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venerdì 10 dicembre 2010

EHI CI STAI UIKI UIKI CON ME? FACCIAMO UIKI UIKI INSIEME!

Io credo che se non vogliamo foderarci (anche un po’ ipocritamente) gli occhi di prosciutto dobbiamo considerare questo 11 settembre della diplomazia, come la concretizzazione di ciò che in realtà sottotraccia è già realtà.
Un corpo info-mediatico globale in cui i nervi si infilano ovunque non solo dal punto di vista tecnologico, ma soprattutto dell’intelligenza collettiva. Trattandosi di un unico grande sistema nervoso ogni impulso percorre tutto il corpo rendendolo soprattutto all’inizio un corpo schizofrenico. Una specie di Frankestein che prende le prime scosse d’elettricità.

La novità del primo punto che indica Luca (una piccola organizzazione può mettere in crisi stati e multinazionali) ha ricadute che abbiamo verificato in questi anni: il registratore sotto al body a palazzo Grazioli, le milioni di intercettazioni, la possibilità di videoregistrare con il telefonino in ogni dove.
Aumentano la quantità informativa, aumenta la necessità dei media di FARE SCOOP, emergere nel caos informativo.
Tutto è registrabile, tutto è diffondibile. Quindi è inevitabile che anche il sistema di relazioni internazionali possa e debba cambiare.

Gli accordi di Stoccolma e il lavoro di Hamrefors quando parla dell’organizzazione comunicativa e della leadership nella network society ci indicano diverse suggestioni che come Relatori Pubblici dobbiamo mettere in pratica:
- diventare coach di comunicazione dell’intera organizzazione;
- essere in grado di costruire e legittimare le leadership dell’organizzazione;
- la capacità di ascoltare gli stakeholder prima del patatrac.

Nella visione NEW GLOBAL qualche anno fa si disperava il fatto che Multinazionali, Stati e Grandi Alleanze (G8, G20, FMI, OCSE, ecc.) divenissero padroni del pianeta e la contrapposizione era con Marcos, la MOLTITUDINE e i duri e puri dei centri sociali, a scapito di una classe mondiale di brain-worlers.
Oggi invece emerge un contropotere glibale che gioca sul piano dell’informazione e dell’intelligenza: wikileaks (criminale? mah! I server utilizzati da Assange sono in Belgio e Svezia dove si può pubblicare tutto, mi pare…), ma in realtà ancor di più wikipedia, wired, il pirate Party.

Non credo che dobbiamo schierarci tra bene e male, ma contribuire a fare emergere le organizzazioni in grado di reclamare legittimamente il ruolo di Leader del XXI secolo. Tra questi:
- quali stati saranno in grado di incarnare il ruolo di paladini dei diritti umani & dei comportamenti internazionali corretti?
- quali organizzazioni non profit saranno in grado di compiere la loro mission senza farsi tradire da comportamenti negativi dei propri appartenenti e dirigenti?
- quali organizzazioni private declineranno la CSR globalmente?

Non credo sarà un mondo più trasparente(quanto grigio, quanti mezzi toni) ma il ruolo che si profila per noi RP all’orizzonte è piuttosto stimolante. Che non sarà solo occupare 4 cmq sulla prima pagina del Sole24Ore.

PS1: Leggetevi “Il cimitero di Praga” di Eco, in cui Simone Simonini crea dossier su dossier ingannando le intelligence di tutto il mondo e dando origine ai Protocolli dei Savi di Sion.

PS2:Interessante curiosità a latere riguardante Twitter: la novità batte la popolarità.
http://www.pranista.com/2010/12/su-twitter-novita-popolarita.html

giovedì 3 dicembre 2009

I Cigni Neri nelle Relazioni Pubbliche

Ho appena terminato Il Cigno Nero (official: pietra miliare pranista 2009) un geniale libro di Scienza dell'Incertezza scritto da Nassim Taleb - trader, filosofo, professore universitario, scrittore - un paio di anni fa e in grado di lanciare qualche avvisaglia su qualche Cigno Nero (negativo) quindi sull'imprevedibile crisi 2008 compresi i debiti di Fanny Mae - citati esplicitamente- e l'esposizione di alcune banche.
A parte le capacità divinatorie, ciò che mi interessa è che in questi ultimi tempi mi capita sempre più spesso di leggere proposte metodologiche che mettono in dubbio i nostri modelli previsionali e in generale la capacità da parte degli scienziati sociali (economisti, sociologi, statistici) di prevedere il futuro e che invece chiedono a chi opera concretamente sulla realtà di essere pronto all'imprevisto. E' chiaro quanto questo tema impatti sulle Relazioni Pubbliche.
L'interessante lezione del prof. Sven Hammerfors di lunedì scorso (cfr. intervista), per un pugno di ferpini, in cui è stata presentata la ricerca Business Effective Communication, su cui vorrei tornare più approfonditamente.
Quello che mi interessa è che insieme alle autocritiche dei sondaggisti post-elezioni, al libro di Galbraith "L'Economia della Truffa" (cfr. recensione oggi sul Sole 24 Ore), alle previsione sbagliate sul clima uscite ieri, alle previsioni economiche degli ultimi anni, al default inatteso di Dubai, ecc ecc, si tratta di una generale messa in crisi dei fondamenti della Previsione.
Il libro Il Cigno Nero da un lato e la lettura dal punto di vista comunicativo di Hammerfors dall'altro, sottolineano il ruolo che la rete info-comunicativa globale sta giocando in questo senso per numerosi aspetti: scalabilità e effetti moltiplicatori, democratizzazione, trasparenza, isteria mediatica. In questo senso diventa sempre più necessario che a livello comunicativo esistano leadership (ideologiche e contestuali, come dice Sven) in grado di guidare nella confusione.
Di questo avvertimento dobbiamo essere tutti noi RP consci: un Cigno Nero è capace di sconvolgere il sistema esistente. Estote Parati!

Nuovo blog

Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/