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mercoledì 16 aprile 2008

PR per la China... Paura?

Dopo i numerosi colloqui fra governo cinese e grandi agenzie di comunicazione, l'avvertimento che la Campagna Tibet Libero (Free Tibet Campaign) ha lanciato alle agenzie di PR è stato abbastanza chiaro.
Matt Whitticase, portavoce del Free Tibet Campaign, ha detto: ‘Qualunque PR agency che proverà ad aiutare la China nel distorcere la verità potenzialmente si espone alle proteste fuori dai suoi uffici.'
Le maggiori società di PR sono state (a detta di PRWeek) tutte abbastanza riluttanti (coy). Ogilvy, Burson-Marsteller e Ketchum hanno tutti rifiutato di escludere a priori di lavorare per il regime sotto accusa. 'Dobbiamo considerare accuratamente il brief carefully e parlare con i nostri team prima di prendere una decisione,' ha detto il CEO di Ketchum, Avril Lee.
Solo Hill & Knowlton, che lavora per il Beijing Organising Committee for the Games, ha detto che esclude a priori un ulteriore coinvolgimento ma solo perché vuole dedicarsi al mandato principale che ha ricevuto.

mercoledì 12 dicembre 2007

La China è Viciàina?


Oggi sono andato a presentare un progetto di promozione ad un manager dell'agroalimentare che esporta in Cina per un'azienda media del food.

Manager bravissimo conosceva esattamente ogni fottutissimo dettaglio del mercato, dei target, dei distributori, della percezione del prodotto... una vera e propria lezione di marketing e comunicazione del vino.


Sono emerse alcune cose carine. Il principale canale di consumo di vino nell'HO.RE.CA. sono i Karaoke: quei club dove simpatiche entraineuse cantano il karaoke spingendo i clienti a sgarganozzarsi decine e decine di litri di vino... poco importa quale, tanto vino è. Quindi meglio esportare vino di basso livello tanto la percezione è la stessa e possono pagarlo comunque un tot.

Gli affari (veri) si fanno al karaoke. Prima di entrare in confidenza con il cinese, ti porterà al club e lì diventerete davvero abbastanza vicini per fare affari.

I distributori della sua azienda sono ipergrezzi: gente ignorante, incivili commercialmente e professionalmente... li ha definiti. Inutile quindi proporre incentive a base di arte, tipicità italiane e finesse varie. Meglio il solito trasversalissimo incentive a base di carciofo.

L'inaffidabilità è il carattere più comune e quindi oggi fatturi 10 domani fatturi 0. E cosi via...


Uscendo pensavo. Non è che il Governo Cinese, o chi per esso, ha bisogno di attivare una bella campagna di relazioni pubbliche per reuperare un po' di reputazione?

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Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/