Visualizzazione post con etichetta ricerca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ricerca. Mostra tutti i post

giovedì 10 luglio 2014

European Communication Monitor 2014

Presentazione dello European Communication Monitor 2014. Alcuni insights su come la rivoluzione digitale abbia cambiato ruoli, compiti e routine dei comunicatori:
  • 87% degli intervistati sostiene che i canali online sono i più importanti per le organizzazioni oggi;
  • solo il 57% afferma di sapere come gestire il flusso delle informazioni:
  • 61% delle organizzazioni presenta un sito web per navigazione da mobile, ma solo il 37% ha implementato app;
  • collegare la comunicazione alle strategie di business è la sfida dei prossimi 3 anni;
  • i dipartimenti comunicazione di eccellenza sono quelli allineati al board room;
  • la maggior parte dei comunicatori ama il lavoro che fa, il 73% dei comunicatori sente aumentare la pressione e l'81% lavora oltre l'orario di lavoro;
  • l' 8% dei professionisti europei guadagna più di 150,000 euro all'anno, un buon quarto meno di 30.000 euro
  • le donne sono più brave nell'utilizzare la tecnologia digitale per il lavoro...
Altri dati scaricabili gratuitamente su: http://www.communicationmonitor.eu



Realizzato da European Public Relations Education and Research Association (EUPRERA), da European Association of Communication Directors (EACD) e da Communication Director Magazine, con il supporto di Ketchum.

mercoledì 6 febbraio 2008

Attenti a non spin-narci fra noi

Da una recente ricerca di Weber Shandwick e del ricercatore Paul Marsden emerge che il word of mouth sarebbe 5 volte più efficace dell'advertising.
Il campione di 4.000 persone in Spagna, Italia, Germania e Regno Unito, è stato sondato sull'acquisto di auto, pc, liquori, telefoni e tv... ed ha confermato che il passaparola dei conoscenti e degli amici è molto più importante nella decisione di acquisto che la pubblicità. 
Beh si sapeva... Ma chi influenza gli influenzatori? Forse la pubblicità un po' sì; forse programmi di pr e di wom mkt, forse promozioni, ecc. 
Pur essendo un fervente credente nel wom mkt vedendo così, su PRWeek, i risultati non mi convincono del tutto (mi risevro di dare un occhio approfondito alla ricerca): anche perché ciò che viene indagata è l'importanza che assume da una parte il passaparola, come fenomeno sociale spontaneo, e dall'altra l'advertising, come azione di persuasione eterodiretta. Piuttosto sarebbe stato interessante paragonare due o più campagne di comunicazione: una di word of mouth marketing e una di advertising. Lì avremmo capito (e probabilmente dimostrato) quali dei due sia più efficace.
Che il passaparola in generale influenzasse di più lo sapevano anche i nostri nonni, anche prima di Bernays. Non vorrei che facessimo spin su noi stessi a volte... liar liar pants on fire!
 

martedì 22 gennaio 2008

PR per la Ricerca

L'altro giorno parlavo con un amico, bravissimo ricercatore universitario di un'Università emiliana piuttosto importante che lamentava la scarsità di finanziamenti per la ricerca.
"Ma come... Ma se le aziende vi danno un casino di ricerche da fare", gli ho ibiettato

"Sì ma è una questione di contatti personali, purtroppo siamo percepiti come parole al vento, poca concretezza, ecc."

"Vi serve una buona agenzia di pr!", ho concluso. Per farvi percepire meglio a tutit i vari stakeholder.

A parte le battute, mi chiedo sinceramente a cosa servano il CRUI e altri organi interaccademici se non riescono a fare un po' di lobbying, peraltro per una causa sacrosanta come la ricerca e l'istruzione universitaria.

Ho visto poche università (Bocconi, forse Iulm, Luiss) in grado di fare comunicazione efficace a 360°. Strano perché tutti i corsi in Scienze della Comunicazione che son spuntati come funghi ovunque (io mi ci sono pure laureato) fanno presumere che un pari numero di esperti accademici /professori di comunicazione sia presente. O no?

