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giovedì 31 gennaio 2013

L'ebrezza del farsi valutare

Ieri sera ho lanciato un sondaggio interno, a campionamento casuale, su oltre un centinaio di colleghi della mia organizzazione, per rilevare il loro grado di utilizzo e soddisfazione rispetto agli strumenti di comunicazione interna (i cui risultati avranno una diretta incidenza sulla parte variabile del mio stipendio). Mentre elaboravo il questionario ero combattuto tra due emozioni: - la paura di ottenere valutazioni negative e quindi anche un giudizio critico sul mio operato; - la soddisfazione di mettere concretamente in pratica ciò che sempre sosteniamo come buona prassi delle Relazioni Pubbliche: la misurazione.

giovedì 8 maggio 2008

Siamo uomini o focus group?

Sul sito ferpi.it si apre una bella riflessione a più voci sul ruolo della ricerca sociale (quali-quantitativa), sul suo rapporto con il mondo della comunicazione, sui sondaggi.
Questa settimana c'è un bell'intervento di Toni Muzi in apertura e un commento di Pagnoncelli (IPSOS) in risposta al pezzo della settimana scorsa di Bistoncini.

Si tratta di un tema assolutamente centrale nel nostro lavoro.

Le identità fluide dei pubblici, la necessità di maggiori ricerche incentrate sull'analisi qualitativa, le difficoltà nell'intervistare campioni significativi, i fallimenti dei recenti sondaggi elettorali, il diluvio informativo di sondaggi e ricerche di mercato più o meno affidabili.

Tutti temi che dobbiamo conoscere per evitare di fallire nella fase ascolto/analisi dei nostri stakeholder.

Recentemente mi sono iscritto a un paio di newsletter e siti di marketing/social research molto interessanti (Aberdeen Group & Sherpa Marketing). Dopo le prime settimane in cui leggevo con interesse almeno gli abstract delle ricerche ho dovuto alzare bandiera bianca davanti a una marea di ricerche e controricerche, che dilagavano e diventavano anche contrastanti l'una con l'altra. Adesso quando ho tempo leggo i titoli e poi vedo.... a parte questa parentesi personale (suggerisco comunque a chi ha voglia e necessità di visitarsi i due siti) il tema è serio:
personalmente sono per un utilizzo di ricerche statistiche e quantitative, ma soprattutto di focus group e analisi qualitative; noi stessi comunicatori spesso facciamo uso di sostanze stupefacenti di cui la sondaggina è la più pericolosa.
Utilizzare solo a fini di consenso rilevazioni, interviste e sondaggi non ci fa bene. Magari eccita un po' all'inizio, ma poi arriva inesorabile il down...

mercoledì 30 gennaio 2008

In vista delle elezioni, un occhio agli States

Mentre McCain vince la Florida costringendo (forse) Giuliani a un ritiro immediato, si cominciano a leggere alcune testimonianze di nostri colleghi reduci da questa prima fase di primarie.

In particolare l'inglese Steve Morgan su PRWeek racconta della sua esperienza per la Clinton. Tra gli spunti interessanti due cose:
il sondaggismo statuniense e la blogmania.
Riguardo ai sondaggi Morgan sottolinea imbarazzata come continuamente vengano rovesciati sondaggi su sodaggi su qualunque materia, anche più d'uno nella stessa giornata. Il come sia possibile è presto detto: vengono sfruttati, accettati e ritenuti credibili (anche da stampa e grandi network) anche sondaggi con campioni microscopici (fa l'esempio di un poll su 300 persone a rappresentare il New Hamsphire).
Poi la blogmania: c'è un blog elettorale su praticamente ogni tema, anche se solitamente il punta di vista è tendenzialmente conservatore e piuttosto estremista (scritto da quel tipo di persone cui non ti sederesti accanto); il problema anche qui per Morgan è il credito che a questi blog viene riservato dai grandi media, anche internazionali.
Fenomeni che vediamo anche qui, anche se in maniera piuttosto ridotta.
Tra un po' tocca a noi, no?  

martedì 15 gennaio 2008

La campagna di Ferrara. Votate, non andate al mare oggi

La campagna di Ferrara non è un paesaggio nebbioso e desolato tr gli argini di Po e Reno, a cui peraltro sono molto affezionato. La campagna di Ferrara è questa campagna di pressione dell'elefantino a favore della moratoria sull'aborto, contro l'Università della Saccenza di Roma, in generale su tutti gli items che coinvolgono PapaRazzi & clero.

E' interessante, dopo aver letto il libro di Kossiga, leggere quanto meno partisan fossero alcuni democristiani, democratici in quanto cristiani, ma non portavoci del Vaticano... piuttosto mediatori di esigenze.

E' per questa banale constatazione che lo sforzo continuo del direttore del Foglio - nonché conduttore di Otto e mezzo, nonché counsellor non-ufficiale di Silvio - pare più una campagna permanente di lobbying che una battaglia ideale.

Tra l'altro sulla moratoria stupisce questo silenzio assordante delle associazioni femministe, delle donne in politica (a parte una Turco scatenata), delle donne imprenditrici... sarà per timor guelfo?
Purtroppo il sondaggio sull'elefantino si chiude stasera e ci sono per ora solo una decina di voti. Votate, per oggi non andate al mare.

Nuovo blog

Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/