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martedì 4 novembre 2014

Nuovo video dell'Arthur Page Society: Turning Advocacy into Action

Il video pubblicato da The Arthur W. Page Society, il 3 novembre sulla 31ima Annual Page Member Conference che si è tenuta a Filadelfia a fine settembre, proprio in coincidenza con il World PR Forum.
La Conferenza ha trattato il tema dell'Authentic Advocacy presentata nel modello Building Belief e ha esplorato come le organizzazioni possano costruire relazioni di senso profondo con i propri pubblici (constituents) e possano spingerli all'azione. Alcuni passaggi dei relatori le cui organizzazioni stanno coinvolgendo gli stakeholders in modo da trasformare la loro advocacy in azione.
Rilevo alcuni cambiamenti nel lessico che cominciano a prendere piede: constituents invece di pubblici, 

domenica 6 luglio 2014

Da Comunicazione Interna a Comunicazione Intera

Ho trovato questa bella presentazione sulla comunicazione interna di Giacomo Mason e Paolo Artuso, presentata nel 2008 a Forum PA. Credo racconti piuttosto bene il modello di comunicazione interna verso cui le grandi organizzazioni avrebbero dovuto spostarsi - dal modello trasmissivo classico al modello dialogico più contemporaneo. 
Allo stesso tempo, questa presentazione sconta un po' la sua età: infatti 6 anni di distanza (2008-2014) sono un epoca comunicativa nell'età dei social media. E' anche per questo che la ripropongo, perché mi dà la possibilità di riprendere in mano il fenomeno principale che ha coinvolto la comunicazione interna negli ultimi anni: da interna a intera.

Oggi il confine comunicazione interna e comunicazione esterna è (quasi) scomparso. O meglio dovrebbe essere scomparso. L'auspicio degli Accordi di Stoccolma del 2010 riguardo l'allineamento comunicazione interna e comunicazione esterna dovrebbe ormai essere realtà. Chi pratica la comunicazione interna sa che oggi le sue strategie per essere efficaci devono essere integrate nella funzione comunicazione e stakeholder management. Building Belief dell'Arthur Page Society e le riflessioni del Melbourne Mandate hanno ribadito questa imprescindibile necessità.
Molte organizzazioni tuttavia scontano ancora la tradizionale separazione funzionale: comunicazione interna in mano al dipartimento HR/personale e comunicazione esterna al dipartimento PR/comunicazione. 
Oggi il primo pubblico sono i dipendenti: i dipendenti, con la loro capacità comunicativa moltiplicata dai social media, sono il primo degli stakeholder. Stakeholder da ascoltare, di cui capire le aspettative, con cui ri-cominciare un dialogo e un processo di engagement fino a pochi anni fa sconosciuto. Da qui occorre partire per questo viaggio che permette all'organizzazione di essere più capace di ascoltare, di interpretare meglio la realtà e di diventare più sostenibile nel lungo periodo.
Per farlo occorre intervenire su prassi organizzative sedimentate e su pregiudizi/paure assai diffusi; ma è un cambiamento che va incoraggiato e argomentato all'interno delle organizzazioni con professionalità manageriali, strumenti di comunicazione, proposte di misurazione e con l'aiuto di altre discipline (psicologia, sociologia, neuroscienze in primis).

venerdì 7 marzo 2014

Advocacy per le RP. Dobbiamo intervenire e argomentare

Penso che sia fondamentale che tutti noi Relatori Pubblici, impegnati nelle associazioni professionali, interveniamo e affermiamo, con trasparente coerenza e documentate argomentazioni, la necessità di approcci ai temi organizzativi/manageriali che hanno a che fare con social media, comunicazione e territori a noi familiari, che tengano conto dell'intenso dibattito e dell'intensa elaborazione culturale che la professione ha compiuto negli ultimi anni.

In questo senso mi è capitato di partecipare a una lunga ed interessante discussione sull'utilizzo dei social media in banca (all'interno di un gruppo LinkedIn, Marketing e soci BC), e quindi ad intervenire per cercare di proporre un approccio che tenesse in considerazione le indicazioni che emergono da Melbourne Mandate e Building Belief, oltre al lavoro di lungo corso portato avanti da Eric Schwartzman con il suo podcast On the Record Online e la sua azienda Comply Socially.
Ecco il mio intervento:

