sabato 31 maggio 2008

Un'esaustiva presentazione sui Social Media

Una presentazione sui Social Media che ho trovato su Slideshare... una figata di strumento che non conoscevo per condividere presentazioni.

A Literature Review on Social Media. A compilation of social media thoughts from the experts point of view. Produced by Alex Wong from Charles ... less Sturt Uni, Australia. Can be contacted via email wah17@yahoo.com 

Le Blogorroiche.

Secondo una nuova (l'ultima, anzi l'ultimissima, anzi di più) research di BlogHer e Compass Partners, il  35% delle donne americane tra i 18 e i 75 participano alla blogosfera. 
Lo studio mostra anche che delle donne online il 53% legge i blog, il 37% posta commenti ai blog e il 28% scrive/aggiorna blog. 
Non solo: delle donne che partecipano attivamente ai blog il 58% posta almeno una volta alla settimana, mentre di coloro che leggono attivamente almeno l'80% lo fa settimanalmente. 
Le blogger rosa bloggano per diverse ragioni: 
il 65% lo fa per divertimento,
il 60% per esprimere se stesse,
il 46% per avere informazioni,
il 41% per stare aggiornate con familiari e amici, 
il 34% come diario, 
infine il 28% participano alla blogosfera per connettersi ad altri.

venerdì 30 maggio 2008

Sex & the city... and product placement

Segnalo un bel pezzo uscito ieri sul Sole (Sex & the city, lusso pigliatutto - 29 maggio 2008) sul megaproduct placement del film delle 4 squinzie newyorkesi. Mercedes, Cosabella, Vodka Skyy, Vivienne Westowood, Louis Vuitton, Vogue, Manolo Blahnik e altre decine di marchi.
A quanto pare il budget sarebbe stato coperto in partenza solo con le presenze commerciali. Da non trascurare (e forse anzi la più interessante) la presenza di product placement immobiliare grazie al mitico Darren Star, già produttore-productplacer di prodotti giovanili in Beverly Hills 90210 e condomini in Melrose Place.
A quanto pare già perplessi i fan della serie TV e molti critici cinematografici; comunque in sala da stasera i 140 minuti, con Carrie Bradshow, le amiche e... la nostra collega PR Samantha.

FORUM della COMUNICAZIONE - second day

Beh, decisamente meglio del primo giorno. Meno markette e banalità, più contenuti.
Interessante il workshop sul web 2.0 curato da Stefano Mosetti e in particolare l'intervento di Barbarani di MySpace Italia, soprattutto perché invece di smarkettare su se stesso ha parlato in lungo e in largo del comportamento degli utenti e degli strumenti 2.0.

La sessione sulla reputazione non ha mantenuto le attese di un parterre de roi d'altissimo livello, mentre bella a tratti commovente (per dirla a la GazzettadelloSport) la testimonianza di FIAT sul rilancio del marchio degli ultimi 3-4 anni.

Nel pomeriggio qualche spunto di interesse anche nella sessione dedicata alla comunicazione politica, anche se come al solito un po' troppo tifo e poca analisi.
Infine mi ha fatto un gran piacere incontrare gli amici della Ferpi e tanti colleghi che abitualmente leggo e che stimo, con cui mi scrivo, con cui interagisco virtualmente ma che non avevo mai incontrato dal vivo. Con alcuni sono già emerse alcune ideuzze simpatiche.

giovedì 29 maggio 2008

FORUM della COMUNICAZIONE - prima giornata

Prima giornata: insomma, non un granché. 

Ammetto di essere arrivato in ritardo sia alla mattina che al pomeriggio, ma non ho assistito a interventi trascendentali, anzi a volte piuttosto banali se non deludenti. Una collega ferpina ha condiviso quest'impressione.

Cosa mi aspettavo? Beh qualche contenuto, qualche idea, qualche intuizione... per ora ci ho trovato pochino. 

Addirittura delle recriminazioni delle FS (sì sì le ferrovie) per il fatto che se ne parla male e non bene come si dovrebbe riguardo almeno all'alta velocità. Mi è venuto da pensare che è pesa dover comunicare chi ha qualche problemino come le FS... Sarà un caso che stamattina il treno che ho preso per Roma aveva 40 minuti di ritardo e che nel frattempo veniva annunciato un ritardo da Palermo di 160-180 minuti?  Forse non c'entra con la comunicazione ma mi è venuto in mente che la notizia colla N maiuscola l'ho sentita sulle Ferrovie Nazionali giapponesi: il ministro si era scusato perché nel corso di un intero anno solare avevano accumulato, se non sbaglio, 57 minuti. Una bruttissima notizia!!! Sì, per noi.

