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venerdì 16 maggio 2008

E i PR labour cambiarono lavoro...

E' uscito nell'ultimo numero di aprile di PRWeek: un pezzo in prima pagina in cui si delineavano le mosse dei grandi (ma non solo) consulenti di PR del Labour dopo le recenti elezioni.
Infatti il cambio di rotta dell'elettorato inglese con la vittoria nelle amministrative dei conservatori, il secondo posto dei liberal e la pesante retrocessione a terzo partito dei laburisti, costringe i nostri colleghi della sinistra inglese a rifugiarsi in altri settori.
Sono aumentate le richieste di lavoro nelle agenzie a partire dalle posizioni top: Geoffrey Norris e John Mc Ternan (consulenti di Downing Street); Mario Dunne, Des Brown, consulenti politici; non solo grandi personaggi della comunicazione, ma numerosi giovani e men famosi professionisti.
Parallelamente con le azioni del labour in calo, aumentano quelle dei tories: in particolare le aziende del settore privato sono più interessate ad assumere collaboratori e consulenti in grado di dialogare con il partito conservatore.
Un paradossale passaggio: entrano nel mercato PROs  di PR vicini alla sinistra mentre le agenzie chiedono PROs vicini alla destra.
C'è chi sale e c'è chi scende... e chi in bottom se lo prende.


venerdì 4 gennaio 2008

L'Am-moratoria di Ferrara

Riguardo al recente dibattito sulla moratoria sull'aborto, ciò che mi interessa sottolineare nel blog attiene specificamente a una questione tecnico-professionale e non al contenuto in sé della proposta (su cui le parole più sagge mi sembrano quelle di Veronesi di oggi su Repubblica).

La proposta della moratoria è stata sollevata e promossa da Giuliano Ferrara, che è direttore del Foglio e conduttore di Otto e mezzo su LA7. Ferrara negli ultimi anni si è contraddistinto per una linea neoconservatrice su diversi temi (guerra in Afghanistan/Iraq, politica estera statunitense, temi etici) invocando sempre un'ispirazione laica - che in altri paesi suonerebbe anche piuttosto stonata.

Nel sondaggio che ludicamente sottopongo la questione è: Ferrara è un giornalista o un lobbysta? Premesso che reputo la funzione dei public affairs e della figura del lobbysta assolutamente necessarie e stimabili, tuttavia credo debba essere dichiarata esplicitamente per aiutare decisori e altri stakeholders ad una lettura trasparente dei fatti.

1- Insomma Ferrara è un giornalista militante, che credo molto in alcune idee e di cui si fa portavoce?

2- E' invece un lobbysta che utilizza legittimamente i suoi media (Foglio e Otto e mezzo) per fare pressioni e issue management? Non sarebbe così strano: basti pensare a Costanzo (uno dei più influenti lobbysti d'Italia in passato) che mentre andava in onda con il M.C. Show era un lobbysta neanche tanto occulto (cfr. vari articoli tra cui l'Independent del 1997) e che in questi ultimi tempi ha poi creato con Alessandro Benetton Maurizio Costanzo Comunicazione.
3- O è infine uno showman naive, come spesso viene dipinto, che sperimenta linguaggi, idee e contenuti dall'infomondo (chi non ricorda Lezioni di Sesso)?
Non sarebbe fair sapere a che tavolo gioca un'opinion leader del suo calibro? A quali regole e deontologie risponde?

mercoledì 26 dicembre 2007

Chi ha paura della Muccassassina?

Sto leggendo ed ho quasi finito Chi ha paura della Muccassassina? il libro autobiografico appena pubblicato da Vladimir Luxuria.
A parte il contenuto interessante, alcune osservazioni molto acute, la piacevole scrittura, il libro ha un sicuro interesse per i professionisti delle relazioni pubbliche.

Si ripercorre infatti la storia degli ultimi anni del movimento glbt (gay, lesbo, bisessuale, transessuale) che è anche la storia di un'issue sociale comunicata e promossa in maniera molto efficace: i diritti civili glbt e la diversità sessuale.

Vista dal punto di vista della comunicazione, dei public affairs e più in generale della comunicazione, è possibile rinvenire numerosi esempi di best practices: in particolare la cura per gli eventi, dall'evento Muccassassina fino al Gay Pride; ma anche le strategie di media relations e di coinvolgimento dei nuovi media (web 2.0 compreso); compreso l'endorsement di testimonial da Ru Paul a Elton John fino al primo Ru Telli (poi divenuto Ru Clerichelli); e ancora la creatività nel branding e in generale nel gergo glbt: espressioni come la "vacanza succhia e fuggi", il genere "ursino", il Rubicone o il Dee-gay (il dj gay)...
Un libro utile, da leggere.

Nuovo blog

Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/