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venerdì 7 novembre 2014

Ascolta per essere ascoltato

Grazie a Fausto Lupetti e alle ore d'insonnia di questi giorni, ho avuto la possibilità di recuperare e leggere un volume del 2012 che a suo tempo mi era sfuggito e che ho trovato di grandissimo interesse: Etica e Comunicazione con interventi di Carlo M. Martini e Stefano Rolando.
Si tratta di un paio di relazioni del Cardinale Martini e di Stefano Rolando, precedute da alcune note introduttive e seguite da due brani e un'intervista.
Non conoscevo - mea culpa, mea ignorantia - le riflessioni di Martini sulla comunicazione, che in questi interventi viene affrontata a 360°: dal giornalismo ai comunicatori pubblici, dai pubblicitari ai comunicatori politici...
Ho trovato di grandissimo interesse un paio di pensieri in particolare.
Il primo sulla necessità di ascoltare per riuscire a comunicare pienamente ed eticamente. Martini fa un elogio del "silenzio contemplativo" che ci permette di entrare in sintonia con l'altro, di capirlo e quindi di comunicare appieno. Un punto fondamentale che continuiamo a dimenticare ma che è il punto di partenza per riuscire a "comunicare con" efficacemente sia nella comunicazione interpersonale (Most people do not listen with the intent to understand; they listen with the intent to reply” in Stephen Covey, The 7 habits of highly effective people, citazione) sia nella comunicazione organizzativa (Toni Muzi Falconi, Global Stakeholder Relationships Governance, An Infrastructure sull'idea di "listening organization").
Il secondo che riguarda le patologie della comunicazione (individuali) che poi infettano quelle che Martini chiama le comunicazioni sociali:
Patologie della comunicazione
“La comunicazione va per canali otturati, bloccati o distorti, non solo per canali liberi.
Se non ne teniamo conto finiamo per l’ottenere risultati diversi da quelli che pensavamo, soprattutto a livello etico.
Dovremmo ragionevolmente attenderci, dall’attuale pervasione mediale, che oltre a non esserci blocchi, ci fosse un incremento totale del tessuto connettivo generale; dovremmo ritrovarci, teoricamente, in un universo molto comprensivo e molto comunicativo, perché ricchissimo di informazioni.
In realtà, siamo in presenza di patologie o di blocchi comunicativi e dobbiamo allora chiederci quali sono le ragioni che ostacolano l’autentica comunicazione favorendo le chiusure difensive dentro il proprio «habitat» psico-affettivo... continua la lettura su Affaritaliani di alcuni brani tratti dal libro.


LA SCHEDA DAL SITO DELL'EDITORE

Testi
Carlo M. Martini | Stefano Rolando da una conferenza pubblica a Milano del 1991

Note introduttive
Roberto Busti (vescovo di Mantova e nel 1991 portavoce del card. Martini) 
Vincenzo Le Voci (segretario generale del Club of Venice, coordinamento, presso il Consiglio UE, dei responsabili della comunicazione dei governi e delle istituzioni UE) 
Gianni Locatelli (già direttore del Sole-24 ore e direttore generale della Rai, attualmente presidente di Tei-energy) 

In appendice
brani di Carlo M. Martini
tratti dai testi Effatà – Apriti (1990) e Il lembo del mantello (1991) 
e l’intervista realizzata da Giancarlo Bosetti nel 1993 Vizi e virtù di sorella tv 

