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martedì 21 marzo 2017

Gli sponsor nascosti nei video degli youtuber più amati dai ragazzini

E' uscito oggi un interessante articolo su Repubblica che parla di pubblicità occulta, youtuber e baby tutorial. Clicca qui per leggere repubblica.it

"È una giungla - dice Stefano Zerbi del Codacons - . Vogliamo capire se esistano zone grigie. In teoria, con la legalizzazione della pubblicità occulta, non è affatto vietato reclamizzare un prodotto su YouTube. È come Instagram: chi ha valanghe di follower, e inserisce un marchio in una foto, riceve prodotti gratis, benefit, viaggi"
 

domenica 6 luglio 2014

Da Comunicazione Interna a Comunicazione Intera

Ho trovato questa bella presentazione sulla comunicazione interna di Giacomo Mason e Paolo Artuso, presentata nel 2008 a Forum PA. Credo racconti piuttosto bene il modello di comunicazione interna verso cui le grandi organizzazioni avrebbero dovuto spostarsi - dal modello trasmissivo classico al modello dialogico più contemporaneo. 
Allo stesso tempo, questa presentazione sconta un po' la sua età: infatti 6 anni di distanza (2008-2014) sono un epoca comunicativa nell'età dei social media. E' anche per questo che la ripropongo, perché mi dà la possibilità di riprendere in mano il fenomeno principale che ha coinvolto la comunicazione interna negli ultimi anni: da interna a intera.

Oggi il confine comunicazione interna e comunicazione esterna è (quasi) scomparso. O meglio dovrebbe essere scomparso. L'auspicio degli Accordi di Stoccolma del 2010 riguardo l'allineamento comunicazione interna e comunicazione esterna dovrebbe ormai essere realtà. Chi pratica la comunicazione interna sa che oggi le sue strategie per essere efficaci devono essere integrate nella funzione comunicazione e stakeholder management. Building Belief dell'Arthur Page Society e le riflessioni del Melbourne Mandate hanno ribadito questa imprescindibile necessità.
Molte organizzazioni tuttavia scontano ancora la tradizionale separazione funzionale: comunicazione interna in mano al dipartimento HR/personale e comunicazione esterna al dipartimento PR/comunicazione. 
Oggi il primo pubblico sono i dipendenti: i dipendenti, con la loro capacità comunicativa moltiplicata dai social media, sono il primo degli stakeholder. Stakeholder da ascoltare, di cui capire le aspettative, con cui ri-cominciare un dialogo e un processo di engagement fino a pochi anni fa sconosciuto. Da qui occorre partire per questo viaggio che permette all'organizzazione di essere più capace di ascoltare, di interpretare meglio la realtà e di diventare più sostenibile nel lungo periodo.
Per farlo occorre intervenire su prassi organizzative sedimentate e su pregiudizi/paure assai diffusi; ma è un cambiamento che va incoraggiato e argomentato all'interno delle organizzazioni con professionalità manageriali, strumenti di comunicazione, proposte di misurazione e con l'aiuto di altre discipline (psicologia, sociologia, neuroscienze in primis).

giovedì 26 giugno 2014

Employee advocacy: quando i dipendenti sostengono verso l’esterno generando valore per l’impresa

Sempre più spesso si sottolinea come influencer e stakeholder esternigiochino nell’attuale società a rete un ruolo cruciale nello sviluppo della reputazione organizzativa. Meno invece il ruolo giocato dai dipendenti in quanto advocates dell’impresa e difensori della reputazione stessa, come sottolineato in questo recente articolo comparso sul sito dell’Institute for Public Relations americano. Un elemento determinante in uno scenario esterno sempre più contraddistinto dalla disintermediazione nella rappresentanza di opinioni ed interessi.
continua:
Employee advocacy: quando i dipendenti sostengono verso l’esterno generando valore per l’impresa

giovedì 21 marzo 2013

La selezione degli stakeholder all'interno delle organizzazioni

Traduzione di un post apparso su PRCoversations. Oltre a segmentare secondo i tradizionali criteri di gruppi di lavoro (ad es: quality vs manufacturing), livelli (blue collar vs white collar)  geografie e anagrafiche, Toni invita non solo a inserire i concetti (già sedimentati nel marketing riguardo ai consumatori) di tribù, culture, nicchie... ma anche a:

Il mio ragionamento – se si pensa ai dipendenti – è stato che possiedano i seguenti profili: 

  • personale 
  • professionale 
  • territoriale (ossia che comprenda la storia, la cultura, i valori e le norme relative al vivere in un determinato territorio piuttosto che in un altro) 

In parallelo, le organizzazioni hanno almeno due profili: 

  • aziendale 
  • settoriale 

Una volta che si riconosce l’appartenenza ad uno specifico profilo, la progressione naturale del pensiero è che probabilmente sia una causa persa riuscire a sviluppare un approccio “generico” alla comunicazione, e che invece, sia più utile dedicare tempo ad approcci “specifici” (situazionali).

Un ruolo che spetta (anche) al comunicatore interno.
La selezione degli stakeholder nel 21° secolo - Ferpi

domenica 10 marzo 2013

Comunicazione Interna. Il Video integrale di Impresaperta

Video integrale (interessante!) del recente evento di presentazione della community Impresaperta, promossa da Methodos, lo scorso 19 febbraio a Milano durante la Social media week.
Con la presentazione delle ricerche dell'Osservatorio
L'obiettivo di Impresaperta è (similmente a Engage for Success in UK) "la tematizzazione nella società italiana dei vantaggi per le persone, le organizzazioni e il Paese di un migliore coinvolgimento nelle organizzazioni di chi ci lavora".