Poi mi viene in mente che nel mio corso di laurea (Bologna) marketing e relazioni pubbliche erano esami complementari... e allora sai com'è: "Dottore, dottore, dottore del b... ..."
[Mi sembra tuttavia un buon settore di sviluppo per le pr. Rientra diciamo in quei soggetti attivi del mercato che devono ancora prendere coscienza di se stessi. Ma aiutiamoli perbacco!!!]

venerdì 21 dicembre 2007

Preghiera di fine anno di un relatore pubblico miscredente

(copio pari pari dal sito Ferpi.it)
di Toni Muzi Falconi

Padre nostro, è stato un anno duro per noi relatori pubblici!
E' vero, siamo noi stessi le cause dei nostri mali ma in 2007 anni ci hai insegnato che se ci pentiamo dei nostri errori possiamo andare assolti…..ed eccomi qui.


1.Nessuno di noi si è salvato dal peccato di manipolazione della realtà: vale per chi lavora per lo Stato e per le imprese, ma anche -e forse soprattutto- per il sociale. Fai che si possa intravedere uno spiraglio dove i nostri contenuti, le nostre soffiatine, i nostri gossip, i nostri wom (word of mouth) corrispondano almeno in buona parte alla realtà che conosciamo e che le eventuali veniali esagerazioni non producano conseguenze indesiderate sugli altri.


2.Pochi sono riusciti a stare lontano dalla moda della corporate social responsibility: praticamente non c'è nessuno di noi che oggi non vanti una specializzazione in materia, e di questa siamo diventati i più ferventi propagandisti, perché mai come ora organizzazioni private, pubbliche e sociali si sentono costrette dai colleghi del rotary sotto casa ad affidarci campagne dedicate a valorizzare le palle che mettiamo in bocca ai nostri clienti e datori di lavoro.
E' vero, qualcuno si salva, ma sono pochissimi.
Fai che il 2008 sia l'anno in cui qualcuno di noi cominci a capire che la comunicazione socialmente responsabile è -sì- più difficile, ma molto più efficace della csr e che si sviluppi la consapevolezza che la cr (senza la esse) è un modo di essere orizzontale delle organizzazioni e non uno strumento di comunicazione.

3.Praticamente nessuno ha investito con modalità innovative nel misurare e valutare le attività di relazioni pubbliche. Anche se si diffondono le società di servizio che offrono una gamma di opportunità, spesso con tanta grossolanità: ad esempio coloro che fanno le analisi della reputazione multiclient, come se i pubblici influenti fossero gli stessi per due organizzazioni (persino concorrenti…)…si continua imperterriti a calcolare l'ingombro dei ritagli stampa attribuendo loro un valore simile (o addirittura moltiplicato) della pubblicità! Pochissimi coloro che hanno capito che la sola cosa misurabile davvero è la qualità della relazione con i pubblici influenti. Troppo difficile? Ma noi, non siamo relatori pubblici?


4.E' un fatto: la maggior parte dei lettori di questo sito (ndr. Ferpi.it) non è associata alla Ferpi. Questo implica che, se in qualche modo pensi di fare il relatore pubblico, stai producendo un danno a te stesso e alla tua professione. Capisco che bisogna avere un bel fegato per fare una affermazione del genere, ma pensa all'avvocato, al revisore, al medico… che non è iscritto all'ordine: te ne serviresti? Perché non ci aiuti a migliorare e a contare di più?

5.E' stato un anno in cui le black pr hanno fatto follie anche in Italia. Pensate al caso Corona oppure a quello Sircana. Possibile che non riusciamo a evitare di usare le relazioni pubbliche non soltanto per rafforzare l'identità e le relazioni del nostro cliente/datore di lavoro, ma anche per distruggere il suo concorrente o nemico di turno?

6.E quando è stata l'ultima volta che abbiamo aiutato uno studente di relazioni pubbliche offrendogli uno stage, sistemandogli una tesi, dandogli qualche buon consiglio? Pensiamo davvero che siano solo delle bestie da soma? Ma ci siamo fatti una idea dei corsi che seguono? O pensiamo che stiano li a fare degli studi inutili? In realtà, quegli studi sarebbe utili anche a ognuno di noi.


7.Pippe, pippe, pippe….ecco cosa molti di noi pensano della ricerca e della costruzione di un corpo di conoscenze delle relazioni pubbliche. Ma possibile essere così coglioni e buttarsi a mare quando invece sarebbe importante che le nostre riflessioni (e qualche volta ci capita pure ci pensare..no?) entrassero a far parte di quel corpo di conoscenze?
Buon anno a tutti.

Grazie TMF

Nuovo blog

Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/