Mi permetto di portare il mio punto di vista (quello del comunicatore e relatore pubblico) rispetto al tema; quindi di chi cura la reputazione dell'organizzazione e la trasformazione della stessa in organizzazione comunicativa a 360°.
A proposito dell'utilizzo dei social media e della diversa percezione che se ne ha all'interno delle organizzazioni, ci sono alcune risorse online che possono essere utili alla discussione.
Antitutto l'ottimo podcast di Eric Schwartzman, On The Record Online, forse il più importante al mondo, in cui sono periodicamente intervistati responsabili social media di numerose aziende tra cui anche diverse banche.
Oltre al podcast lo stesso Eric Schwartzman è fondatore di Comply Socially. 
E su questo punto vorrei farvi riflettere: quella che lui definisce "social media literacy" è in pratica il grado di maturità nella conoscenza dei social media da parte delle organizzazioni. 
Si tratta di un grado di maturità che in qualunque contesto - Stati Uniti in primis - è assai differenziata e nel corso delle puntate emerge chiaramente che ogni organizzazione ha la necessità di fare cultura dei social media investendo ogni singolo appartenente all'organizzazione. Ciò permette ai decisori delle organizzazioni di capire l'utilità di investire, alle funzioni direttamente coinvolte (HR, Legal, Communication, Marketing, etc.) di impegnarsi in compliance con le policy e il DNA dell'organizzazione, ai responsabili delle strategie social media di pianificare e a "tutti i rappresentanti" dell'organizzazione di comportarsi correttamente.
E' infatti riconosciuto ormai globalmente come ogni singolo appartenente alle organizzazioni debba essere educato alla responsabilità della comunicazione e alla consapevolezza che ogni appartenente all'organizzazione è in grado tramite i social di impattare positivamente/negativamente la reputazione nei confronti di tutti gli stakeholder, dai soci ai clienti, dai fornitori alle istituzioni, ecc. (invito in questo senso chi fosse interessato a leggere il Melbourne Mandate della Global Alliance o Building Belief di Arthur Page Society:http://www.ferpi.it/ferpi/novita/notizie_ferpi/notizie_ferpi/mandato-di-melbourne-in-italiano-il-documento-sul-futuro-delle-rp/notizia_ferpi/45609/11 ehttp://www.ferpi.it/ferpi/associazione/notizie_ferpi/notizie_ferpi/building-belief-un-nuovo-modello-per-le-relazioni-pubbliche/notizia_ferpi/44144/11). 
Segnalo anche il whitepaper 7 peccati capitali di Comply Socially: http://complysocially.com/7-deadly-social-medis-sins-whitepaper/

In definitiva, quello che emerge prepotentemente dall'esperienza quotidiana e da alcuni di questi documenti (elaborati da organizzazioni che studiano la comunicazione organizzativa e sono assai ben reputate globalmente) è che:

* sia quantomai urgente per tutte le organizzazioni dotarsi di "un'educazione social" che riconosca i diversi livelli di "alfabetizzazione social";

* sia strategico in questo senso coinvolgere tutte le funzioni impattate (HR, legal, marketing, sales, communication);

* sia necessario compiere un percorso verso l'allineamento dei comportamenti alla comunicazione interna/esterna e quindi anche un miglioramento nella trasparenza delle stesse organizzazioni.

Che la sollecitazione venga dall'ufficio comunicazione o da quello marketing, dall'ufficio HR o dalla direzione non ha un'estrema rilevanza: è rilevante il fatto che l'approccio sia globale, graduale e coerente.

sabato 20 aprile 2013

Un nuovo cantiere per il Valore delle Relazioni Pubbliche

Dopo la traduzione e la pubblicazione del Melbourne Mandate in italiano, con il commento molto utile di Toni Muzi Falconi, che ne ha seguito in prima persona una parte dello sviluppo, è tempo di promuovere i contenuti del Mandato nei confronti dei nostri stakeholder:
- anzitutto la comunità italiana dei relatori pubblici e dei comunicatori
- i gruppi di stakeholder dell'Industria delle RP.
Nel periodo 2010-2012 il gruppo di lavoro sugli Stockholm Accords promosse una serie di iniziative che si concretizzarono in:
- una survey iniziale; 
- diverse iniziative interne a Ferpi (dal Corpo di Ballo al Corso di Pratica Professionale);
- un'azione continuativa sul settore turismo, principalmente animata da Francesca Albanese, con rilevazioni, interventi pubblici e la presenza per due anni consecutivi a BIT e TTG (le principali fiere di settore);
- un'azione sulle università, coordinata da Michele Toscano, che ha visto la realizzazione di diverse tesi di laurea e lezioni accademiche;
- altre iniziative più sporadiche in giro per l'Italia, compresi i lavori dei gruppi media, business e RP;
- infine la presentazione al World PR Forum di Melbourne 2012 dell'esperienza italiana.
Il cantiere che riguarda il Melbourne Mandate è aperto ed è il momento, per chi tra i colleghi sia interessato, di proporre iniziative e costituire un gruppo di lavoro in grado di promuovere verso i nostri stakeholder il Valore delle Relazioni Pubbliche sulla scorta:
  • di quanto già realizzato con gli Stockholm Accords, 
  • dei nuovi contenuti emersi con il Melbourne Mandate (che, non dimentichiamoci, riprende altre importanti riflessioni come Building Belief dell'Arthur Page Society), 
  • della nascita del movimento Impresaperta 
  • della necessaria riflessione della crisi culturale/sociale che il nostro paese attraversa e che Ferpi e in generale la comunità allargata dei professionisti devono tematizzare quanto prima.
Diverse organizzazioni italiane hanno già mostrato il loro interesse. Global Alliance da parte sua ha dato la disponibilità a eventi live e webinar. I contenuti e i temi da approfondire non mancano.... e con loro opportunità professionali e spazi di business per agenzie e colleghi, come abbiamo constatato nel caso dello stream di lavoro sul Turismo.