Per il resto, per ora, poco poco... Anche a livello di presenze non mi sembra che ci sia una grandissima presenza. I ragazzi di EGA mi hanno detto che ci sono mille iscritti. Arriveranno tutti oggi.

Per quanto riguarda Ferpi ho finalmente conosciuto il nostro direttore Gatti. Credo sia lo stand più apprezzato anche perché offre qualche valido contenuto di comunicazione: la rivista, l'instant book e il pamphlet sul cambiamento.

Vediamo oggi come va.

domenica 25 maggio 2008

Oliviero Toscani. Creativo Sovversivo


E' uscito da qualche mese a cura di Enzo Argante. Lo sto finendo in queste ore. E' un libro su Oliviero Toscani: Creativo Sovversivo, Salerno Editrice, 12.00 euro.
Ero piuttosto scettico fino a qualche pagina fa, ma adesso mi son deciso a recensirlo.
Si tratta di una sorta di zibaldone del Toscani-pensiero. Non mi pare sia costruito benissimo. Piuttosto incasinato e ridondante su certi argomenti.
Alcuni spunti però di Olli sono di assoluto interesse: in particolare alcuni aneddoti della sua vita, il tema della creatività nella comunicazione e i limiti imposti dal marketing (dai burocrati della comunicazione), la moda e i suoi seguaci (lobotomizzati), il lavoro e l'amore per il mestiere che si fa.
Le immagini (non tantissime) non hanno bisogno di commenti. Per dodici euro direi che è un volume da comprare e tenere nella propria biblioteca della comunicazione.

La video intervista:





mercoledì 21 maggio 2008

Ripartiamo dalla Zìmmia o dall'Italia Cosmopolita?

Nel mio piccolo, sottoscrivo in pieno il rammarico di Toni (cfr. sotto il pezzo da Ferpi.it) per quella che lui definisce la "fine della cesura socioculturale": il miracolo tutto italiano per cui le elites culturali invece di guidare il cambiamento si adeguano alle tendenze più becere e volgari agitate da frange relativamente rilevanti - a livello di numero e di qualità del peso.
Associata alla retorica del declino nazionale, la situazione è abbastanza deprimente e circoloviziosamente pericolosa.

Sentiamo infatti sempre più ossessivamente dire che siamo un paese allo sbando, economicamente, culturalmente, ecceteralmente...
Ma se ogni tanto noi italians ci prendessimo le nostre responsabilità? Ma se soprattutto ci rendessimo conto che il cambiamento si mette in pratica e non si subisce solamente?

Già a partire dal Forum della Comunicazione della prossima settimana sarebbe importante che nel nostro piccolo ci si mettesse alla guida di un Cambiamento tangibile. Da relatori pubblici dovremmo essere i primi a cogliere le opportunità che i fenomeni globali ci portano e l'esperimento di globalismo sociologico proposto mesi fa da Toni andava sicuramente in questa direzione.
Voglio rilanciare. Anche rilanciare un po' l'idea, la mission che abbiamo del nostro paese.
Io ho l'idea che l'Italia possa e debba diventare un paese Cosmopolita; è una riflessione che da geografo mi porto dietro da tempo in considerazione del passato di questa penisola, dei suoi Comuni, delle sue realtà territoriali; abbiamo nel DNA una diversità di popoli, culture, lingue, gastronomie, che insieme rappresentano l'Italia. Sono una ricchezza multiculturale che ha accentuato negli ultimi anni sempre maggiori differenze: tanto che tutti oggi riconoscono che siamo più Italie.
Ecco allora che dobbiamo cercare qualcosa che non sia un minimo comune denominatore al ribasso (l'Altro, il nemico, per ritrovare/creare una fittizia identità); ma una sorta di massimo comune integratore. Per me si tratta di una visione globale, cosmopolita e multiculturale che ha poi ricadute materiali sulla professione, sul nostro modo di agire, sui mercati e i pubblici da raggiungere.
Io riparto da lì. Anzi da qui.


da ferpi.it

La "fine della cesura socioculturale"
Toni Muzi Falconi esterna il suo rammarico sugli eventi che attanagliano il nostro Paese.

