martedì 26 marzo 2013

La società dello spettacolo

Qualche settimana fa scrivevo qualcosa di simile all'illustre collega Rodriguez

La società dello spettacolo
Cosa accomuna le vicende elettorali di Grillo, Berlusconi e Bersani? La risposta starebbe nella televisione e nella sua capacità di costruire una relazione personale mediata con le persone. L’analisi di Mario Rodriguez.
La società dello spettacolo - Ferpi

venerdì 22 marzo 2013

Mandato di Melbourne: in italiano il documento sul futuro delle Rp - Ferpi

Finalmente tradotto il Melbourne Mandate. Ora si tratta di promuoverlo ai nostri colleghi (presenti e futuri), alle loro organizzazioni e ai loro stakeholder, come già fatto in passato con gli Stockholm Accords.
In vista un gruppo di lavoro e uno spazio di discussione su Ferpi.it

Lo scorso novembre, la community internazionale dei relatori pubblici si è riunita in Australia per continuare il lavoro avviato nel 2010 a Stoccolma. Il lavoro dei professionisti che per tre giorni hanno dibattuto dell’attualità e del futuro della professione è confluito nel Mandato di Melbourne, un documento ora disponibile anche in versione italiana grazie al lavoro di revisione mio come delegato Ferpi presente a Melbourne e di Elena Bernasconi ed Elisa Noli di Global Alliance, nonché di Toni Muzi Falconi. Proprio di quest’ultimo, è il commento alla traduzione italiana del Melboune Mandate che trovate qui:
Mandato di Melbourne: in italiano il documento sul futuro delle Rp - Ferpi

giovedì 21 marzo 2013

La selezione degli stakeholder all'interno delle organizzazioni

Traduzione di un post apparso su PRCoversations. Oltre a segmentare secondo i tradizionali criteri di gruppi di lavoro (ad es: quality vs manufacturing), livelli (blue collar vs white collar)  geografie e anagrafiche, Toni invita non solo a inserire i concetti (già sedimentati nel marketing riguardo ai consumatori) di tribù, culture, nicchie... ma anche a:

Il mio ragionamento – se si pensa ai dipendenti – è stato che possiedano i seguenti profili: 

  • personale 
  • professionale 
  • territoriale (ossia che comprenda la storia, la cultura, i valori e le norme relative al vivere in un determinato territorio piuttosto che in un altro) 

In parallelo, le organizzazioni hanno almeno due profili: 

  • aziendale 
  • settoriale 

Una volta che si riconosce l’appartenenza ad uno specifico profilo, la progressione naturale del pensiero è che probabilmente sia una causa persa riuscire a sviluppare un approccio “generico” alla comunicazione, e che invece, sia più utile dedicare tempo ad approcci “specifici” (situazionali).

Un ruolo che spetta (anche) al comunicatore interno.
La selezione degli stakeholder nel 21° secolo - Ferpi

martedì 19 marzo 2013

Vendere la sostenibilità: una strada in salita

Bell'articolo di David Fell pubblicato su Ferpi.
Se le aziende sono sempre più attente alla sostenibilità, non altrettanto, molto spesso, lo sono i consumatori. E allora cosa possono fare i pubblicitari per “vendere” un sogno che è tale solo per pochissimi?
Vendere la sostenibilità: una strada in salita - Ferpi
Interessanti anche i commenti dei colleghi

venerdì 15 marzo 2013

Ferpi per l’Emilia: il punto della situazione - Ferpi

Continua il progetto avviato la scorsa estate per supportare il rilancio del territorio colpito dal sisma del maggio dello scorso anno. Molte le iniziative in corso: dalle collaborazioni accademiche nazionali e internazionali all’obiettivo di dati quali-quantitativi sulla gestione della crisi dal punto di vista delle Rp per realizzare una repository sul caso emiliano.
Chi volesse partecipare ai progetti di ricerca (con focus in particolare su comunicazione interna & organizzazione; crisis communication) o chi volesse segnalare lavori in corso (come tesi, survey, indagini) sul tema comunicazione/terremoto può scrivere direttamente a Ferpi, al sottoscritto o a Massimo Alesii.

