sabato 1 dicembre 2012

La Ferpi che vorrei

[oltre a questo mio commento tanti interventi di colleghi e soci nella pagina di Ferpi]
Quando mi avvicinai a Ferpi lo feci principalmente grazie ai contenuti del sito (in particolare in quel periodo si stava pubblicando a puntate il Gorel con il glossario) e perché sentivo la necessità di incanalare l’identità professionale di comunicatore in una “storia” più ampia della mia, che fosse in grado di arricchirmi professionalmente e di farmi sentire parte di una comunità.
Ognuno di noi ha avuto sue motivazioni, un suo percorso di avvicinamento e suoi propri livelli di coinvolgimento (e/o fidanzamento).
Quale è il senso di stare insieme in una associazione? Non credo basti una sola unica risposta, ma credo che l’associazione per avere un senso debba riuscire a contenerne diverse:
- il knowledge sharing
- la rappresentanza e l’advocacy della professione
- la formazione accreditata e l’accreditamento della formazione sull rp
- il networking
- l’etica della professione
- l’appartenenza a un’identità comune
- le relazioni internazionali
- l’introduzione dei più giovani alla professione e il supporto al loro ingresso
L’associazione è sicuramente appesantita da una governance complessa e da un’articolazione difficile da comprendere, anche da chi la vive dall’interno.
Alcune delegazioni territoriali faticano a riunirsi e portare avanti attività.
Non poche sono le antipatie personali che bloccano progetti e iniziative.
Vedo con favore le proposte di semplificazione della governance suggerite da Toni il 27 giugno scorso http://www.ferpi.it/ferpinet/users/marcantonio/article_events/595In particolare sposo l’idea di:
- una trojka a guida dell’associazione con i presidenti (eletto, in carica e past) insieme a tesoriere e direttore;
- l’abbassamento delle quote a una cifra sui 100 euro;
- un funzionamento “a fisarmonica” delle deleghe (progettuali o territoriali) che durano per la durata del programma proposto dal singolo delegato.
- organizzare ogni anno un evento Ferpi (a pagamento, di una giornata, itinerante) in cui fare il punto sulle RP e incontrare la comunità professionale nazionale;
- pubblicare ricerche e strumenti-guida per la professione.
- le altre associazioni professionali affini,
- i network informali di comunicazione,
- le università e i corsi di comunicazione rp,
- altri soggetti del settore (Assocomunicazione, Assorel, Unicom, ecc.).




Oggi su alcuni di questi punti siamo in ritardo. 

LA FERPI CHE VORREI
Essendo Ferpi.it la piattaforma contenutistica di maggior valore del settore, ritengo vadano incrementate le possibilità di interattività (che ha contraddistinto già il sito in passato) integrando meglio gli strumenti social di quanto lo siano oggi.
Mi piacerebbe che Ferpi riuscisse a in futuro a:
In generale vedrei con favore la possibilità di incoraggiare sul territorio sinergie tra le delegazioni e:
Se il sito, le piattaforme virtuali e (pochi) organismi associativi possono rappresentare l’infrastruttura dell’associazione a livello azionale, credo possa essere utile e proficuo che sul territorio si sostanzi un organismo multiforme, flessibile e aperto alla commistione con i non-associati. Questa contaminazione che ci aiuterebbe a coinvolgere neofiti e colleghi andrebbe (nella Ferpi che vorrei) esplicitata nello statuto.

mercoledì 28 novembre 2012

007 licenza di operare

Il caso Ilva sta portando all'attenzione dell'opinione pubblica  una serie di questioni tipicamente di nostro interesse: rapporti con staholder istituzionali e con i pubblici influenti, issues ambientali e sociali, relazioni sindacali e media.
Purtroppo come spesso accade la scrittura/lettura dei giornali e delle tv è paurosamente superficiale e nella maggior parte dei casi, anche quando tiene insieme i due livelli principali, ambiente & lavoro, li contrappone nella narrazione (ambiente vs. lavoro). Non parliamo poi di tutti gli articoli che con noncuranza assoluta mixano bellamente fatti e opinioni, giudizi e voci. Ma diciamo che questo tema ha a che fare con la professionalità dei giornalisti e i temi che interessa i professionisti di RP sono altri.
La domanda di fondo che a noi interessa è: in quale modo si era costruita e come si sostanziava la licenza ad operare dell'organizzazione Ilva a Taranto?
Come l'Ilva ascoltava, valutava e rispondeva attivamente alle aspettative dei propri stakeholder? Come coinvolgeva e ingaggiava (cfr. engagement secondo Toni)
Come l'Ilva gestirà il necessario cambiamento del suo approccio? Come lo comunicherà?
Non è questo il tema di fondo di tutti i casi?