Un grande rammarico. Spero… anche per voi.
Fra emergenze rifiuti, omicidi, agguati di malavita, stupri, violenze … non mi esprimo sulla raccapricciante ondata di xenofobia e di razzismo che ha investito il nostro Paese in queste ultime settimane.
Possiamo ben dirlo, in questi ultimi mesi in Italia abbiamo compiuto un vero e proprio miracolo e siamo riusciti a produrre una autentica discontinuità, che gli storici indicheranno come la ‘fine della cesura socioculturale'.
Invece di quel che accade in altri Paesi, ove sono le elites culturali a impersonare valori, politiche e ambizioni che vengono poi civilmente assimilati e interpretati dal resto dei cittadini; in Italia sono state le elites ad adeguarsi ai valori e alle politiche più becere, impersonate e agite dalle frange più volgari e incolte: di destra come di sinistra, si intende.
Come relatore pubblico, mi rimane il rammarico che non potrò mai sapere se almeno l'ondata di xenofobia avremmo potuto almeno in parte evitarcela, se avessimo davvero fatto partire ai primi dell'anno il programma di globalismo sociologico che avevamo progettato insieme ai nostri colleghi Romeni.
Ricordate? "
Migliorare le relazioni fra Italiani e Romeni attraverso le rispettive comunità migranti"
Toni Muzi Falconi

venerdì 16 maggio 2008

E i PR labour cambiarono lavoro...

E' uscito nell'ultimo numero di aprile di PRWeek: un pezzo in prima pagina in cui si delineavano le mosse dei grandi (ma non solo) consulenti di PR del Labour dopo le recenti elezioni.
Infatti il cambio di rotta dell'elettorato inglese con la vittoria nelle amministrative dei conservatori, il secondo posto dei liberal e la pesante retrocessione a terzo partito dei laburisti, costringe i nostri colleghi della sinistra inglese a rifugiarsi in altri settori.
Sono aumentate le richieste di lavoro nelle agenzie a partire dalle posizioni top: Geoffrey Norris e John Mc Ternan (consulenti di Downing Street); Mario Dunne, Des Brown, consulenti politici; non solo grandi personaggi della comunicazione, ma numerosi giovani e men famosi professionisti.
Parallelamente con le azioni del labour in calo, aumentano quelle dei tories: in particolare le aziende del settore privato sono più interessate ad assumere collaboratori e consulenti in grado di dialogare con il partito conservatore.
Un paradossale passaggio: entrano nel mercato PROs  di PR vicini alla sinistra mentre le agenzie chiedono PROs vicini alla destra.
C'è chi sale e c'è chi scende... e chi in bottom se lo prende.


giovedì 15 maggio 2008

Abbiamo ritrovato Leo. Bravo Leo.

Una campagna di viral marketing che ci ha appassionato in queste settimane - scoperta e trattata anche dai giornali (ad esempio Lastampa) - è stata parecchio approfondita dal mondo blog e web 2.0, che in maniera anche un po' antipatica (quasi invidiosetta mi verrebbe da dire) ha cercato in tutti i modi di svelare retroscena e trovare piccoli difetti di comunicazione - come ad esempio il fatto che si tratterebbe di un ghepardo e non di un leopardo.

Comunque l'attesa si è creata, il ritorno di comunicazione c'è stato, io son contento di avere appeso il volantino sulla scrivania. Ora aspettiamo di vedere i vari outcomes ecc.
Per quanto mi riguarda da parte mia... bravi!

Di seguito incollo un commento di blog http://www.antisanti.com/ che testimonia come anche le critiche del web 2.0 abbiano contribuito ad amplificare la campagna.

"E’ stata svelata la campagna di comunicazione dietro Ho Perso Leo, la campagna virale di Jeep Cherokee in cui si fingeva che un leopardo si fosse perso in una città italiana. Tutti i giornali ne hanno parlato e i più accorti si sono resi conto subito che si trattava - appunto - di una campagna virale, chiedendosi chi ne fosse l’autore.
Strano che i colleghi autori della trovata, che è opera di una stimata agenzia romana, abbiano fatto l’errore di lasciare i loro dati ben visibili nel whois del sito (il dominio principale, non quello su wordpress).
Noi ce n’eravamo accorti una quindicina di giorni fa ma, per simpatia verso gli stessi colleghi, abbiamo deciso di non svelare il tutto prima di loro. Quindi gliel’abbiamo spiegato in un commento sul blog… commento che ovviamente è stato censurato."
Clic sull’immagine sottostante per ingrandire. Per estrema delicatezza abbiamo lasciato i nomi oscurati… anche se, a questo punto, sarà facile per tutti arrivarci." dal blog antisanti

martedì 13 maggio 2008

Zappos, Threadless, Etsy, Yelp: costruire brand costruendo community

Un articolo di AdWeek segnalato da http://www.womma.org/ analizza alcuni brand e come questi stanno puntando sulla costruzione di comunità web 2.0 per rafforzare il legame tra consumatori e brand.

