Poi il trasferimento di Compa a Milano ad opera di Conference Service, contestato dall'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale (fondatrice del salone...)
Come diceva Mao Tze Tung “Grande è la confusione sotto il cielo dunque tutto è stupendo". Non proprio.
La Comunicazione Pubblica è un settore che non esiste: con i fondi pubblici in calo vorticoso da anni e una pubblica amministrazione sempre più affannata. Il Salone negli ultimi anni si reggeva praticamente su grandi espositori istituzionali (esercito, caramba, ministeri vari, qualche regione) ma erano completamente scomparsi i piccoli enti. Le stesse aziende fornitrici degli enti pubblici non sono mai state numericamente significanti.
La differenza e l'interesse inizialmente stava nella qualità di alcuni workshop, nel confronto tra best practices, nelle idee innovative di qualche dirigente comunicazione e in qualche premio.
La parte culturale aveva una sua dignità, la parte espositiva molto meno. Sentendo i commenti dell'una e dell'altra parte (soprattutto off records) non ci sono proprio baci e coccole.
Cos' la comunicazione pubblica? Un segmento, una specializzazione, un aspetto del mondo della comunicazione. E se è stata scambiata per qualcos'altro è perché c'erano molti soldi da spendere e spandere...
Ma soprattutto. Non esistendo un salone/fiera/mostra di rilevanza nazionale sulla comunicazione, come può esistere un salone su un segmento del mondo della comunicazione? Un segmento tra l'altro notoriamente in bolletta... e a quanto pare in confusione.