All’inizio degli anni ‘90 l’Italia è attraversata dalla scossa che andrà sotto il nome di Tangentopoli. Un brutto nome per una brutta storia. 
Che riguarderà da vicino la città di Milano e ugualmente da vicino il mondo della comunicazione. Campagne pubblicitarie e professionisti noti vengono messi sotto accusa, coinvolti da elementi emersi a carico di politici e ministri. 
Nello stesso periodo – significativamente tra il 1991 e il 1992 – il cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano, attraverso lo strumento delle lettere pastorali e in altre occasioni di riflessione pubblica, affronta in modo meno congiunturale e più mirato al rapporto tra persone e valori le questioni della comunicazione e dei mass media. 
Dedicherà due testi (Effatà nel 1991 e Il lembo del mantello nel 1992) a queste problematiche. A lui si rivolgono quindi i pubblicitari italiani raccolti nella Associazione Tecnici Pubblicitari per aprire nella sede di Assolombarda a Milano una conferenza dedicata al rapporto tra etica e comunicazione per segnalare spunti critici e autocritici alla realtà professionale e alla società. Martini accetta di aprire quei lavori, affiancato – nella scelta dell’ATP – da un rappresentante laico delle istituzioni che da alcuni anni svolgeva, come direttore generale dell’informazione a Palazzo Chigi, un riconosciuto lavoro di professionalizzazione e modernizzazione nel settore pubblico, Stefano Rolando, oggi professore universitario a Milano. I due testi, che si concludono entrambi con il richiamo all’etica della responsabilità (Max Weber), hanno avuto diffusione in libri ora esauriti e fuori catalogo e vengono riproposti come omaggio all’attenzione culturale e spirituale che Carlo Maria Martini - scomparso il 31 agosto 2012 e salutato nel Duomo di Milano da duecentomila cittadini – ha espresso per i temi della comunicazione e dei media.

giovedì 6 agosto 2009

Al Sole, al Sole


In queste settimane il Sole 24 Ore sta pubblicando speciali d'apertura sulle professioni... dopo la prima puntata sugli avvocati, ecco che arriveranno notai, ingegneri, architetti, geometri, commercialisti, consulenti del lavoro, manager, magistrati.
Ovviamente mancano i Relatori Pubblici. Sarà per colpevole contiguità con i giornalisti? Sarà perché non siamo ordine o albo? Probabile.
Perché non proviamo con le nostre relazioni a far parlare di noi, dell'associazione Ferpi e della professione?

martedì 15 luglio 2008

Comunicazione Pubblica: grande è la confusione sotto il cielo

Non c'è che dire... Per chi era abituato a ricevere le newsletter del Compa per tenersi aggiornato su novità, studi e segnalazioni varie sulla comunicazione, da qualche tempo la casella di posta ha cominciato a sdoppiare le mail di comunicazione pubblica lasciando tutti un po' interdetti.

Poi il trasferimento di Compa a Milano ad opera di Conference Service, contestato dall'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale (fondatrice del salone...)
Come diceva Mao Tze Tung “Grande è la confusione sotto il cielo dunque tutto è stupendo". Non proprio.

La Comunicazione Pubblica è un settore che non esiste: con i fondi pubblici in calo vorticoso da anni e una pubblica amministrazione sempre più affannata. Il Salone negli ultimi anni si reggeva praticamente su grandi espositori istituzionali (esercito, caramba, ministeri vari, qualche regione) ma erano completamente scomparsi i piccoli enti. Le stesse aziende fornitrici degli enti pubblici non sono mai state numericamente significanti.

La differenza e l'interesse inizialmente stava nella qualità di alcuni workshop, nel confronto tra best practices, nelle idee innovative di qualche dirigente comunicazione e in qualche premio.

La parte culturale aveva una sua dignità, la parte espositiva molto meno. Sentendo i commenti dell'una e dell'altra parte (soprattutto off records) non ci sono proprio baci e coccole.

Cos' la comunicazione pubblica? Un segmento, una specializzazione, un aspetto del mondo della comunicazione. E se è stata scambiata per qualcos'altro è perché c'erano molti soldi da spendere e spandere...

Ma soprattutto. Non esistendo un salone/fiera/mostra di rilevanza nazionale sulla comunicazione, come può esistere un salone su un segmento del mondo della comunicazione? Un segmento tra l'altro notoriamente in bolletta... e a quanto pare in confusione.

Nuovo blog

Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/