venerdì 30 luglio 2010

Show/case history: la Motorsport Industry Association, best practice di gestione delle relazioni

Ieri,  vicino a Londra, abbiamo presentato a una 50ina di aziende inglesi il salone fieristico dedicato al Motorsport e i trend del mercato italiano dell'high perfomance engineering.
L'evento a parte i partner italiani, aveva come co-organizzatore la MIA - Motorsport Industry Association: una società che associa diverse centinaia di aziende (principalmente inglesi ma in generale di tutto il mondo) della filiera del motorsport. Per l'ennesima volta ho visto questo soggetto, la MIA, creare valore mettendo in network le aziende e generando relazioni tra loro.
Il mantra del suo CEO, Chris Aylett, è "scambiatevi i biglietti da visita, finite la giornata con le tasche vuote dei vostri biglietti e piene di quelle degli altri". Alla base c'è ovviamente una profonda conoscenza della materia (tutti i contenuti tecnologici e di business della filiera produttiva del motorsport che parte dalla fusione dei materiali innovativi ed arriva alla gara in pista, ma sfora nell'aerospazio e nella difesa).
Ma il valore che la MIA sa creare è la messa in relazione e la gestione delle relazioni tra i membri. E si tratta, si badi bene, di un'associazione che precede l'avvento di internet e del web 2.0. Che precede e che ne incarna anzitempo lo spirito.
Spirito che è una vera e propria visione: tanto da lasciare a volte perplessi coloro che non ne fanno parte (ad esempio gli operatori italiani del settore) che si fanno spaventare dal potenziale concorrente  invece che farsi conquistare dagli indubbi vantaggi che ha far parte della community (della famiglia diremmo anche in altri termini).

In un dialogo con Chris, animatore e cuore pulsante del MIA, mi sono avventurato nel suggerigli di non cercare di creare una sovrastruttura social network al network reale che rappresenta perché il rischio - a mio avviso - è quello di creare una sovrastruttura che non funziona. La qualità delle relazioni e la loro gestione sono il valore inestimabile che questo soggetto ha: un soggetto ibrido, che fa lobbying, che crea business tra i membri e non solo, che è un'azienda ma che vive di una base associativa.
Ogni volta che facciamo qualcosa insieme, partecipazioni a fiere, eventi, networking cocktail, delegazioni biz, mi rendo conto di quanto siano bravi a gestire e sviluppare le relazioni. Tutto qui...
Mi piacerebbe analizzarne il funzionamento alla luce degli stimoli di Sven Hammerfors sul network value per capire se si tratta di un modello esportabile in altri settori. Ad oggi non ho mai incontrato soggetti così efficaci: né tra le associazioni di categoria/imprenditoriali, né tra i distretti, né tra i club di prodotto o i network, ecc.

lunedì 26 luglio 2010

Ryan Air: ma chi lo sopporta DeLiri O'Leary?

da PRWEEK: Ryanair pitches take place but many decline £6,300 per month fees

A number of large Irish agencies have declined to pitch, owing to fees that are believed to be around £6,300 a month, according to The Irish Times.

Murray Consultants resigned the account earlier this month after representing the PR-savvy budget airline since before its stock market flotation in 1997, blaming a disagreement over fees.

On Wednesday, Ryanair reported a 24 per cent fall in first-quarter profits after taking a £43m hit from the volcanic ash cloud.

The carrier said the ‘unnecessary closures of airspace for 18 days’ had caused travel chaos for millions of holiday-makers.

venerdì 16 luglio 2010

Mio commento a Patrimonio relazioni di Piero Vecchiato

L’imprenditore è il relatore pubblico della propria azienda, ma spesso non ne è consapevole. Così perde l’opportunità di comunicare in modo strutturato. Lo ha dichiarato il vice presidente Giampietro Vecchiato in un’intervista, tutta dedicata alle Pmi, rilasciata a L’Impresa.

Biagio Oppi il 15/07/2010 :

E’ un pezzo che aspettavo (he cerco ma non riesco a elaborare) una riflessione su un modello di relazioni pubbliche non milanocentrico o comunque non focalizzato sulla grande azienda. Un modello molto italiano, forse mediterraneo (MedCom forse sta facendo da battistrada) che connota fortemente il modello di comunicazione aziendale del nostro paese, tutto incentrato sulla figura dell’imprenditore. Mi piace l’idea che noi relatori pubblici dobbiamo indagare questo modello informale e dobbiamo cercare di formalizzarlo per poi riproporlo adeguatamente sul mercato.
Probabilmente è qualcosa che già si fa nella prassi, ma che non è stato ancora ab-stratto. E’ inoltre qualcosa di molto simile alla leadership comunicativa proposta da Hammerfors… quindi nonostante possa sembrare una forma primitiva di “gestione delle relazioni” (parrocchia, calcetto, comunità) è invece il risvolto glocal della contemporaneità, che permette ad esempio alle nostre multinazionali tascabili di avere successo in tutto il mondo.
Per noi comunicatori le PMI sono un mercato enorme, uno spazio di sviluppo enorme, un alleato e un partner da aiutare a crescere; come poi già emerso nei mesi scorsi nei bei dibattiti sul sito.

martedì 13 luglio 2010

mmm... Idea?

Me la penso, me la dico e me la scrivo...
Davanti a Twitter cosa rimane del tradizionale blog? La possibilità di concentrare al massimo ogni pensiero in 140 caratteri, splendida concretizzazione futurista, annienta il bla bla del blogger? Forse no. Insomma rimane sul blog la possibilità di approfondire - sempre con i tempi e con i modi della rete: veloci, croccanti & attenzionali - gli argomenti e gli spunti che magari hanno meritato una twittata.
Ad esempio l'ultimo mio tweet: prima di diventare follower di qualcuno su Twitter spendi un tempo proporzionale al numero dei suoi tweets per valutarne la qualità.
E' evidente ciò che significa, ma chi ne volesse sapere di più non merita che venga approfondito e lasciato aperto a eventuali commenti altrui? Non diventa una piattaforma da aggiornare continuamente?
La vertigine Twitter non ci costringe forse a rallentare e pensare prima di spararla? Non ci costringe a selezionare meglio chi si segue?

giovedì 8 luglio 2010

Dati & Scenari sulla Comunicazione e sulle RP 2010-2011

Purtroppo sto scendendo dal treno e non ho tempo...
European Communication Monitor 2010. Annual survey on future trends in communication management and public relations http://is.gd/dgZhc

giovedì 1 luglio 2010

Twitterizzarmi

Non c'è più nulla da fare su un blog classico. Twitter rules e anche tròpp. Devo decidere se migrare su WP e microbloggare solo da Twitter
E' tempo di migrar.

Nuovo blog

Dal 2 gennaio pubblico i miei post su  https://pranista.blog/