mercoledì 21 novembre 2012

Ultimo giorno del World PR Forum

Beh ieri è stata una bella giornata. Il Keynote Speech di Edelmann:  Now is our time to lead, seppur in video (il papà non sta bene) è servito a darci il giusto kick che il caffé qui non riesce a darti. But to lead, the PR field has to evolve beyond perception management to the changing of reality. 
A seguire l'intervento di Paul Holmes troppo corto purtroppo. 
Invece due belle sessioni sono state:
  • "Retweet: reorienting public relations for the future" con Kate Fitch, Murdoch University, Anne Gregory, Leeds Metropolitan University, Gregor Halff, Singapore Management University, Facilitator
  • quella sulla misurazione cui partecipava John Paluszek, Have we found the “Higgs Boson” of public relations in our advances measuring value? (con anche John Croll, Sentia Media; Kieran Moore, Ogilvy Public Relations Australia; Michael Ziviani, Precise Value; Facilitator, James Wright, Red Agency)

La seconda molto interessante per ora mi porta a concludere che l'unico standard che dovremmo applicare nella misurazione delle Relazioni Pubbliche è anzitutto l'obbligo di misurare con qualche forma di misurazione socio-statistica (dal focus group al sondaggio) che sia comprensibile e trasparente, correlata agli obiettivi prestabiliti e focalizzata sugli stakeholder della campagna, in definitiva utile ai nostri committenti per capire. 
A quel punto (e spero di non dire una bestemmia) anche l'AVE può diventare un primo gradino per aiutare la comprensione di chi è meno addentro (penso ai committenti nelle piccole-medie imprese con una cultura comunicativa di livello elementare) senza esaurire la misurazione in toto. 
Un'Ottima Anna Adriani ha presentato la CSR in Illy rendendoci tutti più orgogliosi di essere italiani.
Poi l'approvazione finale del Melbourne Mandate, che forse (con tutto il lavoro che è stato fatto) poteva sviluppare alcuni concetti degli Stockholm Accords con maggiore continuità senza bisogno di reinventarsi da capo, ma che ritengo comunque un buono strumento di advocacy della professione...
Infine vari annunci: 2014 World PR Forum in Spagna a Madrid, 2015 in Kenya (cfr. Vision 2030).
Poi a seguire varie altre cose che scriverò per Ferpi.it

lunedì 19 novembre 2012

Quarto giorno a Melbourne. Apertura ofizial!

Stamattina, dopo le pre-sessioni di sabato e domenica, ha aperto officially il World Public Relations Forum e la cosa che mi ha stupito è stata questa lunghissima fila alla registrazione, che ieri fortunatamente avevo già fatto. 
Bel discorso di apertura di Daniel Tisch, CEO della Global Alliance, bell'intervento della responsabile comunicazione di Medici Senza Frontiere e più tardi un ironico e coinvolgente Emilio Galli Zugaro,  capo comunicazione del gruppo Allianz. 
Poi al pomeriggio dopo una sessione di dibattito sul Melbourne Mandate e un dimenticabilissimo seminario social web, finalmente è stato il turno del panel guidato da Toni sull'implementazione degli Stockholm Accords.
Molto interessante, in particolare il lavoro di Blaec von Kalveit e l'intervento d Ronel Rensburg (PRIZA). 
La mia presentazione la pubblico in the next days, forse...

