venerdì 12 febbraio 2010

Sguazzabimus in merdam?

Inutile riprendere la solita solfa: sì siamo nell'età dello sputtanamento globale, siamo tecnocontrollati da videofonini, interceptors & CCTV (non quella cinese, anche se probabilmente sarà made-in-china anche questa) e album su Facebook, Flickr &co... 

Siamo nell'età dell'infosfera globale e permanente quindi la trasparenza e i comportamenti corretti sono l'unico antidoto per prevenire crisi di reputazione.
Si sta aprendo un mercato enorme per le relazioni pubbliche che è la gestione delle crisi di reputazione: personali, aziendali, governative. Ok gestiamole, ma come tutti sappiamo meglio prevenirle.
Possiamo aiutare a migliorarlo questo paese? O continueremo a sguazzare in questa merda?

martedì 9 febbraio 2010

Piove etica di Fabio Ventoruzzo

dal sito Ferpi una bella riflessione di Fabio Ventoruzzo
L’etica è una delle sfide più attuali per la professione. Fabio Ventoruzzo rilegge il libro “L’etica nelle relazioni pubbliche” di Patricia Parsons traendone alcuni spunti di riflessione e alcuni buoni propositi per l’anno appena iniziato.


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di Fabio Ventoruzzo
Domenica di pioggia qui a Roma. Rileggo tutto d’un fiato un libro ‘da tenere sul comodino’ per tutti noi relatori pubblici: L’etica nelle relazioni pubbliche della canadese Patricia Parsons, tradotto in italiano dall’amica Florence Castiglioni per quelli de IlSole24Ore (2004) anche grazie al fattivo sostegno di Chiappe Revello e Ferpi.
Disarmante la lucidità della Parsons nel richiamare il legame tra moralità e livello di competenza (quella da lei definita “responsabilità etica di essere competenti”) come leva per (1) la protezione del pubblico (sic!) e (2) assicurare un futuro alle relazioni pubbliche (..et simpliciter!)
Riprendo alcuni spunti (un po’ casuali ma utili a comprendere le fila del discorso):
Quando un dottore espone la sua targa voi, come paziente, ne traete il messaggio “Sono un medico competente. Vi potete fidare di me”. Da un relatore pubblico[..] non ci si deve aspettare niente di meno. la domanda è come garantire che il livello di competenza professionale soddisfi le responsabilità verso la società quando non si è obbligati a raggiungere certi standard? Come dimostrare il rispetto professionale garantendo il mantenimento di un livello accettabile di competenza?
Ed eccovi alcune idee – rien ne va plus – sempre secondo la Parsons.
1. Iscrivetevi a un corso di formazione […] Non pensate che l’unico corso che può esservi utile sia quello dedicato alla pratica. Man mano che avanzate nella carriera vi saranno sempre più utili le nozioni trasversali. Considerate qualsiasi materia che vi stimoli a pensare al mondo in un modo diverso.
2. Frequentate seminari sullo sviluppo professionale. E cercate anche, almeno una volta all’anno, di partecipare a una conferenza nazionale o internazionale.
3. valutate la possibilità di insegnare voi stessi lo sviluppo professionale. Spesso si dice che insegnare è il modo migliore per imparare.
4. Leggete, leggete e ancora leggete […] molto utile a dare il calcio d’inizio allo sviluppo del pensiero creativo.
5. valutate l’opportunità di ottenere credenziali ufficiali.
Porca miseria! A buon intenditor…
Mi permetto di aggiungere solo due riflessioni:
  • ognuno di noi (a cominciare dal sottoscritto), per ciascuna di queste idee, non solo si dovrebbe impegnare nel presidiarle come area di sviluppo ma come effettivi obiettivi professionali da raggiungere nel 2010 (definendo anche opportuni indicatori di qualità).
  • Ferpi – intesa come spazio abilitante (fisico e virtuale) della nostra professionalità – ha da tempo avviato opportune attività (nei servizi ai soci, nell’approccio alla formazione, alla specializzazione e all’aggiornamento professionale, nell’accreditamento…oltre che nella sua visione globale e nel suo corpo di conoscenze) per supportare quei relatori pubblici che – sempre più consapevoli delle conseguenze sociali prodotte – investono sul loro futuro e quello della professione.
Concludendo à la Parsons:“La storia delle relazioni pubbliche è costellata di professionisti che oggi consideriamo incompetenti. Consideriamolo solo un accenno al passato e non un previsione per il futuro”.
Buon lavoro… e in bocca al lupo!