Per ora su Ferpi.it, poi sulle altre piattaforme che vorranno aderire, continuiamo a disegnare il futuro della professione più bella del mondo.  

domenica 4 novembre 2012

Commento al pezzo di TMF SU HuffPo



Accolgo il consiglio di chiusura, anche come RP se mi interessa di più cercare di ragionare su Reputazione, Identità e Immagine. 
A volte mi chiedo se i cambiamenti degli ultimi anni siano terminati o se altri se ne prospettano. Senza voler essere troppo meccanicista, è chiaro che l'impatto sociale di ulteriori nuove rivoluzioni digitali potrebbe sconvolgere ulteriormente i modelli che ci stiamo dando. Ma dando per buono l'hic et nunc, non lasciamoci sfuggire l'occasione.
Dagli Stockholm Accords a Building Belief, fino al Melbourne Mandate io ritengo che i Relatori Pubblici abbiano oggi l'opportunità epocale di COSTITUIRE un modello che ridefinisce il senso della nostra professione e che muta l'approccio delle organizzazioni alla comunicazione e al governo delle relazioni.

Occorre anche individuare e proporre i casi concreti delle organizzazioni più mature (come dice Toni il caso di IBM, ma anche GE) spostando decisamente il posizionamento delle RP tra le discipline di business management da un lato e il nostro ruolo all'interno delle organizzazione sul versante strategico decisionale.

Per sfruttare quest'opportunità storica, noi professionisti siamo i primi a doverci fare carico di questo cambiamento: facendo proprio un modello che è anzitutto una messa in discussione degli approcci precedenti ma anche un radicale cambiamento di ruolo. Siamo pronti a rinunciare a al punto G dello spin per imbarcarci nel governo delle relazioni? E' giusto creare una distinzione interna alla categoria? Di quali competenze abbisognano i Relatori Pubblici dei prossimi anni?

mercoledì 31 ottobre 2012

Che opportunità per noi RP. Sfruttiamole

Ho finalmente cominciato a focalizzarmi sul Melbourne Mandate e sugli interventi al World PR Forum che dovrò fare. Saranno due:
  • uno al panel di Toni Muzi Falconi sugli Stockholm Accords che riguarderà l'implementazione degli S.A. in Italia;
  • l'altro intitolato Restoring Confidence in una pre-sessione della Global Alliance dedicato alle associazioni professionali.
Ammetto che era parecchio che non tornavo sui temi degli S.A. e sul Melbourne Mandate. Colpevolmente, dato che la mia delega in Ferpi riguarda proprio gli S.A. Purtroppo dal terremoto in avanti non ho avuto un minuto di tempo e un centimetro di spazio mentale da dedicare ad altro che a quello e all'impatto sull'azienda e sull'area.
Riprendendoli in mano devo ammettere però che l'opportunità che abbiamo di partecipare a questo periodo di cambiamento è un'opportunità storica, per il valore dei contenuti per la professione, per la società in generale e per le organizzazioni che possono beneficiarne.

Ad esempio, riflettevo (solo oggi)  sul fatto che di recente all'interno dell'organizzazione multinazionale per cui lavoro ho fatto anche qualcosa di buono per la professione:

  • aver fatto inserire nella missione e in alcune procedure del gruppo comunicazione  sia il tema della GOVERNANCE sia quello del MANAGEMENT è fondamentale per accrescere l'importanza e il riconoscimento della funzione comunicazione in tutta l'organizzazione e esternamente;
  • aver spinto per inserire un percorso di MISURAZIONE (mai fatto finora) della comunicazione interna per tutta l'azienda è stato un altro passo che porterà dei frutti.
    • Due piccole cose ma due cose importanti per me e per i colleghi comunicatori del gruppo; ed in ultima analisi anche per la cultura della comunicazione dell'azienda stessa.


Quest'anno abbiamo avuto l'opportunità di leggere il documento della Arthur Page Society, Building Belief, e di partecipare all'hub di Melbourne Mandate. Son convinto che siamo in un momento decisivo di cambiamento della nostra professione.
Non perdiamo l'occasione! (e lo dico a me per primo)

Nuovo blog

Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/