Terzo giorno a Melbourne (ieri)

Richard Edelman martedì mattina
Una domenica bestiale. È iniziata male con un disturbo gastrosomething ieri mattina che mi ha tenuto a letto fino alle dieci.
Poi di corsa al Research Colloquium dove studenti, phd e professori presentavano tesi e paper sulle RP. Molto interessante la sezione dedicata ai disastri naturali con almeno un paio di relazioni che mi hanno incuriosito. Probabilmente potrebbe essere utile mettere in contatto Massimo Alesii (con il recente Master di primo livello sulla Comunicazione in contesti di crisi e di emergenza) e la task force Emilia Romagna con i relatori (oggi citazione sempre in argomento comunicazione e disastri naturali Catherine Arrow della PRINZ - Nuova Zelanda, dove di recente ci sono stati alcuni terremoti).
Alla sera in hotel presto per lavorare sulla presentazione di oggi, dedicata all'implementazione degli Stockholm Accords in Italia.
Fino a tarda notte e poi sveglia di nuovo molto presto, verso le cinque: il risultato è buono, un sentito grazie a Toni, Francesca Albanese, Rossella Patalano e Michele Toscano.
Non è facile condensare in pochissimi minuti tanto lavoro altrui. Provato e riprovato la presentazione almeno 7 volte.
Poi tutto in una chiavetta e in un pacchettino d quindici slide con relative speaker's notes. Let's go!

domenica 18 novembre 2012

Secondo giorno a Melbourne

Un interessante incontro con la Global Alliance e i responsabili di alcune tra le principali associazioni professionali di RP: PRIA, CIPR, PRIZA, PRSA, CPRS, Dircom e altri ancora... tra cui io per Ferpi.
Molte best practices condivise che sarebbero utili a Ferpi in questo momento di cambiamento: dal benchmark quote-socio alla governance, dalla formazione. Eccellente -  a mio avviso - il documento di indirizzo per le università Pathways to the Profession della CPRS, l'associazione canadese, con cui indicano cinque percorsi di studio basati sugli outcomes
Si tratta in pratica di linee guida (richieste dalle stesse università) con cui l'associazione cerca di offrire una panoramica sulle competenze richieste per i cinque livelli di preparazione (e di conseguente spendibilità sul mercato del lavoro) che la CPRS ha individuato:
the Technical Pathway; 
the Career Pathway;
the Management Pathway;
the Leadership Pathway
the Scholar Pathway

Interessante anche la guida per il professionista di relazioni pubbliche su Wikipedia (scaricabile dal sito) della CIPR, l'associazione (istituzione) inglese; non tutti sanno infatti che il 60% delle notizie pubblicate (survey della PRSA, l'associazione americana) sulle organizzazioni non è esatto e che i responsabili comunicazione di queste hanno enormi difficoltà a correggere questi errori.
Oltre a queste due iniziative di CIPR e CPRS, vari altri spunti (tra cui l'iniziativa di advocacy della PRSA "PR Serving public interest") che potrebbero essere presi in considerazione in vista delle modifiche di statuto.
Decisamente utile quindi il confronto con le altre associazioni e la possibilità di sentirsi raccontare le best practice.
Da parte Ferpi sul tema "Restoring Confidence in the system", ho (molto rapidamente) ripercorso l'importanza dell'Oscar di Bilancio e del lavoro sugli Stockholm Accords:
- come l'Oscar di Bilancio nei confronti di organizzazioni e imprese sia utile a premiare chi rendiconta con trasparenza (cfr. intervento Gherarda Gustalla Lucchini);
- come la diffusione dei principi degli Stockholm Accords tra i colleghi permetta di affermare il valore della professione nei confronti delle organizzazioni e dei loro stakeholder riaffermando la loro licenza di operare.

venerdì 16 novembre 2012

Australia, Melbourne. Primi appunti

foto by Helen
Sono arrivato abbastanza cotto dal viaggio (30 ore e 10 ore d fuso orario). Ho fatto giusto in tempo a farmi un'ora d sonno e una doccia, poi fuori per un caffè con la collega Helen Reizer (click to write her if you need an melbournese contact) che nel giro di 20 minuti mi ha fissato due serate a eventi melbournesi e presentato almeno 5 guys.
La cosa carina è che lei del Worl Public Relations Forum non sapeva nulla e un po' mi sfotte per questo: "PR associations are not able to make pr for themselves." :-)

In realtà l'attesa cresce. Già ci siamo sentiti con altri partecipanti tra cui Gabriella e Blaec. Nel frattempo un altro collega d Melbourne mi ha chiesto d partecipare a una sessione di Speed Mentoring, specie di testimonianza professionale lampo sul modello degli speed dates... perché non proporne qualche sessione con gli studenti o i neo-professionisti?

Nuovo blog

Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/