L'articolo si concentra su brand USA come Zappos, Craigslist, Threadless, Etsy, e Yelp, che non sono che alcuni tra tutti quelli che negli States si abbeverano alla preziosa sorgente del"let's make connections"
Ciò che queste società hanno compreso è che utilizzare tempo per creare relazioni con i propri consumatori è un importante investimento sul proprio futuro.

E' anche ciò che li posiziona in maniera ben definita all'interno del panorama ipercompetitivo del mercato; è anche (come suggerisce Womma) ciò che ogni brand con il giusto mix di ingenuità e entusiasmo dovrebbe fare.

lunedì 12 maggio 2008

audiovisiva 5.0 - 22-25 maggio 2008


Esterni è un'associazione/agenzia di eventi/comunicazione/scrittura del territorio molto attiva a Milano. Sito: www.esterni.org. Segnalo la manifestazione audiovisiva 5.0

Per quattro giorni un festival che stravolge, disordina, sovverte luoghi e idee. Per farci vedere e sentire una città diversa.
Dal 22 al 25 maggio arrivano a Milano artisti e musicisti da 36 diverse città d'Europa: tra gli altri Alva Noto, Does it offend you, yeah?, Play Collective, Giardini di Mirò.

E poi i lavori sperimentali sulla città di Ran Slavin, Jean-Gabriel Periot, Michiel van Bakel. Incontri e workshop con Squint/Opera, Francesco Jodice, Dj Elephant Power.

Dall'Auditorium al Museo Diocesano, dalle Colonne di San Lorenzo ai Magazzini di Porta Genova.
Tutto il programma di installazioni, proiezioni, live, incontri e workshop su audiovisiva.com
Opening Giovedì 22 maggio ore 19 - Chiostro del Museo Diocesano
Closing Domenica 25 maggio ore 22 - Magazzini di Porta Genova


Per informazioni info@audiovisiva.comaudiovisiva 5.0 - where imagination sounds

venerdì 9 maggio 2008

Video News da Womm U

Gli interventi di Womm University, l'evento dedicato al mouth marketing in programma in questi giorni a Miami

giovedì 8 maggio 2008

Siamo uomini o focus group?

Sul sito ferpi.it si apre una bella riflessione a più voci sul ruolo della ricerca sociale (quali-quantitativa), sul suo rapporto con il mondo della comunicazione, sui sondaggi.
Questa settimana c'è un bell'intervento di Toni Muzi in apertura e un commento di Pagnoncelli (IPSOS) in risposta al pezzo della settimana scorsa di Bistoncini.

Si tratta di un tema assolutamente centrale nel nostro lavoro.

Le identità fluide dei pubblici, la necessità di maggiori ricerche incentrate sull'analisi qualitativa, le difficoltà nell'intervistare campioni significativi, i fallimenti dei recenti sondaggi elettorali, il diluvio informativo di sondaggi e ricerche di mercato più o meno affidabili.

Tutti temi che dobbiamo conoscere per evitare di fallire nella fase ascolto/analisi dei nostri stakeholder.

Recentemente mi sono iscritto a un paio di newsletter e siti di marketing/social research molto interessanti (Aberdeen Group & Sherpa Marketing). Dopo le prime settimane in cui leggevo con interesse almeno gli abstract delle ricerche ho dovuto alzare bandiera bianca davanti a una marea di ricerche e controricerche, che dilagavano e diventavano anche contrastanti l'una con l'altra. Adesso quando ho tempo leggo i titoli e poi vedo.... a parte questa parentesi personale (suggerisco comunque a chi ha voglia e necessità di visitarsi i due siti) il tema è serio:
personalmente sono per un utilizzo di ricerche statistiche e quantitative, ma soprattutto di focus group e analisi qualitative; noi stessi comunicatori spesso facciamo uso di sostanze stupefacenti di cui la sondaggina è la più pericolosa.
Utilizzare solo a fini di consenso rilevazioni, interviste e sondaggi non ci fa bene. Magari eccita un po' all'inizio, ma poi arriva inesorabile il down...

martedì 6 maggio 2008

Green Business is... Now!