Leggi articolo su Ferpi

mercoledì 13 marzo 2013

WebUpDate 2013: le tendenze della comunicazione - Ferpi

WebUpDate 2013: le tendenze della comunicazione - Ferpi
Focus su e-commerce e branding alla nuova edizione dell’evento che ogni anno porta a Napoli più di mille professionisti della comunicazione, del marketing e del web. Confermata la sede di Città della Scienza, centro congressi, non colpito dall’incendio che ha distrutto lo science center.

lunedì 11 marzo 2013

The Future is Ours and... of Storytelling

The Future is Ours
The Future is Ours from Michael Marantz on Vimeo.

The Future of Storytelling

Ho trovato piuttosto interessante questo sito, i video e i link a cui rimanda...
The Future of StoryTelling Summit (FoST) è stato fondato con l'idea che le storie — nel senso più ampio del termine — diano forma al senso della vita di tutti i giorni. Le storie non moriranno mai, ma i modi in cui le raccontiamo stanno cambiando.


da vedere anche:
The Future is Ours
Story(us) Un progetto di storytelling
Un'agenzia newyorkese di storytelling, promotrice del summit



domenica 10 marzo 2013

Comunicazione Interna. Il Video integrale di Impresaperta

Video integrale (interessante!) del recente evento di presentazione della community Impresaperta, promossa da Methodos, lo scorso 19 febbraio a Milano durante la Social media week.
Con la presentazione delle ricerche dell'Osservatorio
L'obiettivo di Impresaperta è (similmente a Engage for Success in UK) "la tematizzazione nella società italiana dei vantaggi per le persone, le organizzazioni e il Paese di un migliore coinvolgimento nelle organizzazioni di chi ci lavora".

Dario Di Vico: il valore dell'Engagement

Per Dario Di Vico la ripresa ci sarà per quelle organizzazioni che riusciranno a fare Engagement.

Cinque cluster di dipendenti

Da Impresaperta, i risultati di una ricerca di 2puntozeroDoza e Methodos, che identifica 5 tipologie di dipendenti secondo gli atteggiamenti e le richieste verso la comunicazione interna:


sabato 2 marzo 2013

DRAFT 0.1 / Le prime elezioni post-televisive, ma sempre televisive

[il giorno dopo dovrebbe sempre essere più facile capire le cose]

Ciò che colpisce nell'analisi di tanti è il fatto che la vittoria di Grillo venga attribuita alla piazza reale o a internet, mentre un giorno qualche ricerca riuscirà a spiegare ciò che mi sembra evidente : Grillo e Berlusconi, i due vincitori, hanno utilizzato al meglio proprio la televisione perché uomini di TV e grandi comunicatori.
Da un lato Grillo l'ha utilizzata in "negativo":

Dall'altro Berlusconi l'ha sfruttata in positivo, intanto banalmente candidandosi (come alter non-comunista del vecchio bersani) e poi occupandola e individuando al meglio i programmi e le trasmissioni per raggiungere tutti i pubblici che potevano votarlo, dilagando su qualsiasi programma, inviando un preciso segnale di rottura rispetto a Monti e all'esperienza del lacrime e sangue 2012... (tanto che alla fine ciò che è passato è che le tasse siano state volute da Monti e da Bersani).

Giusto per intenderci: in una pagella pre-elezioni l'unico che ha capito qualcosa dando i voti è stato Carlo Freccero che all'Espresso aveva dichiarato che G. & B. erano stati i migliori in campagna elettorale. Non a caso un uomo di TV e forse uno dei più abili e profondi lettori della società post-moderna italiana.

