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martedì 27 agosto 2013

Chi è il cantore della MotorValley?

Anni fa durante l'organizzazione di un road show internazionale, con circa 60 eventi e varie tappe in giro per il mondo tra Londra e Shanghai, mi ricordo che risuonò questa domanda: "Ma allora chi è il cantore della MotorValley?"
Eravamo nel mezzo di una riunione con un assessorato della Regione Emilia-Romagna che era partner del road show e con cui stavamo elaborando una strategia di comunicazione e coinvolgimento di alcuni gruppi di stakeholder (in particolare si trattava di tour operator e associazioni estere di appassionati di motori).
La domanda, che non ricevette risposta in quella cupa riunione al 19° piano di via Michelino, tuttora mi risuona nella mente. E credo abbia ancora senso porsela anche in senso allargato estendendola un po' a tutti i distretti/filiere industriali e i sistemi turistici locali italiani.
Roma, Venezia, la Toscana, le tappe del Grand Tour, hanno avuto fior di scrittori, pittori e registi che le hanno "cantate", raccontate e scolpite nel tempo. Sono diventati brand territoriali della storia.Ma più di recente anche la Silicon Valley e altri luoghi.
Chi può raccontare i distretti industriali? Chi può promuovere il saper fare e il suo appeal all'estero? 
Penso a Motor Valley che conosco bene e di cui non mi occupo più (lavorando in ambito medicale): Ferrari, Ducati, Maserati, Lamborghini, Dallara, Museo Enzo Ferrari, Galleria Ferrari, Museo Ferruccio Lamborghini, Museo Lamborghini, Collezioni Panini, Collezione Righini, Pista di Fiorano, Autodromo di Modena, Varano de' Melegari, il Circuito di Imola, il Circuito del Mugello e quello di Misano, Rosso Maranello a San Marino, gli eventi (Motorshow, Motorsport ExpoTech, Modena Terra di Motori) le decine di aziende dell'indotto, i personaggi mitici (dall'ingegner Forghieri a Dallara, da Pagani ai piloti romagnoli) e il loro saper fare. Come mai non si riesce a costruire un progetto di storytelling e relazioni pubbliche di ampio respiro su tante realtà che sono di per sé già miti?
Chi è il cantore della MotorValley? Una domanda ancora senza risposta e che potrebbe essere estesa ai tanti distretti (o filiere) industriali italiani. 
[ancora tanto lavoro per i colleghi e le agenzie di PR]

giovedì 23 aprile 2009

PR & Ferrari... Amarcord '70

L'altro giorno in un bel talk show con Mauro Forghieri, mitico e storico direttore sportivo e progettista della Ferrari, c'è stato un veloce ricordo del passaggio di consegne tra lui e il giovane PR educato negli Stati Uniti che rivoluzionò il rapporto tra media e Ferrari GES: Luca Montezemolo.
Mentre prima Enzo Ferrari tendeva a gestire i rapporti con i giornalisti in maniera molto parca e riservata, dando un "premio" al giornalista che si comportava bene (dove il premio consisteva nel concedergli tempo e qualche battuta) con Montezemolo negli anni '70 le cose cambiano
La gestione dei giornalisti (prima spesso in mano a Ferrari stesso, a Forghieri e Gozzi, uomo di fiducia del grande vecchio) diventa una gestione di relazioni pubbliche vera e propria in cui il giovane Montezemolo può permettersi di dire cose che prima gli altri non si azzardavano neppure a pronunciare - come confessa Forghieri - e questo anche grazie all'imprimatur dell'Avvocato.
Mi piaceva condividere questo amarcord di relazioni pubbliche anni '70, che è emerso l'altro giorno a Modena terra di Motori durante la presentazione del libro Trent'anni di Ferrari e oltre di Forghieri e Buzzonetti.

Nuovo blog

Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/