Dario Di Vico: il valore dell'Engagement

Per Dario Di Vico la ripresa ci sarà per quelle organizzazioni che riusciranno a fare Engagement.

Cinque cluster di dipendenti

Da Impresaperta, i risultati di una ricerca di 2puntozeroDoza e Methodos, che identifica 5 tipologie di dipendenti secondo gli atteggiamenti e le richieste verso la comunicazione interna:


lunedì 4 febbraio 2013

Social Network interno & Intranet(s)


Personalmente ho imparato a apprezzare i benefici di affiancare alla Intranet aziendale un social network (Yammer nel caso della nostra azienda) per alcuni gruppi di lavoro. 
Nel caso di un gruppo comunicazione distribuito geograficamente su tutto il globo, come quello in cui lavoro, è decisamente aumentato il grado di collaborazione e partecipazione ad alcuni processi globali e alla condivisione di risorse intellettuali e scambi di opinione su temi professionali.
Ma la scelta o l'iniziativa sono in capo spesso al dipartimento IT che (perlomeno da quel che percepisco) non valuta l'aspetto di engagement, ma che decide principalmente in base a criteri economici e di infrastrutture IT. 
Le domande che sorgono quindi sono:
Quali strumenti utilizzare per accrescere l'engagement con strumenti tecnologici: secondo voi meglio inserire strumenti social sull'Intranet esistente o affiancare all'Intranet un social network?
Quali strumenti di misurazione e quali criteri di valutazione inserire nella fase di adozione?
Su LinkedIn un novo gruppo sulla Comunicazione Interna lanciato da Impresaperta

mercoledì 28 novembre 2012

007 licenza di operare

Il caso Ilva sta portando all'attenzione dell'opinione pubblica  una serie di questioni tipicamente di nostro interesse: rapporti con staholder istituzionali e con i pubblici influenti, issues ambientali e sociali, relazioni sindacali e media.
Purtroppo come spesso accade la scrittura/lettura dei giornali e delle tv è paurosamente superficiale e nella maggior parte dei casi, anche quando tiene insieme i due livelli principali, ambiente & lavoro, li contrappone nella narrazione (ambiente vs. lavoro). Non parliamo poi di tutti gli articoli che con noncuranza assoluta mixano bellamente fatti e opinioni, giudizi e voci. Ma diciamo che questo tema ha a che fare con la professionalità dei giornalisti e i temi che interessa i professionisti di RP sono altri.
La domanda di fondo che a noi interessa è: in quale modo si era costruita e come si sostanziava la licenza ad operare dell'organizzazione Ilva a Taranto?
Come l'Ilva ascoltava, valutava e rispondeva attivamente alle aspettative dei propri stakeholder? Come coinvolgeva e ingaggiava (cfr. engagement secondo Toni)
Come l'Ilva gestirà il necessario cambiamento del suo approccio? Come lo comunicherà?
Non è questo il tema di fondo di tutti i casi?

lunedì 10 dicembre 2007

MOTOR SPORT BUSINESS FORUM


La settimana scorsa sono stato a Montecarlo al MotorSport Business Forum, un incontro/workshop di due giorni sul marketing degli sport automotoristici.

Molto interessante: hanno presentato diverse case histories molto interessanti...

La più interessante è sicuramente quella che riguardava la NASCAR, La NASCAR, (famosa serie di gare automobilistiche in USA, Canada e Messico).

La NASCAR è il secondo avvenimento sportivo più seguito, subito dopo il Super Bowl, sui programmi televisivi in America. Le gare sono trasmesse in 150 nazioni e coprono 17 dei primi 20 posti nella classifica degli eventi sportivi più visti negli USA. (da wikipedia)


Le attività di marketing e sponsorizzazione che hanno presentato hanno lasciato semi-ammutoliti i soloni della Formula 1. Ciò che il tizio della NASCAR ha dimostrato slide e dati alla mano è che uno sponsor che investe in quello sport ha un ritorno concreto in termini di business: che siano lattine di Coca Cola o visitatori al Walmart.

Tutta un'altra cosa rispetto alle sponsorizzazioni sportive modello europeo. Anche la presentazione di ING sponsor di Renault, nonostante fosse ben studiata e interessante, non aveva nell'anima il ROI come NASCAR.

Per fare un esempio veloce basti pensare ai piloti: nel NASCAR sono obbligati dallo sponsor a firmare autografi davanti agli store tutte le settimane facendo veri e propri road show promozionali; in Formula 1 i piloti non danno neanche interviste (cfr. Socchmacher che negli ultimi due anni nonostante il ritiro non si fa neanche intervistare; oppure Hamilton della Mc Laren).

E così via... in Formula 1 ti viene data l'apposizione del logo, l'utilizzo dell'immagine del team e poco altro; nel NASCAR tutto è incentrato sugli sponsor che vendono di più perché i tifosi sanno che comprando lo sponsor aiutano il team. Tutto l'evento sportivo è pensato per diventare un'immersione totale in un mondo di intrattenimento che coinvolge davvero totalmente.

ENGAGEMENT del tifoso cialtroniamo qui da noi... che bello aver ancora da imparare (e tanto) dagli americani!

Nuovo blog

Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/