Appunti di viaggio in: #Comunicazione #Geografie #Rappresentazioni #Comunità #Management #Territorio #Advocacy #PublicAffairs °RelazioniPubbliche
venerdì 20 novembre 2009
martedì 17 novembre 2009
Alessia Bianchi. 10 risposte per 10 situazioni
50 volti della Comunicazione50 autoritratti contemporanei
“Faccio cose, vedo gente...”, questo è quello che rispondo quando mi chiedono che lavoro faccio. Perché? Avete mai provato a spiegare a un non-comunicatore cosa fa un comunicatore? Dopo anni e anni di tentativi ci ho rinunciato e adesso, a seconda di chi me lo chiede, scelgo tra le tante risposte pre-confezionate:
- per mia suocera “faccio (nemmeno mi occupo) la pubblicità” – semplice, ma chiaro;
- per i miei amici che fanno tutt’altro nella vita, ma usano la tecnologia – “faccio (idem come sopra) siti web” – troppo difficile spiegare la differenza tra occuparsi dei contenuti, della grafica;
- per quelli che sono invidiosi di tutto “partecipo a eventi esclusivi” – non sanno che non mi invitano per la mia bella faccia, ma che per essere li magari ci sono voluti anni di attività di PR;
- per quelli che fanno gli intellettuali “scrivo sui giornali” – tanto è vero, spesso i giornalisti copiano e incollano (non me ne vogliate, purtroppo mi è successo più volte).
Ma cosa faccio in realtà? Tutto quello sopra, ma in modo un po’ diverso. Ve lo racconto prendendolo dal mio cv:
Marketing & Communication Manager:
Italia:
- marketing di prodotto – studio e implementazione delle strategie di marketing a supporto della forza vendita – utilizzo di una strategia integrata su vari mezzi: stampa, web, fiere…
- comunicazione corporate e di prodotto attraverso: media partnership, ufficio stampa, fiere, direct marketing…
Estero:
- Studio delle strategie per la penetrazione nei mercati target, preparazione del materiale di comunicazione, organizzazione di eventi (roadshow internazionali), relazioni con gli opinion leader locali, media relations.
Avete capito perché ho il booklet delle “10 risposte per 10 situazioni”?
Condividerete con me che nel raccontare il nostro lavoro sono poche le volte in cui abbiamo soddisfazione e la gente non pensa “eh va beh, cosa ci vuole...”.
Finalmente oggi nel raccontarlo a voi, anche se non vi conosco, ho provato questa bella e rara sensazione.
Per contattarmi:
e-mail: alessiabianc(@)libero.it
Skype: alessia.bianchi1
Facebook: Alessia Bianchi
lunedì 16 novembre 2009
Sputa il rospo... cittadino!
E anche sulle bacheche ecco delinearsi le sagome dei ranocchi sui manifesti. I rospi appaiono ovunque. Non è chiaro chi li ha messi lì.
Una campagna teaser che viene analizzata su Comunicatori Pubblici
La seconda parte della campagna “Sputa il rospo” (follow up) sarà allora di raccolta di tutte le segnalazioni, i “i rospi in gola”, dei concittadini: il momento per gli amministratori di accettare il rischio, di ascoltare tutti i rospi che gli loro elettori spesso si tengono dentro ma questa volta finiranno per “sputare”, dalle problematiche alle possibili proposte.
sabato 14 novembre 2009
ComunicArchitect: Claudio Silvestrin
Tra chi comunica per mestiere - e spesso ci fa concorrenza - ci sono gli architetti: dagli edifici spettacolari agli arredi di interni, per non parlare del design, la professione dell'architetto si è indiscutibilmente posizionata (nel corso dei secoli) come una delle professioni comunicanti.Dico questo perché ho avuto il piacere di recensire il libro di un bravissimo architetto, un amico da tempo immemore, Alberto Ferraresi.