Mentre arrivano le linee guida per le Relazioni pubbliche "verdi" e la comunicazione ambientale, ha elaborate dal Cipr (Chartered Institute of Public Relations) l'associazione dei Pr inglesi, il business verde e conseguentemente il settore della comunicazione verde si espandono sempre di più.
Le linee guida sulle Rp 'verdi' sono state presentate a Londra il 28 marzo scorso (clicca qui per visualizzarle ) alla presenza di numerosi relatori pubblici e di rappresentanti di diverse organizzazioni ambientaliste. James Wright, responsabile del gruppo di lavoro che ha redatto le linee guida e direttore Corporate Social Responsibility di Trimedia, ha annunciato che in occasione del World PR Festival, a Londra il 23 e 24 giugno prossimi, presenterà casi di best practice di ‘rp verdi' e gli sviluppi delle linee guida elaborate dal CIPR per la Comunicazione della Sostenibilità Ambientale.


Intanto Business Week ha lanciato la newsletter BusinessWeek's Green Business di cui riporto la presentazione del numero di aprile:


The April edition of BusinessWeek's Green Business newsletter focuses on our special report, Sustainable Tech, which explores ways scientists and technologists are working to reduce the costs of renewable energy, manufacturing consumer electronics from biomaterials, and collecting and recycling "e-waste." Also this month, investments that play off of growing demand for clean tech, Greenland's vanishing ice sheets, and Citi's green development goals in Asia. To stay on top of these and other green business issues, subscribe to this newsletter and we'll e-mail it to you on the final Monday of each month.

Al Gore in Italia per promuovere un nuovo modo di fare Tv

L'8 maggio il Premio Nobel sarà nel nostro Paese per il lancio della versione localizzata di Current.

di Fiorella Passoni
L'evento si presenta rilevante dal punti di vista del panorama new media italiano: una tv statunitense in cui buona parte della programmaziona è fatta "dal basso" (ovvero da video-maker indipendenti) che andrà in onda sulla piattaforma satellitare Sky, fatta di "pod", ovvero brevi spezzoni di vita reale. Insomma quella che potrebbe essere vista come una tv web 2.0.
Con queste premesse il lancio italiani di Current non poteva che diventare un evento in ottica "conversazionale", così alla conferenza stampa d'ordinanza, si è affiancato un'incontro tra Al Gore e il potenziale pubblico italiano, attraverso i suoi ipotetici rappresentanti blogger. Il tutto avverà al Teatro Ambra Jovinelli di Roma.
Organizzatore dell'iniziativa Marco Montemagno che ne dà annuncio sul blog di Sky TG24. Si è pensato a un meccanismo che appare inclusivo: una lista di una trentina di blogger rilevanti, che a loro volta potranno invitare una ventina di loro lettori e che si faranno portavoce delle domande sollevate da tutti sui proprio blog. Posti disponibili: 500. La possibilità, inoltre, di registrasi sul blog e di partecipare all'evento.
Montemagno pubblica la lista dei 30 blogger selezionati, da quel momento ribattezzati "la sporca 30ina", ed è polemica.
Polemica tra quanti vedono inapplicabile alla rete qualsiasi tipo di classifica di merito o importanza, polemica sull'esistenza e/o il valore della blogosfera italiana, discussioni sul coinvolgimento dei blogger in eventi che sono di carattere comunque aziendale, fino alle riflessioni sul ruolo di blogger a sulla tendenza all'auto-referenzialità, ma anche sulle agenzie di comunicazione che ormai nei blogger vedono dei nuovi interlocutori-opinion leader da coinvolgere.
La discussione rimbalza nelle maglie del web: singoli blog, Twitter... e intanto l'8 maggio si avvicina con tutte quelle che possono comprendersi come motivazioni di ordine logistico.


Innegabilmente Internet è ormai uno dei mezzi da considerare nel panorama informativo e i blogger, più o meno importanti che siano, contibuiscono alla produzione e distribuzione di informazioni, in tal senso non possono essere trascurati in una strategia di comunicazione a tutto tondo: mettere Internet al pari di altri mezzi più tradizionali come carta stampata e televisione è dunque una conquista o una condanna?
tratto dal Blog di Edelman Italia

Nuovo blog

Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/