Lo prendo come spunto per partire con l'ennesimo blog che apro e che spero stavolta di non dover chiudere per pressioni esterne o per svogliatezza interna - così almeno è successo per gli ultimi... fortunatamente ero anonimo o pseudonimo.
Parafrasandolo "Non dite a mia madre che faccio il Pranista, lei mi crede giornalista in un bordello di paese". Ches chez s'è le Praniste?
Cos'è o chi è il PRanista? Il PRanista è il Public Relation man. Che dalle nostre parti, più o meno significa distributore di buoni ingresso per la discoteca o nel migliore dei casi, organizzatore (più spesso -trice), di P.R. = Pranzi e Ricevimenti.
In realtà, e ci tengo a sottolinearlo, il relatore pubblico (orribilis traductio) è un ruolo fondamentale nella società dell'informazione, o meglio, della relazione come spesso dice il nostro guru, TMF.

Apro questo blog, e veniamo alle dichiarazioni, per riflettere sulla comunicazione e sulle relazioni pubbliche: in particolare di come e quanto sia necessario creare un modello di relazioni pubbliche non milanocentrico, non figlio delle pratiche internazionali di PR, ma un modello di provincia, capace di rispondere alle esigenze delle PMI. Un modello che per natura e geografia è lontano da Milano: dalle grandi Corporations, dai grandi network, dai grandi giornali.
Che allo stesso tempo dovrebbe essere un modello capace di interpretare il campanile e l'azienda, senza scadere nel localismo anzi rispondendo a quella vocazione cosmopolita che i nostri comuni (e le nostre aziende) hanno sempre avuto. Internazionalizzando (e comunicando globalmente) già dai tempi di Marco Polo.

Buon viaggio a chi leggerà, a chi commenterà e ovviamente al sottoscritto. Per non fermarmi ad Antiochia.

Nuovo blog

Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/