Post

EMA a Milano. Un'occasione mancata... per la comunità italiana delle relazioni pubbliche

Ma EMA a Milano ci viene o no? Penso che tutti lo considererebbero un successo: un ulteriore mattoncino per il prestigio e la reputazione di Milano, indotto economico, posti di lavoro, un valore per l'industria farmaceutica italiana che si troverebbe in casa un centro decisionale Europeo (ingrado di influenzare altre aree geografiche), ma un valore anche per le organizzazioni italiane di pazienti stessi e per le istituzioni... Perché allora non è stata fatta una grande campagna di sostegno, che coinvolgesse tutti gli stakeholder? Perché solo Maroni e Sala si sono dati da fare? Perché il Governo ha tenuto profilo bassissimo? Non siamo forse in grado di fare lobbying? Sinceramente spero si riesca comunque. Ciò che mi appare sorprendente è come i PR italiani (sottoscritto in primis - mea culpa mea culpa doppio)  abbiano perso un'occasione per costruire una grande campagna di relazioni pubbliche, che coalizzasse tutti gli stakeholder del settore.
Un'operazione di sistema in gr…

Gli sponsor nascosti nei video degli youtuber più amati dai ragazzini

E' uscito oggi un interessante articolo su Repubblica che parla di pubblicità occulta, youtuber e baby tutorial. Clicca qui per leggere repubblica.it

"È una giungla - dice Stefano Zerbi del Codacons - . Vogliamo capire se esistano zone grigie. In teoria, con la legalizzazione della pubblicità occulta, non è affatto vietato reclamizzare un prodotto su YouTube. È come Instagram: chi ha valanghe di follower, e inserisce un marchio in una foto, riceve prodotti gratis, benefit, viaggi"

Perché è nostro dovere parlare di comunicazione & disastri naturali?

Immagine
Questa è la domanda che fin dal primo incontro a Mirandola, durante il terremoto dell’Emilia, ci ha guidato per costruire un percorso che non si esaurisse in un’iniziativa one-shot o di breve periodo.È anche la domanda che ci porta in questi giorni nuovamente in Veneto per discutere con i giornalisti, nostri fondamentali stakeholder.Personalmente, avendo vissuto l’esperienza terremoto in prima persona da professionista e avendola poi studiata, e poi ancora rivissuta – seppur da lontano – con il terremoto del centro Italia, ritengo che abbiamo una duplice responsabilità come comunicatori e appartenenti ad un’associazione professionale.Come comunicatori ritengo abbiamo il dovere di parlarne per tentare di trasmettere ai colleghi e in particolare ai professionisti più giovani il valore che le relazioni pubbliche possono offrire alle organizzazioni, alle comunità, ai territori colpiti da disastri naturali. Una responsabilità nei confronti quindi della professione (cfr. Melbourne Mandate).…

C'è bisogno di una cultura di comunicazione più responsabile

Dopo il risultato del referendum, mi convinco ancora una volta di più di una stringente necessità: c'è bisogno di una cultura di comunicazione più responsabile. C'è bisogno di organizzazioni più  comunicative, ma nel senso indicato dal Melbourne Mandate ormai 4 anni fa, in cui  la stessa strategia venga influenzata dai comunicatori, che devono svolgere un ruolo più strategico,  portando all'interno delle strategie la propria capacità di ascolto.
Io penso che l'esito negativo sul referendum abbia molto più a che fare con le aspettative gonfiate ed oggi deluse nell'elettorato rispetto all'azione di governo. E che queste aspettative siano state gonfiate a causa di un atteggiamento bulimico dal punto di vista della comunicazione, che in questi mesi è stata un bombardamento continuato. A prescindere da come la si pensasse nel merito della riforma, sappiamo tutti che il voto che è stato espresso ieri ha riguardato un giudizio sul governo in carica, anzi sul premier …

Disastri naturali: una comunicazione responsabile? Modelli, casi reali e opportunità nella comunicazione di crisi

Immagine
Cosa accade quando una calamità naturale colpisce un determinato territorio? Esiste una griglia comportamentale di condotte virtuose capaci di assicurare la pronta ripresa sociale ed economica di quel territorio?  È possibile sviluppare una narrazione della calamità e della comunità che salvaguardi la reputazione del territorio? E che ruolo riveste o può rivestire la comunicazione in questo processo multidisciplinare?  Originando dagli esempi dei terremoti che hanno colpito L’Aquila e l’Emilia- Romagna – e dai due differenti approcci gestionali e comunicativi che ne hanno caratterizzato il processo di ripresa – il testo risponde a queste domande, offrendo al Lettore un percorso di consultazione circolare ed interconnesso, che include al proprio interno non solo le regole comunicative da attuare in caso di crisi già conclamata, ma anche le possibili condotte di prevenzione funzionali all’individuazione delle aree vulnerabili, nonché le opportunità che possono derivare da un…

Industria culturale & propaganda in Giappone e Usa

Immagine
Gran bel pezzo di Matthew Brunner su The Diplomat, che mi son letto sull'ultimo numero di Internazionale - che è sempre utile leggere.La lunga tradizione governativa di propaganda tramite l'utilizzo dei manga, da qualche tempo ha cominciato ad essere utilizzata anche dall'Esercito. Se negli States il legame tra Holliwood e il Pentagono è da sempre molto prolifico e win-win (le majors possono utilizzare a costi contenuti aerei, arsenali, basi, in cambio di messaggi allineati agli obiettivi di comunicazione del Pentagono), questo non è stato vero in Giappone fino a poco tempo fa. Ma ultimamente, dopo la svolta di Shinzo Abe sulle forze armate, non più solo di autodifesa p, anche i manga hanno cominciato a diventare uno strumento  strategico per cercare di influenzare un'opinione pubblica ancora troppo antimilitarista.  Leggi il pezzo in inglese: http://thediplomat.com/2016/01/japans-creative-industrial-complex
Tactical helicopters on display at a public JSDF demonstration a…

Litigation PR: tra il Proposito ed il Progetto

Tra il Proposito ed il Progetto. In una situazione di sospensione in cui – apparendo già delineato il se, alla luce di trasformazioni sociali intuibili e quotidiane – è il come a versare ancora in uno stato di incertezza organizzativa e operativa. È quanto emerge dagli atti della Tavola Rotonda “Litigation PR – Linee guida comuni per l’accreditamento e l’operatività”, pubblicati in questi giorni. Intervista (pubblicata su Ferpi.it) al componente del Gruppo di lavoro FERPI Comunicare le professioni Intellettuali, Stefano Martello e al Delegato Ferpi Emilia-Romagna, Biagio Oppi.
Scarica gli atti

Stefano, tu sembri evocare una situazione di stallo, in cui la necessità appare chiara mentre, al contrario, la strategia di attuazione è ancora vaga.
S.M.: Sì, ma non si tratta di una notazione necessariamente negativa o, ancora peggio, di una ammissione di resa nei confronti di un tema che sconta già – rispetto ad altri ambiti europei – un considerevole ritardo, quanto di una opport…