LA DISINTERMEDIAZIONE TOTALE
Quello che ci insegnano queste elezioni è la disintermediazione dei soggetti tradizionali e l'utilizzo di piattaforme di "relazione diretta": TV, piazze e internet.
Ma questa disintermediazione non significa che la TV è morta o che i vecchi media non servano più. Ci insegna invece una vecchia lezione dei media studies: che un nuovo media non cancella e sostituisce i suoi predecessori, un nuovo media è in grado di ridefinirne l'uso piuttosto. Il blog di grillo è una parte del successo, è uno spazio, ma non sarebbe servito a nulla se non ci fossero stati attivisti in carne ed ossa, piazze e soprattutto tanta TELEVISIONE.
E' che mentre i vecchi politici hanno continuato a farsi i talk show, Grillo l'ha utilizzata come strumento di propaganda.
Berlusconi invece ha fatto contro-programmazione... ha stra-utilizzato le sue televisioni per compattare lo zoccolo duro (son curioso di vedere cosa ci dirà in merito l'Osservatorio di Pavia) e ha realizzato alcuni piccoli grandi media event come l'intervista a Santoro dove ha suonato la carica e decine di interviste. Nessun altro della sua parte sarebbe stato in grado di gestire TV e telegiornalisti nel suo modo. Per non parlare di Ingroia Bersani e Monti, ingessatissimi. Giannino forse se non fosse inciampato l'ultima settimana avrebbe a suo modo ritagliato qualche spicchio in più perché particolarmente comunicativo.
Le primarie che avevano occupato spazio e creato consenso, sono state spazzate via (perlomeno in alcune fette di elettorato) da due mesi e mezzo di intensissima campagna elettorale.

DALLA RAPPRESENTANZA ALLA RAPPRESENTAZIONE
Questa super-esposizione mediale della campagna è funzionale alla legge elettorale: non dovendo eleggere direttamente i propri candidati, nella provincia non si son visti i comizi, non si son visti i candidati, la comunicazione porta a porta, ma soprattutto non si son viste la le affissioni. Questo spostamento dal luogo della polis, la piazza (checché ne dicano i politofagi) allo spazio rappresentato (Tv e Internet) ha portato i cittadini a non cercare un rappresentante ma una rappresentazione. Cosa sono Grillo e Berlusconi se non rappresentazioni di un'attitudine, di un'emozione, di un sentimento.
Non si è votato per farsi rappresentare in Parlamento, ma per inviare segnali/messaggi, quindi per rappresentare uno stato di animo.
Non più rappresentanza di interessi e ideologie, ma rappresentazioni: oggetti semiotici a sé.
Il sondaggio si è fatto voto, il voto di rappresentanza è ridotto a una parte minoritaria dell'intero corpo elettorale. Un corpo elettorale che non è più l'opinione pubblica di un tempo perché i giornalisti, gli opinionisti, i grandi mediatori non ci capiscono più nulla infatti, ma inseguono istantanee del sentimento popolare.
Chi degli indecisi o dei voti che si sono spostati su G.&B. ha letto uno straccio di programma? La maggior parte dei voti sono stati dati in virtù di un'idea di massima che ci si è fatta ascoltando tramite i reportage televisivi, o le conseguenti chiacchiere e commenti. Non me ne vogliano i grillini che partecipano e animano blog e forum a 5 stelle... non sono loro ad aver fatto numero.
E' per questo che una volta superato l'effetto Carro-del-Vincitore (forse tra qualche anno) anche Grillo tornerà a rioccupare uno spazio più ridotto.
La domanda che occorre porsi è se il voto può diventare mera rappresentazione? Se non ha senso cercare di ricreare nuovi corpi intermedi, in grado di spiegare e rappresentare, mediare e guidare.
In fondo tutti siamo contenti di aver inviato un segnale alla CASTA; ma è la funzione del voto questa? Non avremmo dovuto cercare di trovare chi può rappresentare i nostri interessi governando?
Questa considerazione personale non significa che il voto grillino (o berlusconiano) non vada compreso... anzi è fondamentale capirlo per costruire forse anche una nuova architettura della rappresentanza. Perché la democrazia e le elezioni servono per questo: individuare chi rappresenti la maggioranza e ci governi.

Nuovo blog

Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/