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domenica 9 agosto 2009

Obama... scalpello & PR?


C'è un bell'editoriale di Amato oggi sul Sole24Ore, che rispondendo all'editoriale del 2 agosto di Riotta, Il mago obama ritorna sulla terra, affronta il tema del consenso dell'opinione pubblica coniugato all'arte della mediazione politica, da una prospettiva a noi rp molto vicina

Se Obama si trova in perdita di consensi e nella condizione di dover contrattaccare sulla riforma sanitaria, dice Amato, non è perché la riforma sia sbagliata, ma perché questa danneggia diverse lobby che hanno scatenato una vera e propria guerra sui media, coinvolgendo opinion leaders, giornali d'opposizione, think tank, ecc. arrivando ad accusare Barack di essere comunista... e minacciando il congresso di perdere consensi. Ora Obama deve riconquistare il consenso popolare e lavorare di scalpello al Congresso.

Ce la farà il nostro Hero?

lunedì 3 agosto 2009

Obama PR di Israele e Palestina?


Leggo, grazie a una twitterata, che il San Francisco Sentinel, Haretz e il New York Times avvertono che il presidente Obama starebbe per lanciare una campagna di Public Relations per favorire il processo di pace israelo-palestinese.
In particolare, dopo la recente massiccia campagna di PR a favore della sua riforma sanitaria, questa prevederebbe alcune interviste su tv arabe e israeliane per spingere le opinioni pubbliche mediorientali su posizioni più favorevoli al processo di pace e per correggere alcune mis-conception piuttosto diffuse, tra cui quella per cui gli States starebbero favorendo gli insediamenti di Israele, ecc.
Anche sul Carlino leggo qualcosa ma la parola Relazioni Pubbliche scompare... sarà un caso o un'idiosincrasia tutta italiana al tema/parola/concetto di RP?

mercoledì 5 novembre 2008

E adesso... tutti sul Carro! E soprattutto... avanti coi Carri!

Riesco a stupirmi tutte le volte dell'italica capacità di saltare al volo sul carro del vincitore.
Ora è vero che Bush ha stracciato le balle al mondo intiero, ma vedere che da un giorno all'altro sono tutti interessati alla politica americana, tutti obanisti (cambio con sostituzione di lettera: occhio non è uno scarto né una zeppa), tutti filoamericani perché l'Ammeriga è un grande paese... ecc.ecc.
Forse c'era anche una gran voglia di sognare... e con un afroamericano alla casablanca vien da sé. Bene. Torni l'America ad essere il brand più amato del mondo e saremo riconoscenti tutti a Obama.
A livello comunicativo e psicosociale dovremo invece riflettere su questo corpo mediale-globale che è l'opinione pubblica mondo (media+ web2.0+ opinionleader+) e che si muove molto prevedibilmente quasi fosse una persona vera e propria con un pensiero unico e istantaneo: schizzofrenica sui mercati finanziari, impaurita e sfiduciata dalle crisi economiche, pessimista e declinante quando si parla di recessione, euforica e drogata dall'isteria mediale.
Servirebbe un Cynar.

martedì 4 novembre 2008

Bai bai Buz jr... brand destruens!

Oggi finisce l'incubush. Non dei poveri irakeni bombardati, non del mondo muslim caldo e inkazzeto, non del rest of the world. Finisce l'incubush, dal punto di vista comunicativo, di chi ha visto demolire il Brand America in un paio di mandati presidenziali.

Se anche prima di Dabel Iù le bandiere venivano bruciate, oggi consultando gli index di nation-branding ed altre amenità sulla popolarità del marchio America, si scopre senza troppe sorprese quanto le stelle e strisce siano detestate trasversalmente da est a ovest e nei sud del mondo, con imbarazzanti situazioni in americalatina. Chi se li dimentica più: Paul Wolfowitz, Donald Rumsfeld, Dick Cheney, gli attacchi di Carl Rove...


Auguri a chi vincerà... dopo la part destruens, abbiamo tanto bisogno di una part construens. Ben sapendo che un candidato sarebbe sicuramente mejo...



lunedì 14 gennaio 2008

Pausa pranzo: SpinObama, Spinorama


E la campagna si scalda... Dopo l'accusa di vago razzismo fatta da Obama ai Clinton, ecco l'accusa di un importante opinion leader nero agli immancabili cattivi spin doctor di Obama.
Tra sgambetti e colpi bassi molto poco -democratici... Bob Johnson - miliardario fondatore della Black Entertainment Television - che sostiene la candidata Clinton attacca i PR di Barack Obama accusati di lasciare intendere che Hillary non sarebbe rispettosa di ciò che ha fatto Martin Luther King per gli afroamericani.
Nell'attaccare Obama, il nero Johnson, sottolinea come mentre la Clinton a vent'anni si impegnava per il riconoscimento dei diritti civili per i neri, il nostro Barack a vent'anni si trastullava per le periferie con qualche droga di troppo.

Un tema questo della droga di Obama, contenuto peraltro anche nella sua autobiografia, che è costato il licenziamento a un consigliere della Clinton che lo aveva utilizzato in maniera troppo aggressiva.
La propaganda anticlinton dei pr di Bubba aveva l'obiettivo di alienare a Hillary il favore della vasta minoranza afroamericana del South Carolina prossima partita chiave per le primarie ammerigane.

Nuovo blog

Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/