domenica 7 febbraio 2010

Foto Coop, commesse col velo e carne per i musulman - Repubblica.it

Commesse con il velo che accolgono i clienti in un'area carni dove i prodotti, certificati dagli imam, sono macellati con uno specifico procedimento eseguito dai musulmani, che prevede il taglio netto della vena giugulare dell'animale e il suo totale dissanguamento. E' lo spazio inaugurato oggi nell'Ipermercato Coop a Roma dedicato ai profotti 'Halal', termine arabo che significa 'lecito' e definisce ciò che è permesso secondo la tradizione islamica, in tutti i campi della vita del credente. Nello spazio dell'ipermercato in via Casilina, in un quartiere multietnico della periferia romana, ci sono frigoriferi con carni, indicazioni in italiano e arabo sui prodotti confezionati e depliant. A fianco al reparto carni del supermercato e all'entrata, nelle prime settimane ci saranno delle speciali commesse arabe con il velo che inviteranno i clienti ad acquistare la carne preparata con le specifiche usanze musulmane.
Le ragazze col il velo sono dell'associazione Minareti. Le foto di questo servizio sono di Antonella Di Girolamo
Foto Coop, commesse col velo e carne per i musulmani - 1 di 13 - Repubblica.it

sabato 6 febbraio 2010

Public Relations 2.0dieci

Finalmente online con la nuova testata. Ahimé avrei voluto cambiarel'intero layout grafico, ma i modelli di Blogger sono piuttosto rigidi o comunque io troppo imbranato.
Ringrazio l'ottimo Luca Cavaletti dello studio Andreoli Cavaletti Associati, che segnalo per chiunque avesse bisogno di un ottimo studio di design/grafica.
Ovviamente il cambio di testata - oltre all'aspetto grafico - riguarda anche il payoff di PRanista che da Appunti sulle Relazioni Pubbliche e sulla Comunicazione diventa Public Relations 2.0dieci che lascio a voi interpretare. A fianco sondaggio di gradimento.

Invertising: come trasformare la pubblicità in un servizio prezioso e atteso

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giovedì 4 febbraio 2010

Cara Nicchia, passati i trenta... mila

Senza gnanc accorgemene il blog ha passato le 30.000 visite - a quanto dice il mio bel Shinystat. Non è un numero incredibile in poco più di due anni di attività, ma di media fa circa 40 visite al giorno concentrate perlopiù tra operatori di settore. Calcolando Rss, feed, citazioni su FB e altri blog, menzioni ferpine, ecc. i post di Pranista vengono letti anche da una media di 50 persone al giorno. 
In particolare nell'ultimo anno, con l'integrazione tra Twitter e Facebook e con l'iniziativa dei 50 Volti della Comunicazione sono aumentate:
- le visite dirette (chi cerca direttamente Pranista);
- le ricerche di parole chiave legate alla comunicazione;
- gli arrivi tramite Twitter e FB.

In definitiva più visite consapevoli e meno visite casuali.

Quindi cara Nicchia, grazie tante. I numeri hanno valore per dare un'idea. Quel che conta son i contenuti e inviterei a una maggiore interazione, anche flash con commenti e email.
Son anche tentato di crearmi uno strumento tipo il Lifestream di Steve Rubel con Posterous, che forse sarebbe più immediato da aggiornare e anche più consono all'idea di un diario di appunti. Vediamo...

Nuovo blog

Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/