La recensione del suo libro “Claudio Silvestrin. Liticità contemporanee. La verità ne La Cava” è pubblicata sul sito Architettura di Pietra diretto al professor Acocella.
Silvestrin, oltre che per lo stile sobrio ed essenziale, è noto per aver realizzato oltre venti punti retails Armani in tutto il mondo, contribuendo in maniera sostanziale a comunicare uno dei brand forti del Made in Italy. L'indagine di Ferraresi ripercorre tutta la carriera di Silvestrin dagli esordi fino a la Cava, labirintica installazione presentata alla fiera Marmomacc nel 2008, ulteriore operazione di comunicazione dell'architetto.
Alberto Ferraresi CLAUDIO SILVESTRIN – Liticità contemporanee. La verità ne La Cava Melfi, Casa Editrice Librìa, 2009, pp. 93
venerdì 13 novembre 2009
giovedì 12 novembre 2009
MedCom. Partiti!
E' cominciata oggi con la lectio magistralis di John Paluszek, presidente della Global Alliance, all'università di Catania.In bocca al lupo per domani e dopodomani. Purtroppo non ci sono fisicamente, ma vi seguo. Buon lavoro.
Stefania Romenti. La Prof.
50 volti della Comunicazione50 autoritratti contemporanei
Da bambina ero convinta che da grande sarei diventata una maestra. Al liceo una professoressa. All’università che avrei provato (il condizionale è ancora d’obbligo) a diventare una docente universitaria. Di certo posso dire che la determinazione non mi è mai mancata. Dopo la laurea in relazioni pubbliche alla IULM ho provato l’esperienza della consulenza ma in meno di un anno ho cambiato idea. Ho capito che la strada giusta da intraprendere era proprio quella della carriera accademica. 9 anni sono passati: due assegni di ricerca, un dottorato in economia, marketing e comunicazione d’impresa, e alla fine il concorso da ricercatrice all’Università IULM è arrivato. Posso dire di aver già realizzato il mio sogno nel cassetto: dedicare la mia vita allo studio e all’insegnamento.
Penso che il lavoro del ricercatore universitario sia una delle professioni più idealizzate che ci siano. Incontro ogni anno tanti neolaureati il cui sogno è “lavorare in università per fare ricerca”. Alla domanda ma cosa significa per te “lavorare in università per fare ricerca”, scopro che l’immaginazione non ha freni. Per me fare il ricercatore universitario non significa accumulare conoscenza, bensì creare la conoscenza e saperla mettere al servizio di chi può farne buon uso. Di sicuro per le organizzazioni complesse che dalla ricerca in comunicazione possono trarre spunti per costruire le basi del loro successo. E’ proprio in quest’ottica che da più di quattro anni il tema di ricerca che mi sta più a cuore è la misurazione dei risultati della comunicazione. Per aiutare i manager a distinguere la comunicazione efficace da quella che non lo è. Per adattare alla comunicazione leve anche di natura economica, come la tanto vituperata formula del ritorno sull’investimento (ROI).
In questo percorso professionale non posso che avere parole di ringraziamento per il mio maestro, per il ruolo che i suoi insegnamenti hanno avuto nella mia crescita e per le mie scelte, Emanuele Invernizzi. Non dimentico poi nemmeno i consigli che mi ha dato Toni Muzi Falconi che mi ha aiutato a non perdere mai di vista il collegamento con la professione. Certo è che sono stata fortunata. Con due punti di riferimento così, penserete non si può che essere privilegiati. Sì la fortuna l’ho avuta davvero. E quello che c’ho messo io, oltre alla buona volontà e qualche sacrificio, è tanto tanto ascolto. E’ il consiglio che rivolgo sempre a chi è più giovane di me, agli studenti, di ascoltare, ascoltare, ascoltare e saper valorizzare gli insegnamenti che vengono da chi quella strada l’ha percorsa prima di noi, ed è diventato quello che noi vorremmo essere da grandi.
Contatto: stefania.romenti(@)iulm.it
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